Infertilità inspiegata: di cosa si tratta?

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La diagnosi di infertilità è di per sé frustrante da ricevere, ma lo è ancora di più quando si tratta di infertilità inspiegata. E’ anche una diagnosi abbastanza comune. All’incirca una coppia su quattro in età fertile scopre di essere infertile e che non vi è alcuna spiegazione nota del perché non possa concepire. Infertilità inspiegata non significa, tuttavia, che non hai nessuna possibilità di concepire.

In effetti, a seconda della tua età e da quanto tempo ci provi, le probabilità di concepire naturalmente potrebbero essere più alte rispetto alla maggior parte delle altre diagnosi di infertilità. Uno studio del 2012 su poco più di 1.300 donne con infertilità, dai 28 ai 36 anni, ha scoperto che il 43% di coloro che non hanno mai ricevuto un trattamento di fecondazione assistita alla fine ha concepito naturalmente e ha partorito.

Ecco cosa significa la tua diagnosi di infertilità inspiegata e quali sono le possibili ipotesi sulle cause di questo tipo di infertilità.

 
La tua infertilità è davvero inspiegata?

 

La diagnosi di infertilità inspiegata è controversa. Per definizione, è una diagnosi a cui si giunge per esclusione: il medico ha scartato ad una ad una le varie cause di infertilità, eppure non sei in grado di concepire. L’infertilità inspiegata può essere veramente diagnosticata solo dopo una valutazione attenta e completa della fertilità sia del partner maschile che femminile. Una diagnosi di infertilità inspiegata può essere raggiunta se è stato dimostrato che:

  • stai ovulando regolarmente
  • la tua riserva ovarica è buona (valutata con analisi del sangue e con la conta dei follicoli antrali)
  • le tue tube di Falloppio sono aperte e sane (valutato con un isterosalpingografia)
  • l’analisi del liquido seminale del tuo partner presenta parametri nella norma
  • non ci sono gravi problemi uterini (valutato con un’isteroscopia)

Se uno qualsiasi dei precedenti casi non è stato valutato, una diagnosi di infertilità inspiegata può essere prematura.

Inoltre, si potrebbe sostenere che è necessaria una laparoscopia per escludere anche l’endometriosi. L’endometriosi non può essere diagnosticata con l’analisi del sangue o con un’ecografia.

 

Infertilità inspiegata vs. infertilità idiopatica femminile o maschile

 

È importante chiarire che l’infertilità inspiegata non è la stessa cosa dell’infertilità idiopatica femminile o maschile.

Idiopatico significa inspiegata. Tuttavia, quando un medico parla di infertilità maschile idiopatica, per esempio, è stato già determinato che l’uomo è sterile. I risultati dell’analisi del suo liquido seminale non erano normali. Perché i risultati dell’analisi del seme non sono normali? Questo potrebbe non essere noto. Se il medico non è in grado di determinare la causa, si può dire che si tratta di infertilità maschile idiopatica.

L’infertilità femminile idiopatica può verificarsi quando ad esempio una donna non sta ovulando regolarmente o normalmente, ma non è chiaro perché ciò stia avvenendo.

In entrambi gli esempi precedenti, è noto il motivo per cui la coppia non può concepire: lei non sta ovulando o il seme di lui non è nel range della fertilità.

Con il termine infertilità inspiegata, invece, si intende il caso in cui lei ovula regolarmente, l’analisi del liquido seminale ha valori normali, ma la coppia non riesce a ottenere una gravidanza.

 

Possibili spiegazioni per l’infertilità inspiegata 

 

L’infertilità inspiegata non è una condizione sovrannaturale. La causa c’è, ma non si è arrivati ancora a comprenderla.

Ci sono condizioni che sappiamo possono causare problemi, ma non abbiamo ancora un modo per valutarle (o l’unico modo disponibile è invasivo e costoso).

Ecco alcune possibili spiegazioni per l’infertilità inspiegata:

Problema medico sottostante non diagnosticato (non riproduttivo): non comprendiamo ancora completamente come la cattiva salute influisca sulla fertilità in modi più sottili, non ancora misurabili. Ma col tempo stiamo imparando sempre di più.

Ad esempio, la celiachia non trattata può essere la causa di alcuni casi di infertilità inspiegata. Una rianalisi del 2016 di precedenti studi di ricerca ha scoperto che la celiachia può essere diagnosticata circa sei volte più frequentemente nelle donne con infertilità inspiegata rispetto al resto della popolazione. Gli autori dello studio hanno notato, tuttavia, che gli studi precedenti erano realizzati su un numero ristretto di persone, quindi è difficile sapere esattamente quanto siano precise quelle stime. Inoltre, è stato riscontrato che alle donne con qualsiasi tipo di infertilità fosse più probabile riscontrare la celiachia rispetto al resto delle donne.

Altre condizioni sottostanti che possono causare infertilità includono il diabete, disturbi tiroidei non diagnosticati e alcune malattie autoimmuni.

Endometriosi lieve: l’endometriosi grave ha maggiori probabilità di causare problemi di fertilità, evidenti anche senza laparoscopia. Ad esempio, le cisti endometriali possono interferire con l’ovulazione o addirittura causare blocchi delle tube di Falloppio. L’endometriosi lieve, invece, può non interferire con l’ovulazione o il passaggio degli ovociti nelle tube. Potrebbe anche non avere sintomi evidenti. L’endometriosi potrebbe essere alla base di alcuni casi di infertilità inspiegata. Tuttavia, gli esperti non concordano sul fatto che l’endometriosi lieve possa causare infertilità e, in caso affermativo, se la chirurgia laparoscopica per la diagnosi e il recupero dei depositi endometriali sia utile.

Interazione tra l’ambiente vaginale e spermatozoi: dopo l’eiaculazione, gli spermatozoi devono passare dal seme attraverso il muco cervicale. Quindi, devono “nuotare” dalla vagina all’apertura cervicale e infine nell’utero. A volte, potrebbero esserci problemi durante questo periodo di transito, dal seme al muco cervicale fino alla cervice. Ad esempio, potrebbero esserci anticorpi nel muco cervicale o persino nello sperma che attaccano gli spermatozoi. Come diagnosticare efficacemente questo problema non è chiaro, lasciando casi come questi spesso inspiegabili.

