Che cos’è la fase luteale del ciclo mestruale?

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La fase luteale è il periodo del ciclo mestruale che si verifica dopo l’ovulazione e che precede il primo giorno del ciclo mestruale successivo. In media, la fase luteale dura tra i 12 e i 14 giorni.

Alcune donne con problemi di fertilità hanno una breve fase luteale. Anche l’aborto ricorrente è talvolta associato a una fase luteale più corta del normale. Tuttavia, alcune donne con fertilità normale hanno una breve fase luteale, per cui la connessione tra lunghezza della fase luteale e fertilità non è ancora del tutto chiara.

 
Cosa succede durante la fase luteale

 

Il ciclo mestruale può essere suddiviso in due parti principali: la fase follicolare e la fase luteale.

Nella fase follicolare avviene l’ovulazione. Gli ormoni innescano cambiamenti nei follicoli ovarici fino a quando, alla fine, un ovocita maturo viene ovulato. I follicoli sono piccole sacche in cui si sviluppano gli ovociti nelle ovaie.

Nella fase luteale, invece, avviene la preparazione dell’endometrio e dell’organismo per la gravidanza. Il tuo organismo è molto ottimista e presume che l’ovocita sia stato fecondato. Dopo l’ovulazione, il follicolo che ha rilasciato l’ovocita diventa un corpo luteo. Il corpo luteo secerne estrogeni e progesterone. Sebbene gli estrogeni siano importanti, il progesterone può essere considerato l’ormone più importante durante la fase luteale. Il progesterone ha molti ruoli, tra cui:

  • Soppressione degli ormoni GnRH, FSH e LH: ormoni che stimolano le ovaie e provocano l’ovulazione. Si evita così un nuovo concepimento se si è già in stato di gravidanza
  • Preparazione dell’endometrio: il progesterone innesca la secrezione da parte dell’endometrio di proteine ​​speciali che nutriranno l’embrione
  • Prevenzione delle mestruazioni: il progesterone impedisce all’endometrio di sfaldarsi, per evitare un aborto spontaneo

Il progesterone fa aumentare anche la temperatura corporea. Se si misura la temperatura corporea basale, si noterà un leggero aumento della temperatura dopo l’ovulazione. Se rimani incinta, la temperatura rimarrà elevata oltre la normale durata della fase luteale. Se non rimani incinta, la temperatura inizierà a scendere appena prima del ciclo. Il calo dei livelli di progesterone riduce la temperatura corporea e induce l’inizio delle mestruazioni.

Il progesterone è anche responsabile dei sintomi della fase luteale che molte donne confondono per i primi sintomi della gravidanza.

 

Quanto tempo dura la fase luteale?

 

In media, la fase luteale dura tra i 12 e i 14 giorni. Tuttavia, la durata può variare tra gli 8 e i 16 giorni. Generalmente la lunghezza della fase luteale di una donna tende ad essere costante in ogni ciclo. Quindi, per esempio, una donna la cui fase luteale tende ad essere 12 giorni sarà sempre lunga da 11 a 13 giorni. Se la sua fase luteale supera i 13 giorni, questo potrebbe essere un segno precoce di un’eventuale gravidanza. Una fase luteale inferiore a 8 (o 10) giorni può indicare un potenziale problema di fertilità. Ma non necessariamente. Le donne che non riescono a ottenere una gravidanza o che sperimentano aborti ripetuti possono avere fasi luteale più brevi, tuttavia è anche possibile che una donna con una buona fertilità abbia una breve fase luteale.

Si può comprendere la lunghezza della fase luteale dalla misura della temperatura corporea basale. Se si nota una breve fase luteale, non c’è motivo di preoccuparsi subito. Finché non si hanno altri sintomi di infertilità, potrebbe essere normale. Tuttavia, se non rimani incinta dopo un anno di tentativi (o dopo sei mesi, se hai 35 anni o più), assicurati di consultare il tuo ginecologo.

 

Che cosa è un difetto della fase luteale?

 

Un difetto della fase luteale è caratterizzato da livelli bassi o inadeguati di progesterone durante la fase luteale e costituisce una possibile causa di infertilità e aborto spontaneo.
Tuttavia le opinioni sono discordanti sull’argomento. Diversi sono i motivi per cui la condizione non potrebbe essere considerata da sola come causa di infertilità:

  • Difficoltà nella diagnosi (la ricerca non ha trovato un modo definitivo per testare o confermare un difetto della fase luteale)
  • Esiti poco chiari (una breve fase luteale o un basso livello di progesterone non sempre causano infertilità o aborto spontaneo ripetuto)
  • Risultati incerti del trattamento (non è chiaro se i trattamenti proposti migliorino realmente la fertilità o possano prevenire l’aborto spontaneo)

Possibili sintomi o problemi associati a un difetto della fase luteale includono:

  • Perdite di sangue tra l’ovulazione e il ciclo successivo
  • Aborto spontaneo ripetuto
  • Ovulazione irregolare o anovulazione
  • Brevi cicli mestruali

Le possibili cause di un difetto della fase luteale includono:

  • Uno squilibrio della tiroide
  • Esercizio eccessivo
  • Disturbi alimentari, come l’anoressia
  • Età (più di 35 anni)
  • Obesità
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
  • Endometriosi
  • Iperprolattinemia

Diagnosi di un difetto della fase luteale

 

Come accennato in precedenza, non esiste un metodo basato sulla ricerca per diagnosticare un difetto della fase luteale. Ogni metodo ha i suoi limiti. Detto questo, ecco alcuni metodi per determinare un difetto della fase luteale:

Grafico della temperatura corporea basale: la creazione di grafici può evidenziare una fase luteale troppo breve. Tuttavia, la ricerca ha rilevato che il giorno esatto dell’ovulazione non è sempre indicato con precisione su un grafico del genere. Questo significa che non è metodo preciso per calcolare la durata della fase luteale.

Misura dei livelli di progesterone: i livelli di progesterone possono essere misurati da sei a otto giorni dopo l’ovulazione. Tuttavia, quali livelli di progesterone dovrebbero essere considerati normali non è chiaro. Un altro potenziale problema è il tempismo. I livelli di progesterone raggiungono il picco circa una settimana dopo l’ovulazione; tuttavia, sapere esattamente in quale giorno si è verificata l’ovulazione non è semplice.

Biopsia endometriale: la biopsia endometriale permette di analizzare il tessuto endometriale durante la fase luteale e di valutare se le cellule siano nella corretta fase di crescita (in relazione alla fase del ciclo mestruale). Questa era un tempo considerato la pratica elettiva per la diagnosi di un difetto della fase luteale. Tuttavia, gli studi hanno mostrato risultati contrastanti: i casi di difetto della fase luteale non hanno necessariamente portato a infertilità.

 

Fase luteale e aborto spontaneo precoce

 

Un difetto della fase luteale può causare un aborto spontaneo precoce? Questa è una domanda complicata, a cui spesso viene data la rapida risposta: “dal momento che i difetti della fase luteale potrebbero non esistere, la risposta è no”. Tuttavia, la realtà è più complicata. Non ci sono prove sufficienti per affermare che un difetto della fase luteale (definito come una breve fase luteale o bassi livelli di progesterone) causi l’aborto spontaneo o l’infertilità. Per le donne che non hanno avuto aborti ripetuti, gli studi hanno trovato che la supplementazione di progesterone non riduce il rischio generale di aborto. Detto questo, studi recenti hanno rilevato che le donne che, invece,  hanno subito aborti ripetuti (due o più aborti spontanei di seguito) possono beneficiare della supplementazione di progesterone.

 

 Trattamento del difetto della fase luteale

 

Come menzionato sopra, non esiste ancora un trattamento efficace per il difetto della fase luteale. Detto questo, il medico può prendere in considerazione una delle seguenti soluzioni:

  • Trattare prima le condizioni sottostanti: se c’è uno squilibrio tiroideo, per esempio, trattalo per primo
  • Aumentare l’ovulazione con i farmaci per la fertilità: aumentando l’ovulazione, si possono formare corpi lutei più forti, portando a una fase luteale più sana.
  • Supplementazione di progesterone: è altamente controverso se i supplementi di progesterone possano migliorare la fertilità o ridurre l’aborto spontaneo precoce. Il progesterone può essere utile per le donne che hanno avuto tre o più aborti spontanei.
  • Iniezioni di hCG: basse dosi di hCG (un farmaco iniettabile per la fertilità) possono essere somministrate durante la fase luteale. Tuttavia, la supplementazione di progesterone è più comune, a causa dei minori effetti collaterali rispetto all’hCG.

 

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L’endometrio e il suo ruolo nella fertilità

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L’endometrio è il rivestimento interno dell’utero. Ogni mese, l’endometrio si ispessisce e si rinnova, preparandosi a una eventuale gravidanza.