Scarsa qualità ovocitaria: esistono test per determinare se stai ovulando o per avere un’idea generale della presenza di ovociti nelle ovaie ma non esiste un test per determinare se gli ovociti sono di buona qualità. Gli ovociti di scarsa qualità possono essere causati dall’età, da una condizione medica di base o da una causa ancora sconosciuta.

La scarsa qualità degli ovociti può essere diagnosticata durante il trattamento di fecondazione in vitro. Infatti, dopo il recupero degli ovociti (pick-up), questi vengono esaminati al microscopio.

Scarsa qualità degli spermatozoi: gli spermatozoi che presentano forme anormali, scarsa motilità   o scarsa concentrazione possono causare problemi di fertilità. Ma questi parametri sono diagnosticabili attraverso un’analisi del liquido seminale (spermiogramma).

Tuttavia, ci possono essere problemi legati alla qualità degli spermatozoi che non sono evidenti durante l’analisi del seme.

Ad esempio, gli spermatozoi possono avere un DNA di scarsa qualità. Questo tipo di problema aumenta con l’età dell’uomo, motivo per cui i bambini di padri più anziani corrono un rischio maggiore di presentare problemi di salute mentale o altri disturbi alla nascita.

Anche la scarsa qualità degli spermatozoi può essere diagnosticata durante il trattamento di fecondazione in vitro. Se spermatozoi con buoni parametri non sembrano fertilizzare ovociti dall’aspetto sano, ciò può indicare scarsa qualità degli ovociti o degli spermatozoi.

Problemi dell’endometrio: si può avere un ambiente cervicale sano, ovociti sani e spermatozoi sani ma se l’embrione risultante non può impiantarsi nell’endometrio non vi sarà una gravidanza.

C’è ancora così tanto da scoprire sui possibili problemi di fertilità legati all’endometrio. Ad esempio, uno studio pubblicato nel 2016 ha scoperto che un virus scoperto di recente si trova più comunemente nel tessuto endometriale delle donne con infertilità rispetto alle donne con fertilità accertata. Ma non è noto come diagnosticare e trattare questo problema.

Anche i difetti della fase luteale potrebbero essere correlati a possibili problemi endometriali e potrebbero essere la risposta ad alcuni casi di infertilità inspiegata.

Problemi con gli ovociti fecondati che si sviluppano in embrioni sani: ipotizziamo che uno spermatozoo sano fecondi un ovocita sano e si ottenga quello che viene chiamato zigote. Successivamente inizia il processo di divisione cellulare in cui lo zigote si divide in più cellule formando un embrione. A volte, questo processo non avviene in maniera corretta e può costituire un altro problema che può essere diagnosticato durante il trattamento di fecondazione in vitro poiché viene monitorato lo sviluppo embrionale.

Fattori ancora sconosciuti dagli esperti di fertilità: è possibile che la causa della tua infertilità inspiegata sia completamente sconosciuta ai medici in questo momento.Non conosciamo ancora completamente tutti gli aspetti legati alla fertilità.

 

Niente è impossibile: alcune coppie con infertilità inspiegata concepiscono senza alcun aiuto terapeutico entro uno o due anni dalla diagnosi. Nessuno sa cosa non andava, ma succede.

Una coppia in buona salute e fertile ha circa il 25-30% di possibilità di concepire in un dato mese. Si noti che le probabilità non sono del 100%. Non sono al 100% per nessuno.

È possibile che tu abbia un problema di fertilità molto sottile, ma non così grave da non permetterti di concepire impiegandoci un po’ più di tempo (questa condizione viene chiamata subfertilità).

Oppure tu e il tuo partner potreste rientrare in quei casi di infertilità inspiegata in cui la causa alla base non vi consente di ottenere una gravidanza in maniera naturale. È frustrante, ma è una possibile spiegazione per coloro che hanno cercato di ottenere una gravidanza da almeno due o tre anni.

Cosa non è l’infertilità inspiegata 

 

Altrettanto importante di cosa sia l’infertilità inspiegata, è essenziale parlare di ciò che non è.

L’infertilità inspiegata:

  • Non è solo “nella tua testa”
  • Non è causata dal troppo stress

È più facile per le persone, compresi alcuni medici insensibili, rifiutare la diagnosi di infertilità se non si trova una causa evidente.

La tua crisi emotiva legata al concepimento è reale anche senza una diagnosi definitiva. Alcuni potrebbero dire che è addirittura più intensa perché, senza risposte, potresti sentirti più confusa sulla tua situazione.

Vorresti avere un figlio ma non puoi. Questa condizione è del tutto degna di attenzione e preoccupazione e meriti di essere seguita da uno specialista in fisiopatologia della riproduzione che possa occuparsi approfonditamente del tuo caso.

 

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Stress e infertilità: qual è la connessione?

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Gli studi sul rapporto tra stress e infertilità sono controversi. Ogni volta che viene pubblicato un nuovo studio sull’argomento, vedrai titoli che indicano come lo stress sia la ragione per cui non puoi rimanere incinta, anche se lo studio non ha veramente dimostrato che lo stress provoca infertilità.

Molte coppie che hanno problemi di infertilità sono preoccupate per lo stress. L’infertilità stessa provoca angoscia e agitazione emotiva. Lo stress causato dall’infertilità potrebbe peggiorare ulteriormente la tua situazione? Lo stress potrebbe essere l’indizio mancante quando vi è un caso di infertilità inspiegata o quando i trattamenti falliscono per ragioni sconosciute?

Le risposte sono complicate. Non comprendiamo ancora appieno l’impatto dello stress sulla fertilità. Il semplice “relax” non risolverà i problemi di infertilità di nessuno, ma ciò non significa che lo stress sia innocuo. Scopri in questo articolo cosa ha da dire la ricerca e cosa dovresti sapere su questo argomento controverso.

 

Tipi di stress

Prima di conoscere i risultati della ricerca, è utile capire perché studiare lo stress è complicato. Esistono diversi tipi di stress e sorgono molte domande in merito al modo in cui ciascun tipo potrebbe essere correlato all’infertilità.

Stress infantile. Si riferisce allo stress che non sta necessariamente accadendo ora ma che si è verificato durante i tuoi primi anni di vita. Livelli elevati di stress infantile sono stati collegati a diversi problemi di salute a lungo termine. Questo potrebbe connettersi all’infertilità?

Stress quotidiano a breve termine. Se la tua auto si guasta e capita che sia la settimana in cui stai ovulando, questo evento influirà negativamente sulle tue possibilità di rimanere incinta in quel mese?