Se la gravidanza non si verifica, l’endometrio subisce un processo noto come mestruazione.

Se invece l’embrione si impianta nell’endometrio, ha luogo il concepimento.

Alcune condizioni che coinvolgono l’endometrio possono influire sulla fertilità:

  • Endometrio troppo sottile o troppo spesso
  • Difetto della fase luteale
  • Endometriosi
  • Polipi endometriali
  • Adenomiosi
  • Sindrome di Asherman (aderenze uterine)
  • Infezione virale
  • Tumore endometriale

 

Ciascuna di queste condizioni e il loro impatto sulla fertilità saranno discussi brevemente di seguito.

Come funziona l’endometrio 

L’utero è costituito da tre strati: il perimetrio (o sierosa), il miometrio e l’endometrio.

Il perimetrio è lo strato più esterno dell’utero. Secerne un liquido acquoso per prevenire l’attrito tra l’utero e gli organi vicini.

Il miometrio è lo strato uterino intermedio e dei tre è lo strato più spesso. E’ costituito da tessuto muscolare liscio e spesso. Durante la gravidanza, il miometrio si espande per accogliere il bambino in crescita. Durante il parto, le contrazioni del miometrio permettono il parto del bambino.

L’endometrio costituisce il rivestimento interno dell’utero. È un rivestimento mucoso e cambia di spessore durante tutto il ciclo mestruale. L’endometrio stesso è costituito da tre strati:

  • Lo strato basale (stratum basalis): è lo strato endometriale più profondo che si trova a contatto con il miometrio uterino. Non subisce sostanziali cambiamenti durante il ciclo. Si può considerare come la base da cui crescono gli strati mutevoli dell’endometrio.
  • Lo strato spugnoso (stratum spongiosum): è lo strato intermedio dell’endometrio. Questo strato subisce cambiamenti durante il ciclo mestruale.
  • Lo strato compatto (stratum compactum): è lo strato esterno dell’endometrio e anch’esso subisce cambiamenti. È più sottile e più compatto rispetto agli altri strati endometriali.

Gli strati spugnoso e compatto sono quelli che cambiano drasticamente durante il ciclo mestruale. Insieme, questi due strati sono noti come strato funzionale (stratum functionalis).

Lo strato funzionale dell’endometrio passa attraverso tre fasi principali in ogni ciclo:

  • Fase proliferativa: è il momento in cui l’endometrio si ispessisce, preparando l’utero per un eventuale embrione. Questa fase inizia il primo giorno delle mestruazioni e continua fino all’ovulazione. L’ormone estrogeno è vitale per la formazione di un endometrio sano. Se i livelli di estrogeni sono troppo bassi o troppo alti, ciò può portare a un endometrio troppo sottile o troppo spesso. Durante questo periodo l’endometrio incrementa anche la vascolarizzazione tramite arterie rette e a spirale. Queste arterie forniscono un flusso sanguigno essenziale all’endometrio.
  • Fase secretoria: è la tappa in cui l’endometrio inizia a secernere nutrienti e fluidi essenziali. In questa fase il progesterone è l’ormone essenziale. La fase secretoria inizia dopo l’ovulazione e continua fino alle mestruazioni. Le ghiandole dell’endometrio secernono proteine, lipidi e glicogeno necessari per nutrire l’embrione. Impediscono anche che l’endometrio degeneri. Se un embrione si impianta nella parete dell’endometrio, la placenta in via di sviluppo inizierà a secernere l’ormone chiamato gonadotropina corionica umana (hCG). Questo ormone agisce sul corpo luteo (quello che rimane del follicolo ovarico dopo che ha rilasciato un ovocita maturo), il quale agisce da ghiandola, in modo che continui a produrre progesterone, ormone che permette il mantenimento dell’endometrio.
  • Fase desquamativa o mestruale: se un embrione non si impianta nell’endometrio, il corpo luteo inizierà a degenerare, portando a una riduzione dei livelli di progesterone. Quando i livelli di progesterone si abbassano, le ghiandole dell’endometrio smetteranno di secernere i fluidi che ne permettono il sostegno. Inoltre, le arterie a spirale che stavano fornendo all’endometrio il flusso sanguigno cominciano a restringersi. Questo porta quindi allo sfaldamento dello strato funzionale dell’endometrio, che viene così espulso dall’utero attraverso le mestruazioni e il ciclo ricomincia.

 

Spessore 

Se stai ricevendo un trattamento di fertilità, il tuo ginecologo potrebbe riferirsi al tuo endometrio come troppo sottile o troppo spesso.

Lo spessore dell’endometrio è determinato tramite ecografia. Non c’è un chiaro consenso su ciò che è “troppo sottile” o “troppo spesso”. Ogni medico ha un’opinione leggermente diversa su questo argomento.

Quello che sappiamo è che avere un endometrio troppo sottile o spesso può ridurre le probabilità di successo della gravidanza. La ricerca ha scoperto che può influire negativamente sull’impianto dell’embrione o aumentare le probabilità di aborto spontaneo.

Un endometrio sottile può anche essere un segno di diminuzione della fertilità in generale. Una scarsa risposta ovarica è associata ad un endometrio sottile.Si sospetta inoltre che l’uso a lungo termine di pillole anticoncezionali causi temporaneamente un assottigliamento dell’endometrio.

 

Difetto della fase luteale

La fase luteale del ciclo mestruale inizia dopo l’ovulazione e segna l’inizio delle mestruazioni.

Un difetto della fase luteale è una potenziale causa di infertilità. Si verifica quando i livelli di progesterone non sono abbastanza alti o non sono sostenuti abbastanza a lungo da mantenere intatto l’endometrio per un eventuale impianto di un embrione. Attualmente, i difetti della fase luteale possono essere diagnosticati misurando i livelli di progesterone nel sangue. Se i livelli non sono abbastanza alti o non sono sostenuti abbastanza a lungo, questo potrebbe indicare un deficit della fase luteale.

Altri possibili segni di un difetto della fase luteale sono:

  • perdite di sangue dopo l’ovulazione, prima che inizi il ciclo mestruale
  • una breve fase luteale (meno di 12-14 giorni) in base al monitoraggio della temperatura corporea basale

Le donne che misurano la loro temperatura corporea basale potrebbero riconoscere questa alterazione prima che si rendano conto di avere un problema di fertilità.

 

Endometriosi 

L’endometriosi è una condizione in cui l’endometrio si sviluppa al di fuori della cavità uterina. È una causa comune di infertilità. Sebbene l’endometriosi sia principalmente definita dal tessuto endometriale che cresce in posti sbagliati, può anche influenzare l’ambiente uterino, l’endometrio stesso e l’ovulazione.

Gli studi sull’argomento sono controversi: alcune ricerche hanno riscontrato un impatto negativo sull’impianto di embrioni in donne con endometriosi, mentre altre non hanno ottenuto questo riscontro.

 

Polipi endometriali o uterini

Un polipo endometriale è un’escrescenza dovuta alla crescita eccessiva dell’endometrio. Di solito sono non-tumorali e benigni, ma non sempre.La presenza di un polipo endometriale può causare infertilità, ma non necessariamente.

Se stai provando a concepire senza successo, il tuo ginecologo potrebbe proporti la rimozione chirurgica del polipo e ciò potrebbe essere sufficiente a consentirti di concepire senza ulteriori trattamenti di fertilità.

 

Adenomiosi

L’adenomiosi si verifica quando l’endometrio cresce nel miometrio (lo strato muscolare dell’utero). Può causare cicli mestruali dolorosi. L’adenomiosi è talvolta chiamata “endometriosi uterina”. È più comune nelle donne nel periodo subito precedente la menopausa, ma può verificarsi anche nelle donne tra i 30 e i 40 anni.

Oltre ai trattamenti più invasivi, praticati maggiormente in passato ma non compatibili per le donne che vogliono ancora avere figli, ci sono altre opzioni:

  • Embolizzazione selettiva (che è mirata solo alla regione di adenomiosi e non all’intero endometrio)
  • Trattamenti ormonali con agonisti del GnRH (come il Lupron)
  • Una combinazione di trattamento ormonale e chirurgico

 

Sindrome di Asherman 

La sindrome di Asherman è caratterizzata dalla formazione di aderenze intrauterine. Si tratta di tessuto cicatrizzato che forma diversi strati all’interno dell’utero. Può essere causato da ripetuti raschiamenti, infezioni pelviche, taglio cesareo e altri interventi chirurgici all’utero. A volte, la sua causa è sconosciuta. La sindrome di Asherman può causare problemi di concepimento e aborti ripetuti. Può essere trattata durante un’isteroscopia, una procedura che consente sia la diagnosi che la rimozione del tessuto cicatriziale.