Stress a lungo termine o una serie di eventi stressanti. La tua auto si guasta, hai un grande progetto dovuto al lavoro, tua madre è in ospedale e hai appena scoperto che non riuscirai a pagare le bollette. Se la tua vita assomiglia a questa descrizione di mese in mese, potresti avere uno stress a lungo termine.

Stress del tuo stile di vita. Forse hai un lavoro impegnativo, lavori molte ore e affronti spesso discussioni durante la tua giornata. Le tue giornate possono includere intense esigenze fisiche e psicologiche. Anche se ami il tuo stile di vita, stai ancora vivendo una vita stressante.

Grandi eventi della vita. Divorzio, perdita del posto di lavoro, trasferirsi in un’altra città o paese o perdere qualcuno che ami possono causare molto stress.

Vivere in condizioni stressanti. Coloro che vivono in condizioni di povertà, che non hanno un impiego regolare o che non hanno accesso a cibi sani o alle cure primarie di base vivono ogni giorno in un ambiente stressante.

Quando ci si interroga se lo stress provochi infertilità o se lo stress aumenti il tempo necessario al concepimento è importante sapere a che tipo di stress ci si sta riferendo.

 

Misurare lo stress 

Questo è uno degli aspetti più complicati della ricerca. Una volta deciso quale tipo di stress deve essere esaminato, bisogna capire come misurarlo. Esistono due modi principali in cui i ricercatori tentano di valutare i livelli di stress: misurando le sostanze chimiche legate allo stress nella saliva o nel sangue o utilizzando strumenti di misurazione dello stress psicologico. Ci sono vantaggi e svantaggi per entrambi.

 

Misurazione biochimica

Quando misuriamo i segnali di stress biochimico nella saliva o nel sangue, non possiamo sapere con certezza se questi sono causati da una vita stressante o da un processo patologico. Ad esempio, supponiamo che a una donna venga diagnosticata l’endometriosi. Inoltre i risultati dei suoi test biochimici per lo stress sono alti. I livelli di questi analiti legati allo stress sono elevati perché la donna ha una vita stressante e questo stile di vita ha portato all’endometriosi? Oppure la sua endometriosi provoca stress biologico nel suo organismo e questo porta a livelli più alti di ormoni dello stress? Oppure, ancora, potrebbe essere che i sintomi dell’endometriosi causino disagio emotivo e ciò porti a livelli più alti di ormoni dello stress? Come puoi vedere, determinare le risposte a queste domande è complicato.

 

Misurazione psicologica

Il problema con i test di misurazione psicologica è che le persone percepiscono lo stress in modo diverso. Ciò cambierà il modo in cui i pazienti rispondono alle domande di un questionario sullo stress. Un altro problema è che ogni organismo reagisce allo stress in modo diverso. Due persone possono risultare con alti livelli di stress in base a un test di misurazione dello stress psicologico ma potrebbero avere reazioni biologiche completamente diverse.

Con la misurazione psicologica, il ricercatore deve anche fare affidamento sul presupposto che le risposte dell’intervistato siano oneste. La maggior parte di questi test sono progettati per ridurre le possibilità di risposte disoneste, ma i test non sono perfetti.

 

Quando bisogna misurare lo stress?

I tempi dello studio sono importanti tanto quanto la determinazione del tipo di stress. Ad esempio, uno studio potrebbe esaminare i livelli di stress prima che inizi un ciclo mestruale, nel mezzo di un ciclo o appena prima dell’ovulazione. Si potrebbe esaminare lo stress durante due settimane (tempo tra l’ovulazione e le mestruazioni) o assumere i livelli di stress medi di un periodo di settimane, mesi o persino anni.

Tutte queste variabili incidono sui risultati. È estremamente difficile la determinazione in uno o anche più studi.

Le persone sotto stress si rivolgono spesso ad abitudini malsane. Possono mangiare più cibo spazzatura, dormire poco o troppo o non fare attività fisica (o farne troppa). Alcuni possono ricorrere a fumo, alcol o droghe.

Sappiamo che il fumo, la cattiva alimentazione e il consumo eccessivo di alcol agiscono negativamente sulla fertilità. Se qualcuno ha alti livelli di stress, lo sta affrontando con abitudini malsane e la sua fertilità diminuisce, è lo stress che sta causando il problema o sono le abitudini malsane?

 

La connessione biologica 

C’è una spiegazione biologica sul perché lo stress emotivo può portare a problemi di fertilità. Tutto si riduce all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Ogni volta che il tuo corpo percepisce lo stress, la ghiandola ipotalamo nel cervello invia un segnale alla ghiandola ipofisi: il segnale indica che sei sotto stress e hai bisogno di assistenza. L’ipofisi reagisce a questa richiesta di aiuto inviando il proprio segnale alle ghiandole surrenali, inducendo il rilascio dell’ormone dello stress cortisolo.

In quantità fisiologiche, il cortisolo ha un effetto positivo. Tra le tante cose, questo ormone aiuta a regolare la glicemia in modo da avere energia durante le emergenze. Il problema è quando vi è una sovrapproduzione di cortisolo.

L’ipotalamo e l’ipofisi non regolano solo gli ormoni dello stress. Sono anche responsabili della regolazione dei segnali ormonali riproduttivi. L’ipotalamo rilascia l’ormone di rilascio di rilascio delle gonadotropine o GnRH. Il GnRH segnala all’ipofisi di rilasciare l’ormone follicolo-stimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH). L’FSH e l’LH stimolano la crescita degli ovociti nelle ovaie nelle donne e la crescita degli spermatozoi negli uomini.

Se l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene è impegnato a gestire lo stress, in teoria, ciò potrebbe alterare il modo in cui regola gli ormoni riproduttivi. Dobbiamo anche considerare l’effetto che gli ormoni dello stress come il cortisolo possono avere sugli ovociti, sulle cellule spermatiche e sugli embrioni.

 

Studi sulla connessione stress-infertilità 

Alcuni studi hanno trovato una possibile connessione tra stress e infertilità. Uno studio condotto nel Regno Unito ha incluso 250 donne che stavano cercando di concepire naturalmente per un periodo di sei cicli. Il sesto giorno di ogni ciclo, hanno fornito campioni di saliva per testare i livelli di alfa-amilasi e cortisolo, due ormoni associati allo stress. Durante questo periodo di sei mesi è stata anche monitorata l’ovulazione per fornire a ogni donna nello studio le migliori possibilità di concepimento e per stabilire i loro giorni più fertili.