 

Infezione virale dell’endometrio 

Un’infezione virale dell’endometrio può causare infertilità e aborti ricorrenti. Sebbene sia un argomento ancora nelle prime fasi della ricerca, potrebbe spiegare alcuni casi di infertilità “inspiegabile”.

Alcune possibilità che la ricerca futura può indagare includono farmaci antivirali o trattamenti immunologici (intesi ad attenuare la risposta immunitaria naturale dell’organismo al virus, che potrebbe interferire con l’impianto dell’embrione o danneggiare l’embrione).

 

Tumore endometriale 

Provocando generalmente sanguinamento anormale, il tumore endometriale viene spesso diagnosticato rapidamente. La diagnosi precoce può consentire un trattamento che preservi la fertilità.

Meno del 5% dei tumori dell’endometrio si verifica nelle donne sotto i 40 anni, quindi non è un problema frequente nelle donne in età fertile. Il trattamento del tumore endometriale può causare infertilità, nel caso in cui sia necessario un trattamento aggressivo. La diagnosi precoce è essenziale. Inoltre, è importante comunicare al medico che vorresti continuare ad avere figli prima di discutere le opzioni di trattamento.

Ci sono modi per preservare la fertilità quando la diagnosi è precoce. Ad esempio, il trattamento ormonale (al posto del trattamento chirurgico) del tumore endometriale può preservare al meglio la fertilità.

Come affrontare emotivamente un trattamento di procreazione medicalmente assistita

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L’infertilità può comportare un terribile stress emotivo per le coppie. La delusione e il malumore possono andare avanti per anni e, quando una coppia inizia ad affrontare un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA), le riserve emotive possono essere molto basse. Decidere di tentare la fecondazione assistita è sicuramente un passo importante della vita, che può portare con sé un rinnovato senso di speranza, ma che può comunque essere un’esperienza intensa per tutte le persone coinvolte. Gestire lo stress e gli sbalzi emotivi del trattamento di fertilità non è facile, ma è possibile. Con la giusta cura di sé e il giusto supporto puoi affrontare al meglio questo percorso.

I rischi e lo stress della PMA: non sei sola

Quando si discute di qualcosa di personale ed emotivo come l’arrivo di un bambino nella propria famiglia, il classico approccio “pro e contro” nel prendere una decisione che cambia la vita può sembrare totalmente inadeguato. Tuttavia ci sono alcuni rischi che è necessario tenere in considerazione. Affrontare questa dualità non è facile. Sebbene le procedure della fecondazione assistita siano estremamente sicure, ci sono comunque diversi interrogativi che potrebbero sorgere. Dovrò lasciare il mio lavoro più tempo del previsto? Ho la possibilità di sostenere un tale investimento economico con un ritorno incerto, sebbene l’eventuale risultato sia inestimabile?  In una fase in cui avresti più bisogno di sostegno, le procedure del trattamento di PMA potrebbero mettere a dura prova anche le relazioni più forti, perché richiedono rigore e collaborazione. I familiari e gli amici potrebbero inavvertitamente fare commenti o dare suggerimenti insensibili o offensivi. Inoltre alcuni pazienti lottano con preoccupazioni morali o religiose sulla fecondazione in vitro e potrebbero affrontare lo stress e l’alienazione comportati dal fatto di nascondere questa importante fase della loro vita alla loro comunità.

Alcuni pazienti si sentono molto ansiosi all’inizio del ciclo di PMA. La paura di doversi auto-somministrare farmaci è comune. Assumere nuovi farmaci e sperimentare nuove procedure mediche non è facile e l’intero processo di trattamento di fertilità può sembrare invasivo. Infine, lo stress maggiore per la maggior parte dei pazienti è la paura che il ciclo fallisca. Sebbene un trattamento di PMA possa aumentare notevolmente le possibilità di ottenere una gravidanza, tuttavia non può garantirla al 100%. Non è raro che una donna compia più tentativi prima di rimanere incinta, con un notevole investito emotivo, fisico e finanziario: per cui la delusione di un ciclo infruttuoso può essere schiacciante.

Oltre a tutto questo, i pazienti possono essere molto duri con sé stessi per essersi stressati emotivamente in un momento in cui invece avrebbero dovuto essere felici, elettrizzati, eccitati e fiduciosi. Solo rendendosi conto che questa è un’esperienza comune ai pazienti che si sottopongono alla PMA ci si può sentire meno soli.

 
Come affrontare lo stress di un trattamento di PMA

Ci sono molti suggerimenti che potresti seguire per ridurre al minimo l’eventuale stress durante il trattamento. Potrebbero esserci giorni difficili, ma è possibile affrontare il ciclo di PMA sentendosi a proprio agio ed essendo speranzosi.

  • Scegli con cura il tuo team per il trattamento di PMA

L’esperienza nella PMA inizia molto prima della somministrazione della prima dose di farmaci o della prima procedura. Quando cerchi una clinica per la fertilità, inizia con alcune ricerche di base. Presta attenzione alle percentuali di successo. Quando avrai la tua prima visita, che nel nostro Centro CRIAGYN è completamente gratuita, fai attenzione a quanto ti senti a tuo agio con tutto il team. Una buona comunicazione è uno dei fattori più importanti: ti senti a tuo agio nel fare domande? Le risposte sono chiare e il team si prende il tempo necessario per assicurarsi di aver compreso le informazioni?

  • Informati

Sapere è potere. Apprendi quante più informazioni possibili sul processo di fecondazione assistita e sii pienamente informato. Sapere cosa aspettarsi in ogni fase può fare miracoli per la tua ansia. Poni al tuo team quante più domande possibili per alleviare dubbi o paure.

  • Calcola un preventivo dei vari trattamenti prima di iniziare il ciclo di PMA

Affrontare il lato finanziario dei trattamenti di PMA prima di iniziare è importante. Considera se hai la possibilità di sottoporti a un altro ciclo o trattamento se il primo non ha successo. Sarà molto più facile prendere una decisione sana e ponderata all’inizio piuttosto che in un momento in cui potresti avere a che fare con una grave delusione.

  • Anticipa le decisioni e preparati per il processo decisionale

Essere pronti ad affrontare decisioni difficili va oltre il lato finanziario. Anticipa i potenziali problemi che potrebbero presentarsi lungo il percorso e pensa a come affrontarli.

  • Se ne hai bisogno, ricorri a un supporto psicologico

Dedicare del tempo esclusivamente alla cura del lato emotivo può essere di grande utilità. Questo tipo di supporto esperto, completamente non giudicante, può aiutarti ad affrontare al meglio le emozioni, a sollevarti quando ti senti scoraggiato e a offrire la necessaria rassicurazione mentre affronti un trattamento di PMA. Se sarà necessario, la nostra psicologa clinica ti aiuterà nell’affrontare nel migliore dei modi questo percorso. La nostra prima consulenza è gratuita.

  • Metti in pratica le tecniche di gestione dello stress

Yoga, meditazione, tecniche di respirazione e massaggi sono tutti metodi molto efficaci per ridurre lo stress mentre si procede ai trattamenti di PMA. Un hobby coinvolgente può offrire una via di fuga dalla realtà e un utile svago. Dedicare del tempo alle proprie passioni e al divertimento è importantissimo.

  • Affidati agli amici e ai familiari per un supporto emotivo

Dai ai tuoi cari la possibilità di aiutarti ad affrontare questa esperienza. È importante per sentirti compreso e supportato dalle persone a te vicine.

  • Organizzati con il tuo partner

La comunicazione è vitale, così come il legame. Pianifica i momenti per parlare di PMA come i momenti in cui evitare di parlarne. Entrambi sono ugualmente importanti. La fecondazione assistita può sembrare onnipresente ed entrambi avrete bisogno di una pausa ogni tanto. D’altra parte, non mettere da parte del tempo per parlare di PMA può significare non affrontare questioni importanti. Dedicare del tempo alla coppia è un modo prezioso per rinsaldare il rapporto e le affinità, lontani dallo stress. Impegnatevi ad andare in un posto speciale, a sperimentare qualcosa di nuovo insieme e ad apprezzare l’un l’altro come individui.

  • Non complicarti la vita

La fecondazione in vitro può sembrare un altro lavoro a tempo pieno e con le sue esigenze emotive e fisiche è improbabile che ci sia energia da dedicare ad altri progetti. Non è il momento di impegnarsi in grandi imprese al lavoro o trovare un nuovo lavoro. Assicurati di organizzare prima il tempo libero o le modifiche al tuo programma di lavoro. Riuscire a liberarsi dal lavoro con breve preavviso per dirigersi in clinica può essere difficile. Evita questa fonte di stress pianificando in anticipo gli appuntamenti con il tuo datore di lavoro.