Lo studio ha scoperto che le donne con concentrazioni più elevate di alfa-amilasi hanno impiegato più tempo per rimanere incinta rispetto a quelle con livelli più bassi. Tuttavia, è importante notare che questo studio ha anche riscontrato che le donne con livelli più alti di cortisolo (un altro ormone dello stress) tendevano a rimanere incinta più velocemente di quelle con livelli più bassi. In altre parole, la connessione non è chiara.

Anche in un altro studio condotto nei centri di ricerca del Michigan e del Texas si è cercato di verificare se gli ormoni alfa-amilasi e cortisolo nella saliva potessero essere correlati al tempo impiegato per rimanere incinta. Questo studio ha incluso 400 donne che cercavano di concepire. I ricercatori hanno scoperto che le donne con i più alti livelli di alfa-amilasi avevano una riduzione del 29% della loro fertilità complessiva, impiegando più tempo a concepire rispetto a quelle con i livelli più bassi di alfa-amilasi. Questo studio non ha trovato alcuna relazione tra i livelli di cortisolo e il tempo di concepimento.

Anche lo stress socioeconomico può avere un impatto negativo sulla fertilità. Uno studio ha scoperto che le donne che affrontano fattori di stress socioeconomici avevano riserve ovariche più scarse. Un altro studio separato ha scoperto che le donne che hanno sperimentato esperienze traumatiche durante l’infanzia avevano maggiori probabilità di incorrere in infertilità e periodi mestruali irregolari o assenti in età adulta.

 

Fertilità maschile 

Anche la fertilità maschile può essere influenzata dallo stress. Una meta-analisi di 57 diversi studi, che includeva quasi 30.000 uomini, ha scoperto che lo stress psicologico potrebbe ridurre la concentrazione di spermatozoi, il movimento degli stessi e la percentuale di spermatozoi di forma normale. Lo studio non ha esaminato se questo abbia influito sul tempo trascorso per ottenere il concepimento.

Un altro studio ha scoperto che sperimentare due eventi di vita stressanti ha aumentato il rischio che i risultati dell’analisi del seme di un uomo scendano al di sotto delle normali linee guida stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Altri studi hanno scoperto che i livelli di testosterone erano più bassi quando gli uomini soffrivano di stress psicologico. Tuttavia, è difficile stabilire il nesso causa-effetto: la riduzione del testosterone porta ad una maggiore sensibilità agli eventi stressanti? Oppure gli eventi stressanti fanno scendere i livelli di testosterone?

 

Studi che non hanno trovato una connessione stress-infertilità 

Non tutte le ricerche hanno trovato una connessione tra stress e ridotta fertilità. Ne è un esempio lo studio condotto nel Regno Unito su quasi 340 donne per un periodo di sei mesi o fino alla gravidanza. Per ogni ciclo, le donne hanno misurato i biomarcatori dello stress.

Hanno anche completato questionari volti a valutare i loro livelli di stress. Questo studio controllava l’età delle donne, se fumavano, quanta caffeina bevevano e con quale frequenza la coppia faceva sesso. Questo studio non ha trovato una connessione tra i livelli di stress, ansia o depressione con il tempo di concepimento.

In uno studio separato, i ricercatori hanno studiato se lo stress possa avere un impatto negativo sui tassi di successo della fecondazione in vitro. Comprendeva poco più di 200 donne che stavano iniziando il loro primo ciclo di fecondazione in vitro. I loro livelli di stress sono stati valutati attraverso interviste e questionari a cui sono state sottoposte prima dell’inizio della fecondazione in vitro e successivamente dopo 4, 10 e 18 mesi.

Le donne che erano depresse o ansiose prima di iniziare il trattamento per fecondazione in vitro non avevano maggiori probabilità di sperimentare un fallimento della fecondazione in vitro rispetto alle donne con minore depressione o ansia. Viceversa lo studio ha scoperto che il fallimento della fecondazione in vitro ha causato un grave disagio psicologico, il che non sorprende.

I ricercatori per questo motivo hanno raccomandato i supporti psicologici che sono mirati ad aiutare i pazienti a far fronte al fallimento del trattamento, invece di concentrarsi sulla riduzione dello stress per migliorare il successo del trattamento.

Forse il più convincente è stato uno studio di meta-analisi che ha incluso 14 studi e poco più di 3.500 donne, che ha esaminato se il disagio emotivo fosse associato al successo dei trattamenti di fecondazione assistita. I ricercatori non hanno trovato una connessione tra stress pre-trattamento e percentuali di successo della fecondazione in vitro.

 

Risultati contrastanti 

Ci sono studi che riportano che lo stress abbia un impatto negativo sulla fertilità come altri che riportano l’esatto contrario. La verità è che entrambi i risultati possono essere corretti. È possibile che lo stress prolunghi il tempo alla gravidanza, ma tale periodo prolungato è probabilmente un periodo di settimane o, al massimo, di mesi. Questo non è abbastanza a causare infertilità, che è definita come l’incapacità di concepire dopo un anno di tentativi.

Diversi studi hanno scoperto che il successo della fecondazione in vitro, in particolare, non sembra essere associato allo stress. Considerando quanto sia emotivamente angosciante l’esperienza dell’infertilità per molte coppie, questa è un’ottima notizia.

 

Prendersi cura di sé

Indipendentemente dal fatto che lo stress diminuisca la fertilità, dobbiamo sempre preoccuparci dello stress. In primo luogo, non è bello essere sempre stressati o ansiosi. Qualunque cosa possiamo fare per sentirci meglio sarà utile.

In secondo luogo, anche se lo stress non ha un impatto diretto sulle tue probabilità di successo della fecondazione in vitro, ha una connessione con la tua probabilità di continuare il trattamento. Molte coppie abbandonano prematuramente il trattamento di fecondazione in vitro a causa dello stress emotivo.

In diversi casi, quando si chiede alla coppia perché ha abbandonato il trattamento di fecondazione assistita, le due ragioni principali sono lo stress emotivo e la percezione di una prognosi sfavorevole. Tuttavia se le coppie si fossero sentite psicologicamente bene da provare un altro o anche altri due cicli di fecondazione in vitro, teoricamente, le loro probabilità di avere un bambino sarebbero aumentate.

 
Non vi è dubbio che l’infertilità provochi stress. È discutibile se, viceversa, lo stress possa causare infertilità. Gli studi hanno scoperto che lo stress ha un impatto sugli ormoni riproduttivi e può aumentare il tempo necessario per il concepimento, ma finora nessuno ha scoperto che lo stress da solo può causare infertilità. Sia che tu abbia appena iniziato a provare a concepire o che sia nel mezzo dei trattamenti per la fertilità, sappi che “provarci troppo” non porterà a problemi di fertilità e che lo stress che ti circonda non ti impedirà di ottenere una gravidanza. Tuttavia, lo stress certamente non ci fa sentire al meglio. Abbi cura di te e cerca il supporto degli amici e di coloro che possono starti vicino.

Avere un figlio dopo i 35 anni: quante sono le probabilità?

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Rimanere incinta dopo i 35 anni può essere più difficile rispetto ai 25 anni ma non è impossibile. Probabilmente hai l’esempio di alcuni amici che hanno concepito dopo i 35 anni o anche dopo i 40 anni. Tuttavia, se vuoi capire perché rimanere incinta dopo i 35 anni è più difficile, continua a leggere questo articolo per scoprire i vari rischi della gravidanza dopo i 35 anni e quali sono le tue reali probabilità di successo durante la gravidanza.

 

Fertilità ed età

 

La prima cosa da sapere è che le donne (e gli uomini) di tutte le età possono sperimentare infertilità. Le coppie di 20 anni possono essere altrettanto sterili delle coppie di 40 anni. L’età è solo un aspetto della fertilità.

Supponiamo, tuttavia, che una donna sia fertile. In questo caso l’unica cosa di cui preoccuparsi è la sua età. Il picco di fertilità nella maggior parte delle donne è tra i 20 e i 30 anni. Un declino graduale ma significativo inizia intorno ai 32 anni. Le probabilità di concepimento a 33 anni non sono buone come a 28 anni. A circa 37 anni, la fertilità inizia a diminuire a un ritmo molto più rapido.

Secondo studi scientifici, la probabilità di rimanere incinta a 30 anni è circa del 20% ogni mese. In confronto, la probabilità all’età di 40 anni è solo il 5% ogni mese. Non bisogna confondere questi dati con la probabilità totale di rimanere incinta in quanto questa è una statistica mensile, non annuale.

Inoltre, molti studi hanno difficoltà a distinguere se le probabilità di gravidanza diminuiscano a causa della fertilità o delle minore frequenza dei rapporti sessuali. Uno studio condotto su 782 coppie ha esaminato le probabilità di concepimento in base al giorno del rapporto sessuale prima dell’ovulazione. Le donne hanno utilizzato i grafici della temperatura corporea basale per monitorare l’ovulazione e hanno scoperto che:

  • Per le donne più giovani, il giorno più fertile era due giorni prima dell’ovulazione.
  • Per le donne di età compresa tra 19 e 26 anni, il sesso nel loro giorno più fertile aveva una probabilità del 50% di portare alla gravidanza.
  • Per le donne dai 35 ai 39 anni, le probabilità erano del 29%. 

 

Fertilità maschile ed età 

 

E’ importante menzionare che anche l’età del tuo partner è importante. La fertilità maschile non diminuisce allo stesso modo in cui diminuisce la fertilità femminile, ma l’età maschile è importante.

Ricordi lo studio sopra, in cui è stato scoperto che le donne dai 35 ai 39 anni avevano una probabilità del 29% di concepire nel giorno più fertile? Lo stesso studio ha scoperto che se il partner di una donna aveva cinque anni in più, le loro probabilità scendevano al 15%. In sostanza, le loro probabilità si sono dimezzate.

Tieni presente che queste sono solo le probabilità di concepimento. Essere incinta non significa che partorirai in maniera certa. I tassi di aborto spontaneo sono più elevati per le madri e i padri più anziani.

 

Aumento del rischio di difetti alla nascita e aborto spontaneo

 

L’età aumenta anche le possibilità di difetti genetici. Il motivo dell’aumento del rischio di bambini con sindrome di Down nelle donne di età superiore ai 35 anni possono essere ben comprese dai seguenti dati:

  • All’età di 25 anni, 1 su 1.250 donne partorirà un bambino con sindrome di Down.
  • A 30 anni, è a rischio 1 su 952.
  • All’età di 35 anni, la probabilità è 1 su 378.

Anche il rischio di aborto spontaneo aumenta con l’età:

  • Circa il 10% delle gravidanze termina in un aborto spontaneo per le donne all’inizio dei 20 anni.
  • All’inizio dei 30 anni, il 12% delle donne subisce aborti spontanei.
  • Dopo i 35 anni, il 18% delle gravidanze si concluderà con un aborto spontaneo.
  • All’inizio dei 40 anni, il 34% delle gravidanze termina in aborto spontaneo.

 

Perché la fertilità diminuisce 

 

Le donne nascono con tutti gli ovociti (o cellule uovo) che avranno durante la loro vita. Il numero più alto di ovociti si ha quando una bambina è ancora in utero.

A circa 20 settimane di gestazione, un feto femmina ha dai sei ai sette milioni di ovociti nelle ovaie. Alla nascita, avrà poco più di un milione di ovociti. Entro la pubertà, rimangono tra i 300.000 e i 500.000 ovociti. 

Da questo enorme numero di ovociti, solo 300 diventeranno maturi e verranno rilasciati nel processo noto come ovulazione. 

Alcune persone pensano che la menopausa sia l’inizio del declino della fertilità. Non è così. Le capacità riproduttive rallentano molto prima. Le ovaie diventano meno efficaci nel produrre ovociti sani e maturi. 

Con l’avanzare dell’età e l’avvicinarsi della menopausa, le ovaie risponderanno meno bene agli ormoni responsabili dell’attivazione dell’ovulazione. Ciò include anche i farmaci per la fertilità ed è il motivo per cui i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno meno successo nelle donne con basse riserve ovariche. 

E se vivessi uno stile di vita sano? Che cosa succede se ti alleni, mangi bene, mantieni un peso sano ed eviti cattive abitudini? Anche allora, sperimenterai il naturale declino della fertilità con l’età. Detto questo, le cattive abitudini possono avere un effetto negativo sulla fertilità. Ad esempio, è stato scoperto che il fumo accelera il naturale processo di declino della fertilità nelle donne.