Potrebbe non essere possibile evitare tutto lo stress della tua esperienza di PMA, ma queste misure ti aiuteranno più di quanto tu possa immaginare. La cosa più importante da sapere è che non sei sola: i tuoi dilemmi, preoccupazioni e paure sono comuni, naturali e condivise dai pazienti che affrontano la PMA in tutto il mondo. Soprattutto, ricorda che tentare un trattamento di PMA è un atto coraggioso. Non importa se ci sarà qualche difficoltà, hai preso in carico la tua vita e i tuoi sogni. Sei riuscita a fare tutto ciò che è in tuo potere per avere un figlio. Questo è qualcosa di cui andare molto fieri.

I polipi cervicali possono causare infertilità?

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Quando si hanno difficoltà nel concepimento, ci si interroga principalmente sulle cause. Ci sono molte potenziali cause di infertilità, che vanno da quelle più semplici a quelle complesse, motivo per cui un processo diagnostico approfondito per uomini e donne riveste un ruolo fondamentale. Una causa relativamente comune di infertilità sono i polipi cervicali. La buona notizia è che, una volta scoperta, questa è una condizione facilmente curabile. Ecco cosa devi sapere sui polipi cervicali e sulla tua fertilità.

 

Cosa sono i polipi cervicali?

Un polipo cervicale è una piccola formazione neoplastica benigna che origina dall’epitelio della cervice uterina e può protrudere nella vagina. Questi polipi sono come delle estroflessioni, spesso a forma di bulbo carnoso con un sottile gambo (che contiene l’apporto di sangue). Queste escrescenze sono quasi sempre benigne (non cancerose) e sono in genere piuttosto piccole, essendo raramente più grandi di 1 o 2 cm. Sebbene i polipi cervicali non siano pericolosi, possono causare problemi soprattutto per le donne che stanno cercando di concepire. Esistono due tipi di polipi cervicali:

  • Ectocervicali. I polipi ectocervicali crescono sulla superficie esterna della cervice. Questo tipo di polipo è di solito riscontrato nelle donne in post-menopausa. I polipi ectocervicali sono generalmente più larghi e di forma più corta.
  • Endocervicali. I polipi endocervicali crescono dalle ghiandole del canale cervicale e tendono a manifestarsi nelle donne in età fertile. Questi polipi generalmente hanno un gambo più lungo.

Cosa causa i polipi cervicali?

Le cause dei polipi cervicali non sono ancora completamente comprese, ma sono spesso associate a cambiamenti ormonali: ad esempio, si verificano raramente nelle giovani donne prima del loro primo ciclo mestruale e sono più comuni nelle donne tra i 40 e i 50 anni che si stanno avvicinando menopausa. Sono anche più comuni nelle donne che hanno già affrontato altre gravidanze, ma possono capitare a chiunque. Alcune delle cause sospette di polipi cervicali includono:

  • Risposta anomala della cervice agli estrogeni, che può causare una crescita eccessiva del tessuto cervicale. Uno studio condotto nel 2011 ha studiato il collegamento tra polipi uterini (crescite che appaiono nell’utero, piuttosto che sulla cervice, ma molto simili) e gli estrogeni. I ricercatori hanno scoperto che un numero considerevole di donne con polipi presentavano anche sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione correlata allo squilibrio ormonale. Hanno anche scoperto che l’indice di massa corporea (IMC o BMI) delle donne con polipi era significativamente più alto delle donne senza polipi. Le donne con più grasso corporeo producono livelli più elevati di estrogeni.
  • Infiammazione cronica. L’infiammazione è una risposta immunitaria naturale a infezioni o lesioni. Se l’infiammazione diventa cronica per qualsiasi motivo, può causare problemi. L’infiammazione cronica può causare alterazioni tissutali, potenzialmente comprendenti anche i polipi cervicali. L’infiammazione cronica può essere causata da diversi fattori, incluse le patologie autoimmuni e le malattie cardiache. Sappiamo che le donne con diabete (una malattia autoimmune) e ricorrenti infezioni da vaginite sono più inclini allo sviluppo di polipi: questo potrebbe indicare la connessione tra infiammazione cronica e polipi cervicali.
  • Ostruzione dei vasi sanguigni nella cervice. Solitamente associamo i vasi sanguigni ostruiti al cuore, possono accadere in qualsiasi parte del corpo. Un vaso sanguigno congestionato può causare infiammazione e cambiamenti nelle cellule cervicali che determinano la crescita di un polipo.

Quali sono i sintomi dei polipi cervicali e come vengono diagnosticati?

Molti polipi cervicali non causano alcun sintomo, mentre altri possono rendere nota la loro presenza causando diversi problemi spiacevoli.

  • Cicli mestruali irregolari o abbondanti.
  • Perdite vaginali tra un ciclo e l’altro o dopo i rapporti sessuali, che possono essere rosa, rosse o marroni.
  • Perdite vaginali maleodoranti, causate da un polipo infetto.

Per alcune donne, l’infertilità è l’unico sintomo dei polipi cervicali.

I polipi cervicali vengono solitamente scoperti e diagnosticati durante un esame pelvico, dove sono chiaramente visibili.

 

Come possono influire sulla fertilità i polipi cervicali?

La connessione tra polipi cervicali e infertilità a volte dipende da dove si trova esattamente il polipo. In alcuni casi i polipi possono bloccare l’apertura della cervice e rendere impossibile la fecondazione. In altri casi, il polipo può interferire con la produzione di muco cervicale. Durante l’ovulazione, il muco cervicale deve essere sottile e scivoloso per facilitare la risalita degli spermatozoi verso l’ovocita. Se il muco è spesso e appiccicoso può prevenire la fecondazione.

 

Quali sono i trattamenti per i polipi cervicali?

Il trattamento per i polipi cervicali è semplice e diretto. Nella maggior parte dei casi, non è molto più complicato di un pap test. Non ci sono i nervi nel polipo, quindi è improbabile che tu possa sentire dolore.

Usando delle piccole pinze, il medico afferra il polipo alla base, lo torce delicatamente e poi lo tira per rimuovere l’escrescenza. La maggior parte dei pazienti riferisce una sensazione di fastidio, ma non di dolore. Se il gambo del polipo rimane alla base, il medico provvede a grattarlo attentamente. Infine, si applica una piccola pasta chirurgica per fermare qualsiasi sanguinamento, prevenire infezioni e accelerarne la guarigione.

Potresti avere qualche piccola perdita dopo la rimozione, ma non c’è da preoccuparsi. Se i polipi fossero la causa della tua difficoltà a concepire, questa semplice procedura potrebbe essere sufficiente per ripristinare la tua fertilità. Sebbene oltre il 99% dei polipi sia benigno, il polipo rimosso verrà inviato al laboratorio per garantire che non vi siano cellule cancerose o precancerose presenti.

I polipi cervicali sono un ottimo esempio del perché sia così importante cercare aiuto quando si hanno problemi a rimanere incinta. Trovare un medico specializzato in fisiopatologia della riproduzione e infertilità di coppia e ottenere una buona diagnosi può far risparmiare anni di stress. Capire il problema è il primo passo per trovare una soluzione e, a volte, sia la diagnosi che il trattamento sono molto più semplici di quanto si possa immaginare.

E’ possibile avere un figlio con l’endometriosi?

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L’endometriosi è una delle cause più comuni d’infertilità femminile e colpisce fino al 10% delle donne in età fertile. Oltre al dolore cronico e al forte sanguinamento, l’endometriosi può anche minare la fertilità. Infatti circa la metà delle donne colpite da endometriosi deve far fronte a problemi di infertilità.

Ti è stata diagnosticata l’endometriosi e stai cercando di rimanere incinta? Avere una buona comprensione dell’endometriosi e delle sue complicanze è il primo passo intelligente da compiere. Questa breve guida ha come obiettivo proprio quello di informarti a riguardo, in modo che tu possa comprendere meglio l’argomento ed essere in grado di parlare con il tuo medico dei possibili prossimi passi.

Cos’è l’endometriosi?  

L’endometriosi è una condizione ginecologica in cui il tessuto endometriale (endometrio), che forma il rivestimento uterino, cresce in organi diversi dall’utero. Gli impianti endometriosici possono crescere ovunque nella cavità pelvica, compresi gli organi riproduttivi e intorno ad essi. Possono anche talvolta formarsi al di fuori della cavità pelvica, nell’intestino, nell’appendice e nel retto. Queste aree interessate da endometriosi, come il normale endometrio, sono regolate dai livelli plasmatici di estrogeni e di progesterone e sanguinano durante il ciclo mestruale, causando infiammazione, cicatrici e aderenze. I sintomi dell’endometriosi possono essere molto sgradevoli e includono:

  • Dolore pelvico
  • Dolore lombare
  • Mestruazioni abbondanti e irregolari
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Dolore e disagio durante i movimenti intestinali
  • Cisti ovariche
  • Infertilità

Una diagnosi di endometriosi può essere solitamente fornita con diverse metodiche, sia invasive che non. Talvolta è necessaria l’esecuzione di un’indagine esplorativa tramite una video laparoscopia, in cui le escrescenze possono essere individuate e classificate. La condizione è classificata in 4 fasi di progressione:

  • I – Minima
  • II – lieve
  • III – moderata
  • IV – severa

Le classificazioni si basano sulla posizione, sul numero, sulla dimensione e sulla profondità degli impianti endometriosici, se vi è tessuto cicatriziale e quanto estese sono le cicatrici. Lo stadio dell’endometriosi non è collegato all’intensità del dolore che una paziente sperimenta: una donna con stadio I o II può ad esempio avere un dolore lancinante mentre una con stadio IV può sperimentare pochissimi disturbi.

L’infertilità può presentarsi in qualsiasi fase, anche se sembra aumentare con la gravità della condizione. Se non trattata, l’endometriosi tende a peggiorare nel tempo con la crescita e la moltiplicazione degli endometriomi, ma questo varia ampiamente tra le pazienti.

Non esiste una cura per l’endometriosi, ma ci sono trattamenti disponibili per aiutare a gestire i sintomi.

In che modo l’endometriosi può influire sulla mia capacità di concepimento

L’endometriosi è una malattia complessa, le cui cause non sono ancora ben comprese. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che provoca molta sofferenza nelle donne che convivono con essa e che può avere un impatto grave sulla loro capacità di rimanere incinte. La ricerca sostiene che tra il 30% e il 50% delle donne con diagnosi di endometriosi lottano anche con l’infertilità. La probabilità di una donna con endometriosi non trattata di concepire ogni mese è solo del 2-10%, rispetto al 15% -20% della popolazione generale. Non è sempre facile scoprire la modalità con cui l’endometriosi stia causando infertilità per una paziente specifica, ma ci sono diversi modi con cui può complicare la concezione naturale:

  • Dolore: il dolore pelvico grave è uno dei sintomi più significativi dell’endometriosi e, purtroppo, la maggior parte dei trattamenti che aiutano a risolverlo sono incompatibili con la gravidanza. Pillole anticoncezionali, dispositivi intrauterini (spirali) e altri trattamenti ormonali sono spesso usati per rallentare la crescita degli impianti endometriosici e per ridurre il dolore. Se vuoi rimanere incinta, dovrai interrompere questi trattamenti, il che potrebbe portare al ritorno dei sintomi. Anche il dolore durante il rapporto sessuale è un sintomo comune e può peggiorare nel periodo di tempo in cui l’endometriosi non viene trattata, il che può rendere più difficile il concepimento naturale.
  • Aderenze e cicatrici: eventuali impianti endometriosici intorno agli organi riproduttivi possono influire sul loro funzionamento. Uno dei problemi di infertilità più comuni nelle donne con endometriosi è un’ostruzione di una o entrambe le tube di Falloppio, che possono interferire con l’ovulazione normale impendendo il concepimento.
  • Cisti ovariche e complicazioni: l’endometriosi può provocare la formazione di cosiddette “cisti cioccolato” (dal nome della loro particolare colorazione marrone scuro) o endometriomi sulle ovaie. Queste cisti possono interrompere l’ovulazione, bloccare il flusso sanguigno, impedire il trasporto regolare dell’ovocita dall’ovaio alle tube di Falloppio, influenzare la qualità degli ovociti o persino causare danni strutturali alle ovaie e ridurre la riserva ovarica. Ognuno di questi problemi può causare infertilità.
  • Impianti endometriosici che causano tossicità nell’ambiente pelvico (intraperitoneale): anche se non ci sono ostruzioni, aderenze o cisti che influenzano l’ovulazione, i casi relativamente lievi di endometriosi possono lo stesso causare infertilità inspiegabile. I ricercatori stanno studiando le eventuali cause e i primi risultati suggeriscono che la spiegazione potrebbe risiedere nei cambiamenti chimici che si verificano a causa della presenza di endometriosi. Un’ipotesi suggerisce che le cellule endometriali o una risposta immunitaria a quelle cellule possano produrre sostanze biochimiche come le prostaglandine che potrebbero rendere ostile l’ambiente intraperitoneale alla fecondazione e all’impianto dell’embrione.
  • Rimozione degli organi riproduttivi: in casi molto gravi di endometriosi, o se l’endometriosi causa cicatrici irreparabili e danni agli organi riproduttivi, una paziente può doversi sottoporre a un intervento chirurgico per rimuovere le ovaie e/o l’utero. Ciò ha ovvie conseguenze sulla fertilità. A seconda della tempistica di questo intervento chirurgico e di ciò che è stato rimosso, potrebbero comunque esserci delle soluzioni per avere un bambino, come il congelamento degli ovociti prima della procedura (preservazione della fertilità) o il ricorso a tecniche di fecondazione assistita eterologa, ossia l’utilizzo di ovociti di donatrici. 

 

Quali trattamenti possono aiutarmi a rimanere incinta con l’endometriosi?

Se hai intenzione di rimanere incinta o se ci stai provando da tempo senza successo, non attendere oltre prima di chiedere un aiuto medico. Per la maggior parte delle pazienti con endometriosi il tempo è un fattore importante. La condizione è progressiva e ci sono maggiori probabilità di rimanere incinta prima che la condizione si aggravi.

Qualsiasi consulto medico dovrebbe iniziare con un completo esame della fertilità. Ci sono una vasta gamma di test diagnostici di fertilità disponibili che possono far luce sull’eventuale causa che ti impedisce di rimanere incinta. L’esperto di fertilità può così elaborare un piano di trattamento specifico per il tuo caso.

La buona notizia è che esistono delle soluzioni per le donne che vogliono rimanere incinta nonostante siano affette da endometriosi. I farmaci, la chirurgia e i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno fatto la differenza per migliaia di pazienti che affrontano questa malattia debilitante e hanno permesso di realizzare il loro sogno di una gravidanza e di un parto.

  • Agonisti del GnRH prima del trattamento di infertilità: i farmaci agonisti del GnRH sono un trattamento per l’endometriosi in uso da molto tempo. GnRH sta per ormone di rilascio delle gonadotropine, un ormone naturale che controlla il ciclo mestruale. Gli agonisti del GnRH sono versioni modificate dello stesso ormone. Sopprimono la produzione di estrogeni da parte del nostro organismo, ormoni che effettivamente “nutrono” i focolai endometriosici; la soppressione di estrogeni impedisce loro di sanguinare e ne causa la riduzione. Non è possibile rimanere incinta durante l’assunzione di agonisti del GnRH, ma gli studi hanno dimostrato che un ciclo di trattamento con GnRH (in genere da 3 a 6 mesi) prima di sottoporsi a un trattamento di fertilità può migliorare significativamente le probabilità di successo di alcune pazienti.
  • Chirurgia: la chirurgia per rimuovere gli impianti, le lesioni e le cicatrici causate dall’endometriosi può essere un’altra opzione. È spesso possibile anche liberare una tuba di Falloppio ostruita. Alcuni studi riportano che il 30%-80% delle donne che si sottopongono a un intervento chirurgico di endometriosi alla fine rimane incinta. Tuttavia i risultati sono controversi. Le percentuali di successo sembrano essere direttamente legate alla gravità della malattia e all’età del paziente. In alcuni casi, l’intervento chirurgico potrebbe peggiorare la situazione provocando tessuto cicatriziale o diminuendo la riserva ovarica.
  • Trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) con stimolazione ovarica controllata (COH): le tecniche di I o II livello di PMA combinate con farmaci ormonali per la fertilità spesso sono la migliore opzione per le donne con endometriosi.  L’inseminazione intrauterina (IUI), nei casi di tube di Falloppio non ostruite, o le tecniche FIVET o ICSI, anche nei casi di tube ostruite, sono trattamenti estremamente efficaci per le pazienti con endometriosi e la prognosi è generalmente molto incoraggiante.

 

In che modo l’endometriosi può influire sulla gravidanza?