 

Tassi di successo dei trattamenti di PMA dopo i 35 anni

 

Con i trattamenti di PMA disponibili, perché preoccuparsi dell’età? Sfortunatamente, proprio come il tuo corpo non risponde bene ai tuoi ormoni (quelli responsabili dell’ovulazione), non risponderà altrettanto bene agli ormoni dei farmaci per la fertilità. Secondo alcune statistiche, la percentuale di nati vivi da procedure di fecondazione in vitro che utilizzano gli ovociti della madre diminuisce con l’età. I tassi di nati vivi, dopo il trattamento con fecondazione in vitro, sono:

  • 41,5% per le donne di età inferiore ai 35 anni
  • 31,9% per le donne dai 35 ai 37 anni
  • 22,1% per le donne dai 38 ai 40 anni
  • 12,4% per le donne dai 41 ai 42 anni
  • 5% per le donne dai 43 ai 44 anni
  • 1% per le donne di età superiore ai 44 anni

La buona notizia è che, sebbene le ovaie non funzionino più bene all’aumentare dell’età delle donne, l’utero non sembra soffrire l’invecchiamento in modo così drammatico. Le donne che non riescono a concepire usando i propri ovociti possono rivolgersi alla fecondazione assistita eterologa, con ovociti di una donatrice.

 

Cosa dovresti fare se non riesci a concepire dopo i 35 anni? 

 

Supponendo di non avere fattori di rischio di infertilità, puoi iniziare a cercare di rimanere incinta in modo naturale. Tuttavia, se non rimani incinta dopo sei mesi, consulta il tuo ginecologo.

Alle donne di età inferiore ai 35 anni viene generalmente chiesto di provare a rimanere incinta per un anno prima di cercare aiuto, ma un anno d’attesa è troppo dopo i 35 anni.

Il motivo per cui non puoi rimanere incinta potrebbe non avere a che fare con la tua età. Tuttavia, dal momento che, invecchiando, le probabilità di successo di una gravidanza anche con il trattamento di PMA diminuiscono, è importante ottenere aiuto rapidamente.

Se hai 40 anni e vuoi rimanere incinta, consulta immediatamente il tuo ginecologo. Non è necessario iniziare a provare da soli.

Puoi richiedere dei test di fertilità di base. In particolare, è bene testare i tuoi livelli AMH e FSH ed effettuare una conta dei follicoli antrali attraverso un’ecografia. Questo darà al tuo ginecologo un’idea della tua attuale riserva ovarica.

Qualunque cosa tu faccia, non sprecare il tuo tempo e denaro con test di FSH o di “menopausa” da fare a casa. Potrebbero indicarti che la tua fertilità è buona quando in realtà non lo è.

 

Che cos’è la fase luteale del ciclo mestruale?

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La fase luteale è il periodo del ciclo mestruale che si verifica dopo l’ovulazione e che precede il primo giorno del ciclo mestruale successivo. In media, la fase luteale dura tra i 12 e i 14 giorni.

Alcune donne con problemi di fertilità hanno una breve fase luteale. Anche l’aborto ricorrente è talvolta associato a una fase luteale più corta del normale. Tuttavia, alcune donne con fertilità normale hanno una breve fase luteale, per cui la connessione tra lunghezza della fase luteale e fertilità non è ancora del tutto chiara.

 
Cosa succede durante la fase luteale

 

Il ciclo mestruale può essere suddiviso in due parti principali: la fase follicolare e la fase luteale.

Nella fase follicolare avviene l’ovulazione. Gli ormoni innescano cambiamenti nei follicoli ovarici fino a quando, alla fine, un ovocita maturo viene ovulato. I follicoli sono piccole sacche in cui si sviluppano gli ovociti nelle ovaie.

Nella fase luteale, invece, avviene la preparazione dell’endometrio e dell’organismo per la gravidanza. Il tuo organismo è molto ottimista e presume che l’ovocita sia stato fecondato. Dopo l’ovulazione, il follicolo che ha rilasciato l’ovocita diventa un corpo luteo. Il corpo luteo secerne estrogeni e progesterone. Sebbene gli estrogeni siano importanti, il progesterone può essere considerato l’ormone più importante durante la fase luteale. Il progesterone ha molti ruoli, tra cui:

  • Soppressione degli ormoni GnRH, FSH e LH: ormoni che stimolano le ovaie e provocano l’ovulazione. Si evita così un nuovo concepimento se si è già in stato di gravidanza
  • Preparazione dell’endometrio: il progesterone innesca la secrezione da parte dell’endometrio di proteine ​​speciali che nutriranno l’embrione
  • Prevenzione delle mestruazioni: il progesterone impedisce all’endometrio di sfaldarsi, per evitare un aborto spontaneo

Il progesterone fa aumentare anche la temperatura corporea. Se si misura la temperatura corporea basale, si noterà un leggero aumento della temperatura dopo l’ovulazione. Se rimani incinta, la temperatura rimarrà elevata oltre la normale durata della fase luteale. Se non rimani incinta, la temperatura inizierà a scendere appena prima del ciclo. Il calo dei livelli di progesterone riduce la temperatura corporea e induce l’inizio delle mestruazioni.

Il progesterone è anche responsabile dei sintomi della fase luteale che molte donne confondono per i primi sintomi della gravidanza.

 

Quanto tempo dura la fase luteale?

 

In media, la fase luteale dura tra i 12 e i 14 giorni. Tuttavia, la durata può variare tra gli 8 e i 16 giorni. Generalmente la lunghezza della fase luteale di una donna tende ad essere costante in ogni ciclo. Quindi, per esempio, una donna la cui fase luteale tende ad essere 12 giorni sarà sempre lunga da 11 a 13 giorni. Se la sua fase luteale supera i 13 giorni, questo potrebbe essere un segno precoce di un’eventuale gravidanza. Una fase luteale inferiore a 8 (o 10) giorni può indicare un potenziale problema di fertilità. Ma non necessariamente. Le donne che non riescono a ottenere una gravidanza o che sperimentano aborti ripetuti possono avere fasi luteale più brevi, tuttavia è anche possibile che una donna con una buona fertilità abbia una breve fase luteale.