Sebbene la maggior parte delle pazienti con endometriosi abbia gravidanze sane, è necessario essere consapevoli che, secondo alcuni studi, l’endometriosi è un fattore di rischio per alcune complicazioni, tra cui:

  • Aborto Spontaneo
  • Alta pressione sanguigna (preeclampsia)
  • Sanguinamento dopo 24 settimane
  • Placenta bassa (placenta previa)
  • Parto cesareo
  • Nascita prematura

Sebbene questa lista possa sembrare intimidatoria, bisogna ricordare che la ricerca su questi argomenti è ancora nelle fasi iniziali. Nonostante siano state notate associazioni tra endometriosi e tali complicazioni, i collegamenti non sono ancora completamente compresi. La cosa migliore che puoi fare durante la gravidanza è assicurarti di ricevere una corretta assistenza prenatale. Ma non eccedere con le preoccupazioni: rimanere incinta e portare un bambino sano a termine è un risultato comune per le donne con endometriosi. L’endometriosi non può essere trattata durante la gravidanza, ma molte donne scoprono che rimanere incinta dà loro sollievo dai sintomi per la durata della gravidanza e spesso anche per un periodo considerevole dopo il parto. Vivere con l’endometriosi è difficile così come affrontare l’infertilità. Insieme con i sintomi fisici, la ricaduta emotiva di dover far fronte a tutto ciò che porta l’endometriosi può essere intensa. È quindi importante avere un forte sistema di supporto e un team in grado di comprendere la tua condizione. Soprattutto, dovresti sapere che non sei sola mentre percorri questa strada. Tante donne hanno superato questa condizione riuscendo ad avere un bambino. Con l’aiuto giusto, tutto è possibile.

Come prepararsi alla gravidanza

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Stile di vita e salute preconcezionale

Una delle prime domande che potresti farti quando decidi di mettere su famiglia è quali cambiamenti nello stile di vita dovresti adottare per avere maggiori possibilità di concepimento. Ci sono molti fattori che contribuiscono al concepimento naturale. Lo stile di vita è importante anche se ci sono fattori biologici al di fuori del tuo controllo come l’età, che può avere un impatto sulla fertilità, così come può influenzare il tempo necessario per il concepimento. Condurre uno stile di vita sano, unitamente alla comprensione del proprio ciclo mestruale e alla consultazione del proprio medico per una valutazione della fertilità, può aumentare le possibilità di gravidanza.

Valutazione della fertilità

Una volta che hai preso la decisione di iniziare una famiglia, visita il tuo medico per un controllo pre-gravidanza. Questo includerà esami del sangue come il gruppo sanguigno, il fattore Rh, la rosolia, la varicella, l’epatite B e l’epatite C, l’HIV, la sifilide e un esame emocromocitometrico completo. Il tuo medico può confermare che stai ovulando attraverso una combinazione di test, incluso un esame del sangue, che misura i tuoi livelli ormonali, e un esame ecografico. Assicurati di aver avuto un normale pap test e una visita senologica negli ultimi due anni. Se stai assumendo farmaci o sei a conoscenza di qualsiasi storia di malattie genetiche in famiglia, riferiscilo al tuo medico.

Comprendere il tuo ciclo mestruale

Il ciclo riproduttivo di una donna è controllato da meccanismi di feedback ormonale nell’ipotalamo e nella ghiandola pituitaria (ipofisi) del cervello. Il ciclo potrebbe diventare irregolare o cessare se l’equilibrio o la produzione ormonale sono alterati per qualche motivo.

La chiave per il concepimento è conoscere la tua finestra fertile. Il modo più semplice per capire il momento in cui stai ovulando è sottrarre 14 giorni dal numero di giorni totali di un tuo ciclo regolare. Ad esempio, se il periodo che va dall’inizio delle mestruazioni all’inizio delle prossime mestruazioni è di 28 giorni, è probabile che l’ovulazione avverrà intorno al giorno 14. Dovresti mirare ad avere rapporti sessuali circa 2 giorni prima dell’ovulazione e il giorno dell’ovulazione. Questo assicura che gli spermatozoi siano presenti nelle tube di Falloppio nel momento in cui l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio.

Stile di vita

 

Dieta

Persegui una dieta equilibrata. Gli alimenti ricchi di calcio, ferro e acido folico, come latticini, frutta, verdura, cereali, pane integrale, fagioli e lenticchie sono essenziali. Un multivitaminico generale può essere raccomandato e l’acido folico è essenziale sia per i tre mesi prima dell’inizio di una gravidanza sia durante la gravidanza per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Peso 

Un normale indice di massa corporea (IMC o BMI, calcolato attraverso la divisione del peso, espresso in kg, per il quadrato dell’altezza espressa in metri) compreso tra 20 e 30 è l’ideale per una donna che cerca di concepire. Essere nettamente in sovrappeso o sottopeso può creare irregolarità nell’ovulazione. Sia le donne che gli uomini possono migliorare drasticamente la fertilità riducendo il proprio peso almeno del 5%.

Esercizio 

Gli esercizi moderati come camminare, nuotare o andare in bicicletta contribuiscono tutti al benessere generale; l’esercizio fisico inoltre riduce il rischio di problemi durante la gravidanza e il parto. Un esercizio eccessivo, tuttavia, può ridurre la fertilità, quindi un allenamento moderato regolare per una media di 30 minuti, tre volte alla settimana, è quello consigliato.

Fumo

È stato dimostrato che il fumo può creare irregolarità nell’ovulazione, aumentando anche il rischio di aborto spontaneo e di parto prematuro. Alcuni studi suggeriscono che i bambini nati da fumatori possono essere a maggior rischio di sviluppare un tumore durante l’infanzia. Non c’è un quantitativo massimo di sigarette da fumare che sia privo di rischi. Se fumi, smetti! 

Alcool 

Limita l’assunzione di alcol. L’alcol può portare ad un minor peso alla nascita dei bambini e ha un effetto negativo sullo sviluppo del cervello del bambino. È noto che il consumo di alcol negli uomini influisce sulla produzione di spermatozoi, mentre gli studi indicano che il consumo eccessivo di alcol da parte delle donne durante la gravidanza può avere un effetto permanente sullo sviluppo fetale. Al momento non è stato concordato un livello sicuro di consumo di alcol durante la gravidanza.

Caffeina

Riduci al minimo l’assunzione di caffeina (caffè, cioccolato, cola). L’assunzione elevata di caffeina è stata collegata a un lieve aumento del rischio di aborto e basso peso alla nascita. Prima del concepimento si raccomanda che sia gli uomini che le donne assumano meno di 200 mg di caffeina al giorno.

Farmaci psicotropi 

Questi farmaci possono influenzare la qualità degli spermatozoi, causare un’ampia varietà di problemi durante la gravidanza e colpire i neonati. Dovrebbero essere evitati farmaci psicotropi di qualsiasi tipo.

Stress 

Sebbene sia più facile a dirsi che a farsi, ridurre lo stress nella tua vita può essere di grande aiuto. Bassi livelli di stress probabilmente hanno un impatto minimo sulla fertilità; al contrario alti livelli di stress per lunghi periodi di tempo possono essere malsani e potrebbe essere meglio chiedere consiglio al proprio medico curante.

Suggerimenti per ridurre lo stress: meditare, mangiare bene e mantenere un regolare esercizio fisico.

E soprattutto,

goditi la vita!

 

 

Avere un figlio con la sindrome dell’ovaio policistico. E’ possibile?

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) colpisce molte donne italiane, quindi ecco cosa bisogna sapere se si sta cercando di avere un figlio.

A causa dell’assenza di un ciclo mestruale regolare, non è raro che le donne affette da PCOS trovino difficile concepire naturalmente o che impieghi più tempo a farlo. L’infertilità indotta da PCOS può essere spesso invertita attraverso farmaci orali, iniettabili e in casi più difficili, attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA). La PCOS è una condizione ormonale complessa che colpisce fino a una donna su cinque in età fertile, dove si possono avere alti livelli di insulina e/o ormoni di tipo maschile chiamati androgeni. In alcune donne la PCOS è una condizione familiare e può essere aggravata dal sovrappeso. La PCOS è una tra le condizioni ormonali più comuni che colpisce le donne in età fertile. Tuttavia, in non tutte le donne si manifestano gli stessi sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • Cicli mestruali irregolari (i cicli possono essere più brevi o talvolta più frequenti)
  • Amenorrea (assenza di ciclo mestruale)
  • Cambiamenti dell’umore (inclusi ansia e depressione)
  • Peli in eccesso sul viso, sulla pancia o sulla schiena
  • Perdita di capelli
  • Acne
  • Obesità

 

Rimanere incinta con la PCOS

Per le donne con la PCOS, il concetto di mettere su famiglia può sembrare una sfida. Molte donne con la PCOS lottano per concepire in modo naturale – o subiscono un ritardo significativo nel concepimento – a causa dell’assenza di un ciclo mestruale affidabile e tracciabile come conseguenza di una riduzione dell’ovulazione, motivo per cui vedere uno specialista nella fase iniziale del proprio viaggio della fertilità è fondamentale.

L’infertilità per chi ha la PCOS può essere generalmente superata. Ad esempio, gli specialisti possono stimolare l’ovulazione con i giusti farmaci.

Spesso il primo passo è un semplice controllo dell’ovulazione che in alcuni casi può includere un esame del sangue eseguito durante la seconda metà del ciclo di una donna, che indicherà se si sta verificando l’ovulazione. Se l’ovulazione è irregolare o inesistente può essere prescritto un farmaco che induce l’ovulazione, oppure il medico può scegliere di utilizzare un farmaco iniettabile strettamente monitorato o, nei casi più difficili, la fecondazione in vitro.

Pensa ai lati positivi 

Le probabilità di rimanere incinta naturalmente (e rapidamente) possono essere inferiori per le donne con PCOS, ma la loro fertilità non è compromessa per tutta la vita. In effetti, le donne che soffrono di sintomi della PCOS durante i loro anni più giovani possono sperimentare un miglioramento – o addirittura la remissione – della condizione man mano che invecchiano. Per un trattamento personalizzato, per un supporto e per saperne di più sulla tua fertilità, prendi un appuntamento con uno specialista della riproduzione umana.

Valori dell’HCG – 10 cose da sapere sull’ormone della gravidanza

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Valori dell’ormone HCG: ammettiamolo, per chi non è del settore può essere un argomento difficile da capire. L’HCG è l’ormone della gravidanza. Potresti aver fatto un test di gravidanza casalingo ottenendo un risultato positivo e successivamente un esame del sangue per i livelli dell’HCG. Da qui inizia la confusione. I valori di HCG stanno crescendo correttamente? Un valore alto significa due gemelli? Un valore basso significa aborto? Meglio evitare calcolatori online ingannevoli e spiegazioni vaghe da parte degli amici.

Ecco le 10 cose fondamentali che dovresti sapere sui tuoi valori di HCG.

  1. Sei incinta? La conferma è nel sangue

HCG è l’abbreviazione di gonadotropina corionica umana. È un ormone prodotto dalla tua placenta dopo il concepimento. La maggior parte dei test di gravidanza casalinghi acquisisce una lettura positiva per l’HCG 11 o 12 giorni dopo che l’embrione è arrivato nell’utero. Ma un esame del sangue può rilevarlo prima.

  1. Ogni quanto il valore raddoppia?

I livelli di HCG generalmente raddoppiano ogni 48-72 ore, fino a circa 6.000 mUI/ml. Tuttavia non ossessionarti: non è una scienza esatta.

  1. Considera i valori crescenti, non quelli bassi

Un basso valore iniziale di HCG non significa che sia tutto finito. Generalmente, i pazienti che si rivolgono a trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA), che hanno l’esclusiva di sapere esattamente quando si è verificato il concepimento, sono quelli che possono commettere più errori di valutazione. Infatti spesso effettuano un test di gravidanza precocemente, trovando un valore basso. Ma ciò che conta veramente è come aumentano i valori di HCG. L’85% delle gravidanze vitali sono caratterizzate da valori di HCG che raddoppiano come dovrebbero.

  1. Pianifica la tua ecografia

Il modo migliore per verificare la gravidanza è di sottoporsi a un’ecografia. Tra la sesta e la settima settimana i livelli di HCG dovrebbero essere almeno di 2000 mUI/ml o più alti. Questo è il periodo in cui si può vedere e sentire un battito cardiaco fetale con l’ecografia. Dare troppo peso ai soli valori di HCG potrebbe creare ansie inutili, pianifica la tua ecografia.

  1. Valori bassi o alti? Potrebbe non avere importanza

Parlare di valori “bassi” o “alti”, come detto, non ha un’importanza assoluta. Ma, in generale, livelli molto bassi potrebbero suggerire un embrione non evolutivo, una gravidanza ectopica o un aborto spontaneo. Valori molto alti possono indicare invece una gravidanza molare o, più probabilmente, gravidanze multiple.

  1. Attenzione ai farmaci per l’induzione dell’ovulazione

Se hai avuto un trattamento di fecondazione in vitro con i tuoi stessi ovociti, non eseguire il test in anticipo. L’HCG esogeno somministrato per indurre l’ovulazione (ad es. Ovitrelle o Pregnyl) può rimanere nel sangue per giorni. Potrebbe risultarne un falso positivo.

  1. Un aumento repentino dei valori è la migliore situazione

Anche se i tuoi livelli di HCG aumentano del 50% o del 60% nei primi giorni non è detto che sia qualcosa di negativo. Se i tuoi valori di HCG aumentano rapidamente c’è motivo di essere particolarmente ottimisti.

  1. Calcolatore di HCG? Usare coscientemente

Evita i calcolatori dei valori di HCG online. La maggior parte sono inaccurati. Nessuno di essi può fornirti la cura e l’attenzione personale che un medico può darti. Alcuni calcolatori eseguono solo un calcolo del raddoppio, indipendentemente da quale periodo della gravidanza ti trovi. I livelli di HCG possono anche rallentare. Il calcolatore di HCG che hai trovato su Google lo tiene in considerazione? Probabilmente no.

  1. Attenzione alle gravidanze ectopiche

I valori di HCG possono evidenziare una gravidanza ectopica. Agisci velocemente se i tuoi livelli suggeriscono che potresti avere un’ectopica. 1 su 100 gravidanze sono ectopiche. Se i livelli di HCG stanno diminuendo, la gravidanza potrebbe essere conclusa. Potrebbe anche significare una gravidanza ectopica auto-risolvente. Se le HCG aumentano meno del 66% ogni 48 ore, potrebbe  trattarsi di una gravidanza ectopica, ma non è una certezza. Alcune gravidanze ectopiche sono caratterizzate da normali livelli di HCG all’inizio per poi diminuire.

  1. Normale non significa nulla.

Ricorda questa importante regola: non esistono dei valori di HCG “normali”. Assicurati che il tuo medico ti segua da vicino dal momento in cui ottieni un risultato positivo: fidati di un essere umano qualificato dal punto di vista medico, non di internet.

 

Gravidanza ectopica – i 10 fattori di rischio più diffusi

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Per gravidanza ectopica o extrauterina si intende una gravidanza iniziata nel posto sbagliato. Quasi tutte le gravidanze ectopiche si verificano in una delle tube di Falloppio. Molto più raramente, nell’addome, nell’ovaio o nella cervice uterina.

Una gravidanza al di fuori dell’utero non può giungere a termine. Inoltre, può essere pericoloso per la vita della gestante se non viene trattato rapidamente. E’ un fenomeno abbastanza frequente: circa 1 gravidanza su 100 è ectopica. Il 30% di esse si verifica senza una causa apparente. Per il restante 70% ecco i 10 fattori di rischio più diffusi.

  1. Precedente intervento chirurgico

Se in passato hai avuto un intervento chirurgico alle tube di Falloppio, questo può aumentare il rischio ectopico. Così come possono aumentarlo altre forme di chirurgia addominale, come un parto cesareo, l’inversione di un trattamento di sterilizzazione o l’appendicite.

  1. Problemi strutturali

Avere problemi strutturali con le tube di Falloppio (ad esempio una tuba di forma insolita) può causare difficoltà. Se le tue tube sono danneggiate, possono diventare infiammate, cicatrizzate o più strette e tutto ciò rende più difficile l’eventuale passaggio di un ovulo fecondato verso l’utero. In questo modo aumenta il rischio che l’ovulo si impianti dove non dovrebbe.

  1. Fumare

Anche il fumo aumenta il rischio di gravidanza ectopica. La ricerca rivela che il fumo aumenta i livelli di una proteina chiamata PROKR1 nelle tube di Falloppio, che provoca una disfunzione delle stesse. Ciò aumenta la possibilità che l’ovulo si impianti all’interno di una tuba. Questa costituisce una delle principali ragioni per cui è meglio evitare di fumare prima e durante la gravidanza.

  1. Precedente gravidanza ectopica

Chi ha già subito una gravidanza extrauterina in passato è più a rischio di svilupparne un’altra in futuro. Ciò non significa che si avrà sicuramente una gravidanza ectopica, ma il rischio è più alto rispetto alla popolazione generale.

  1. L’età

Essere più anziani – per alcuni studi oltre i 35 anni, per altri oltre i 40 – sembra aumentare il rischio di una gravidanza ectopica. Dal momento che sempre più donne hanno figli in età avanzata, è un altro fattore di rischio da tenere in considerazione.

  1. Malattia infiammatoria pelvica (PID)

La malattia infiammatoria pelvica (PID) è spesso causata da infezioni trasmesse sessualmente come la clamidia o la gonorrea. Questa patologia può influenzare le tube di Falloppio. A volte non si scopre di avere la PID fino a quando non si inizia a cercare di avere un bambino. La PID diminuisce la capacità delle ciglia sul rivestimento delle tube di trasportare l’ovulo verso l’utero per permettere l’impianto. Inoltre la PID può causare cicatrizzazioni all’interno delle tube, altro fattore limitante al trasporto di ovuli.