Si può comprendere la lunghezza della fase luteale dalla misura della temperatura corporea basale. Se si nota una breve fase luteale, non c’è motivo di preoccuparsi subito. Finché non si hanno altri sintomi di infertilità, potrebbe essere normale. Tuttavia, se non rimani incinta dopo un anno di tentativi (o dopo sei mesi, se hai 35 anni o più), assicurati di consultare il tuo ginecologo.

 

Che cosa è un difetto della fase luteale?

 

Un difetto della fase luteale è caratterizzato da livelli bassi o inadeguati di progesterone durante la fase luteale e costituisce una possibile causa di infertilità e aborto spontaneo.
Tuttavia le opinioni sono discordanti sull’argomento. Diversi sono i motivi per cui la condizione non potrebbe essere considerata da sola come causa di infertilità:

  • Difficoltà nella diagnosi (la ricerca non ha trovato un modo definitivo per testare o confermare un difetto della fase luteale)
  • Esiti poco chiari (una breve fase luteale o un basso livello di progesterone non sempre causano infertilità o aborto spontaneo ripetuto)
  • Risultati incerti del trattamento (non è chiaro se i trattamenti proposti migliorino realmente la fertilità o possano prevenire l’aborto spontaneo)

Possibili sintomi o problemi associati a un difetto della fase luteale includono:

  • Perdite di sangue tra l’ovulazione e il ciclo successivo
  • Aborto spontaneo ripetuto
  • Ovulazione irregolare o anovulazione
  • Brevi cicli mestruali

Le possibili cause di un difetto della fase luteale includono:

  • Uno squilibrio della tiroide
  • Esercizio eccessivo
  • Disturbi alimentari, come l’anoressia
  • Età (più di 35 anni)
  • Obesità
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)
  • Endometriosi
  • Iperprolattinemia

Diagnosi di un difetto della fase luteale

 

Come accennato in precedenza, non esiste un metodo basato sulla ricerca per diagnosticare un difetto della fase luteale. Ogni metodo ha i suoi limiti. Detto questo, ecco alcuni metodi per determinare un difetto della fase luteale:

Grafico della temperatura corporea basale: la creazione di grafici può evidenziare una fase luteale troppo breve. Tuttavia, la ricerca ha rilevato che il giorno esatto dell’ovulazione non è sempre indicato con precisione su un grafico del genere. Questo significa che non è metodo preciso per calcolare la durata della fase luteale.

Misura dei livelli di progesterone: i livelli di progesterone possono essere misurati da sei a otto giorni dopo l’ovulazione. Tuttavia, quali livelli di progesterone dovrebbero essere considerati normali non è chiaro. Un altro potenziale problema è il tempismo. I livelli di progesterone raggiungono il picco circa una settimana dopo l’ovulazione; tuttavia, sapere esattamente in quale giorno si è verificata l’ovulazione non è semplice.

Biopsia endometriale: la biopsia endometriale permette di analizzare il tessuto endometriale durante la fase luteale e di valutare se le cellule siano nella corretta fase di crescita (in relazione alla fase del ciclo mestruale). Questa era un tempo considerato la pratica elettiva per la diagnosi di un difetto della fase luteale. Tuttavia, gli studi hanno mostrato risultati contrastanti: i casi di difetto della fase luteale non hanno necessariamente portato a infertilità.

 

Fase luteale e aborto spontaneo precoce

 

Un difetto della fase luteale può causare un aborto spontaneo precoce? Questa è una domanda complicata, a cui spesso viene data la rapida risposta: “dal momento che i difetti della fase luteale potrebbero non esistere, la risposta è no”. Tuttavia, la realtà è più complicata. Non ci sono prove sufficienti per affermare che un difetto della fase luteale (definito come una breve fase luteale o bassi livelli di progesterone) causi l’aborto spontaneo o l’infertilità. Per le donne che non hanno avuto aborti ripetuti, gli studi hanno trovato che la supplementazione di progesterone non riduce il rischio generale di aborto. Detto questo, studi recenti hanno rilevato che le donne che, invece,  hanno subito aborti ripetuti (due o più aborti spontanei di seguito) possono beneficiare della supplementazione di progesterone.

 

 Trattamento del difetto della fase luteale

 

Come menzionato sopra, non esiste ancora un trattamento efficace per il difetto della fase luteale. Detto questo, il medico può prendere in considerazione una delle seguenti soluzioni:

  • Trattare prima le condizioni sottostanti: se c’è uno squilibrio tiroideo, per esempio, trattalo per primo
  • Aumentare l’ovulazione con i farmaci per la fertilità: aumentando l’ovulazione, si possono formare corpi lutei più forti, portando a una fase luteale più sana.
  • Supplementazione di progesterone: è altamente controverso se i supplementi di progesterone possano migliorare la fertilità o ridurre l’aborto spontaneo precoce. Il progesterone può essere utile per le donne che hanno avuto tre o più aborti spontanei.
  • Iniezioni di hCG: basse dosi di hCG (un farmaco iniettabile per la fertilità) possono essere somministrate durante la fase luteale. Tuttavia, la supplementazione di progesterone è più comune, a causa dei minori effetti collaterali rispetto all’hCG.

 

L’endometrio e il suo ruolo nella fertilità

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L’endometrio è il rivestimento interno dell’utero. Ogni mese, l’endometrio si ispessisce e si rinnova, preparandosi a una eventuale gravidanza.

Se la gravidanza non si verifica, l’endometrio subisce un processo noto come mestruazione.

Se invece l’embrione si impianta nell’endometrio, ha luogo il concepimento.

Alcune condizioni che coinvolgono l’endometrio possono influire sulla fertilità:

  • Endometrio troppo sottile o troppo spesso
  • Difetto della fase luteale
  • Endometriosi
  • Polipi endometriali
  • Adenomiosi
  • Sindrome di Asherman (aderenze uterine)
  • Infezione virale
  • Tumore endometriale

 

Ciascuna di queste condizioni e il loro impatto sulla fertilità saranno discussi brevemente di seguito.

Come funziona l’endometrio 

L’utero è costituito da tre strati: il perimetrio (o sierosa), il miometrio e l’endometrio.

Il perimetrio è lo strato più esterno dell’utero. Secerne un liquido acquoso per prevenire l’attrito tra l’utero e gli organi vicini.

Il miometrio è lo strato uterino intermedio e dei tre è lo strato più spesso. E’ costituito da tessuto muscolare liscio e spesso. Durante la gravidanza, il miometrio si espande per accogliere il bambino in crescita. Durante il parto, le contrazioni del miometrio permettono il parto del bambino.