  1. Endometriosi

L’endometriosi causa la crescita del tessuto endometriale e delle cellule dell’utero in altre aree del bacino. Questo tessuto è responsabile anche delle mestruazioni, che provocano la formazione di cicatrici e aderenze. Le tube di Falloppio sono comunemente colpite dall’endometriosi. Le cicatrici possono causare danni, torsioni o possono danneggiare altri organi. Tutto ciò rende più difficile il passaggio di un eventuale ovulo fecondato, aumentando il rischio di una gravidanza ectopica.

  1. Spirale intrauterina e minipillola.

Due forme di contraccettivo sono legate a maggiori rischi ectopici: la spirale intrauterina (IUD) e la pillola anticoncezionale progestinica (o minipillola). Ma bisogna tener presente che le probabilità di rimanere incinta durante l’uso di questi contraccettivi sono comunque basse.

  1. Legatura delle tube

Questo fattore di rischio non è forse così sorprendente. La legatura delle tube può aumentare la probabilità di una gravidanza extrauterina. Esistono anche procedure chirurgiche opposte di inversione della legatura tubarica che permette ad oltre la metà delle donne che vi si sottopone di  rimanere incinta. Tuttavia, in questo caso, l’intervento chirurgico può danneggiare le tube aumentando, anche in questo caso, la probabilità di una gravidanza ectopica.

  1. Trattamenti di fertilità e farmaci.

Un trattamento di fecondazione in vitro è spesso utilizzato anche in caso di problemi tubarici, in quanto permette di bypassare le tube di Falloppio. Tuttavia potrebbe anche aumentare leggermente il rischio di una gravidanza extrauterina. Se l’embrione ottenuto da un trattamento di fecondazione in vitro viene trasferito in un punto troppo alto dell’utero c’è una maggiore possibilità che possa impiantarsi in una zona non corretta. Ecco perché è importante rivolgersi a ginecologi esperti in trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) che sappiano eseguire in maniera perfetta il trasferimento di embrioni.

Anche l’assunzione di farmaci per la fertilità utilizzati per l’induzione dell’ovulazione potrebbero aumentare il rischio di gravidanza ectopica. Tuttavia gli studi sulla relazione tra farmaci per la fertilità e la gravidanza ectopica sono ancora in corso.

In sintesi, nonostante questi 10 fattori di rischio siano i più diffusi, è importante tener presente che sono solo dei potenziali rischi. Ciò non significa che in presenza di uno di questi fattori avrai con certezza una gravidanza ectopica – tuttavia le probabilità potrebbero essere leggermente superiori a quelle della popolazione generale. Quindi sii consapevole dei rischi, ma non farti prendere dal panico.

Dormire bene può migliorare la tua fertilità

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La donna contemporanea, a causa degli impegni lavorativi e casalinghi, spesso non ha un rapporto sano con il sonno. Quando il corpo di una donna viene privato del riposo, può subire aumento di peso, disturbi dell’umore e aumento dei livelli di stress. Dormire regolarmente rispettando il ritmo circadiano può migliorare la fertilità di una donna. Alcuni gesti semplici come spegnere computer, cellulari e TV almeno un’ora prima di andare a dormire potrebbero aiutarti a dormire meglio.

 

Dormire migliora il tuo livello di fertilità

Le donne nel periodo di massima fertilità (25-35 anni) hanno bisogno di 7-9 ore di sonno ogni notte durante una settimana lavorativa. La National Sleep Foundation ha scoperto attraverso studi che il sonno ha una potente influenza sul sistema ormonale riproduttivo di una donna.

 

Privazione del sonno: BMI – umore – stress

La privazione del sonno influisce negativamente sul tuo indice di massa corporea, sul tuo umore e sul tuo livello di stress. I livelli di ormone follicolo stimolante (FSH), che dovrebbero essere al loro massimo livello appena prima dell’ovulazione, sono direttamente influenzati dalla mancanza di sonno

 

Diamo uno sguardo a:

  • Sonno e BMI
  • Sonno e umore
  • Sonno e stress

Le donne con una media di 7-9 ore di sonno ogni notte hanno un livello di FSH maggiore del 20% rispetto a quelle che dormono meno di 6 ore – indipendentemente dall’età, dal BMI, dall’umore o dal livello di stress.

E’ dunque evidente che aumentare la quantità e la qualità del sonno migliora il livello di fertilità naturale.

  • Migliora il tuo indice di massa corporea
  • Migliora il tuo umore
  • Diminuisci il tuo livello di stress

Sonno e BMI

L’indice di massa corporea (BMI) di un adulto è compreso tra 18,5 e 24,9.

Le donne che non dormono abbastanza:

  • Aumentano di peso
  • Fanno scelte alimentari meno salutari
  • Mangiano cibi più ricchi di grassi
  • Mangiano cibi a basso contenuto proteico

Nel corso di cinque anni, le donne possono ottenere 2,1 punti di BMI per ogni ora di sonno persa. Perché questo è importante? Un aumento di peso, anche se lieve, può allontanare una donna dal suo BMI sano.

Il sonno è un importante moderatore della funzione neuroendocrina e del metabolismo del glucosio. La perdita di sonno porta ad alterazioni metaboliche ed endocrine.

Sonno e umore

La quantità e qualità del sonno notturno è direttamente collegata al tuo umore quando ti svegli. L’insonnia cronica aumenta il rischio di sviluppare un disturbo dell’umore – specialmente depressione e/o ansia.

I disturbi dell’umore correlati al sonno possono essere corretti da vari metodi:

  • Migliori abitudini di sonno
  • Interventi comportamentali
  • Valutazioni del sonno
  • Valutazioni del disturbo dell’umore

Ogni donna si rende conto di essere più vulnerabile a certe emozioni dopo una notte insonne: più irritabile, irascibile, stressata. È abbastanza comune rendersi conto che, se si dorme bene, l’umore si stabilizza per tutto il giorno successivo.

Uno studio condotto ad Harvard sul sonno conferma che la privazione del sonno ha un significativo effetto negativo sull’umore. Ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno scoperto che limitare il sonno a 4,5 ore a notte per una settimana provoca:

  • Stress
  • Rabbia
  • Tristezza
  • Esaurimento mentale

E non è tutto. Le variazioni di umore aumentano:

  • Ansia
  • Agitazione
  • Eccitazione

Questi effetti fanno sì che addormentarsi e riposare correttamente sia ancora più difficile.

Sonno e stress

Lo stress ci mantiene vigili ed energici. Sebbene lo stress sia una forza innata che ci aiuta a rispondere al meglio alle nostre attività quotidiane, troppa tensione e ansia possono causare la privazione del sonno. Lo stress è una risposta naturale alla vita quotidiana.

Troppo stress causa:

  • Privazione del sonno
  • Depressione
  • Tensione
  • Ansia
  • Mancanza di concentrazione
  • Apatia
  • Errori involontari

È necessario gestire lo stress per migliorare la salute riproduttiva e il benessere generale. La quantità di stress che una donna prova durante il trattamento di fecondazione assistita può essere determinante per il successo o il fallimento della gravidanza.

Non è tutto. La ricerca ha dimostrato che lo stress può ridurre le possibilità di concepire attraverso la fecondazione in vitro. Lo stress è stato collegato alla capacità di un ovocita di essere fecondato e alla capacità di un embrione di impiantarsi nel rivestimento uterino di una donna. Gli studi hanno dimostrato che le donne sottoposte a fecondazione in vitro con ansia avevano meno ovociti recuperati e meno embrioni si impiantavano con successo. Ridurre i livelli di stress può contribuire ad aumentare le probabilità di successo del ciclo di fecondazione in vitro.

Migliorare la fertilità dormendo bene

Alcuni semplici approcci possono aiutarti a dormire bene. Queste misure ti aiuteranno a rilassarti e a dormire.

  • Assicurarti di avere un ambiente confortevole per dormire
  • Ottieni un equilibrio tra nutrizione ed esercizio fisico

Attua un programma di sonno rigoroso e attieniti ad esso. Il corpo umano prospera sulla routine. Seguire un programma regolare di sonno/veglia aiuterà il tuo corpo a regolare il suo orologio interno. Mantieni il tuo programma di sonno coerente nei fine settimana e nei giorni festivi.

  • Mantieni un normale programma sonno-veglia
  • Evita caffeina, alcol, nicotina – questi interferiscono con il sonno
  • Rendi confortevole l’ambiente in cui dormi
  • Stabilisci una routine pre-sonno calmante – evita notizie o intrattenimento
  • Vai a dormire quando sei stanco – non guardare l’orologio e non procrastinare il riposo
  • Limita la tua esposizione alla luce la sera – spegni la TV, i computer, i cellulari
  • Limita il cibo e le bevande prima di andare a letto – lascia riposare lo stomaco
  • Esercitati regolarmente – almeno 30 minuti al giorno – ma non prima di andare a dormire