L’endometrio costituisce il rivestimento interno dell’utero. È un rivestimento mucoso e cambia di spessore durante tutto il ciclo mestruale. L’endometrio stesso è costituito da tre strati:

  • Lo strato basale (stratum basalis): è lo strato endometriale più profondo che si trova a contatto con il miometrio uterino. Non subisce sostanziali cambiamenti durante il ciclo. Si può considerare come la base da cui crescono gli strati mutevoli dell’endometrio.
  • Lo strato spugnoso (stratum spongiosum): è lo strato intermedio dell’endometrio. Questo strato subisce cambiamenti durante il ciclo mestruale.
  • Lo strato compatto (stratum compactum): è lo strato esterno dell’endometrio e anch’esso subisce cambiamenti. È più sottile e più compatto rispetto agli altri strati endometriali.

Gli strati spugnoso e compatto sono quelli che cambiano drasticamente durante il ciclo mestruale. Insieme, questi due strati sono noti come strato funzionale (stratum functionalis).

Lo strato funzionale dell’endometrio passa attraverso tre fasi principali in ogni ciclo:

  • Fase proliferativa: è il momento in cui l’endometrio si ispessisce, preparando l’utero per un eventuale embrione. Questa fase inizia il primo giorno delle mestruazioni e continua fino all’ovulazione. L’ormone estrogeno è vitale per la formazione di un endometrio sano. Se i livelli di estrogeni sono troppo bassi o troppo alti, ciò può portare a un endometrio troppo sottile o troppo spesso. Durante questo periodo l’endometrio incrementa anche la vascolarizzazione tramite arterie rette e a spirale. Queste arterie forniscono un flusso sanguigno essenziale all’endometrio.
  • Fase secretoria: è la tappa in cui l’endometrio inizia a secernere nutrienti e fluidi essenziali. In questa fase il progesterone è l’ormone essenziale. La fase secretoria inizia dopo l’ovulazione e continua fino alle mestruazioni. Le ghiandole dell’endometrio secernono proteine, lipidi e glicogeno necessari per nutrire l’embrione. Impediscono anche che l’endometrio degeneri. Se un embrione si impianta nella parete dell’endometrio, la placenta in via di sviluppo inizierà a secernere l’ormone chiamato gonadotropina corionica umana (hCG). Questo ormone agisce sul corpo luteo (quello che rimane del follicolo ovarico dopo che ha rilasciato un ovocita maturo), il quale agisce da ghiandola, in modo che continui a produrre progesterone, ormone che permette il mantenimento dell’endometrio.
  • Fase desquamativa o mestruale: se un embrione non si impianta nell’endometrio, il corpo luteo inizierà a degenerare, portando a una riduzione dei livelli di progesterone. Quando i livelli di progesterone si abbassano, le ghiandole dell’endometrio smetteranno di secernere i fluidi che ne permettono il sostegno. Inoltre, le arterie a spirale che stavano fornendo all’endometrio il flusso sanguigno cominciano a restringersi. Questo porta quindi allo sfaldamento dello strato funzionale dell’endometrio, che viene così espulso dall’utero attraverso le mestruazioni e il ciclo ricomincia.

 

Spessore 

Se stai ricevendo un trattamento di fertilità, il tuo ginecologo potrebbe riferirsi al tuo endometrio come troppo sottile o troppo spesso.

Lo spessore dell’endometrio è determinato tramite ecografia. Non c’è un chiaro consenso su ciò che è “troppo sottile” o “troppo spesso”. Ogni medico ha un’opinione leggermente diversa su questo argomento.

Quello che sappiamo è che avere un endometrio troppo sottile o spesso può ridurre le probabilità di successo della gravidanza. La ricerca ha scoperto che può influire negativamente sull’impianto dell’embrione o aumentare le probabilità di aborto spontaneo.

Un endometrio sottile può anche essere un segno di diminuzione della fertilità in generale. Una scarsa risposta ovarica è associata ad un endometrio sottile.Si sospetta inoltre che l’uso a lungo termine di pillole anticoncezionali causi temporaneamente un assottigliamento dell’endometrio.

 

Difetto della fase luteale

La fase luteale del ciclo mestruale inizia dopo l’ovulazione e segna l’inizio delle mestruazioni.

Un difetto della fase luteale è una potenziale causa di infertilità. Si verifica quando i livelli di progesterone non sono abbastanza alti o non sono sostenuti abbastanza a lungo da mantenere intatto l’endometrio per un eventuale impianto di un embrione. Attualmente, i difetti della fase luteale possono essere diagnosticati misurando i livelli di progesterone nel sangue. Se i livelli non sono abbastanza alti o non sono sostenuti abbastanza a lungo, questo potrebbe indicare un deficit della fase luteale.

Altri possibili segni di un difetto della fase luteale sono:

  • perdite di sangue dopo l’ovulazione, prima che inizi il ciclo mestruale
  • una breve fase luteale (meno di 12-14 giorni) in base al monitoraggio della temperatura corporea basale

Le donne che misurano la loro temperatura corporea basale potrebbero riconoscere questa alterazione prima che si rendano conto di avere un problema di fertilità.

 

Endometriosi 

L’endometriosi è una condizione in cui l’endometrio si sviluppa al di fuori della cavità uterina. È una causa comune di infertilità. Sebbene l’endometriosi sia principalmente definita dal tessuto endometriale che cresce in posti sbagliati, può anche influenzare l’ambiente uterino, l’endometrio stesso e l’ovulazione.

Gli studi sull’argomento sono controversi: alcune ricerche hanno riscontrato un impatto negativo sull’impianto di embrioni in donne con endometriosi, mentre altre non hanno ottenuto questo riscontro.

 

Polipi endometriali o uterini

Un polipo endometriale è un’escrescenza dovuta alla crescita eccessiva dell’endometrio. Di solito sono non-tumorali e benigni, ma non sempre.La presenza di un polipo endometriale può causare infertilità, ma non necessariamente.

Se stai provando a concepire senza successo, il tuo ginecologo potrebbe proporti la rimozione chirurgica del polipo e ciò potrebbe essere sufficiente a consentirti di concepire senza ulteriori trattamenti di fertilità.

 

Adenomiosi

L’adenomiosi si verifica quando l’endometrio cresce nel miometrio (lo strato muscolare dell’utero). Può causare cicli mestruali dolorosi. L’adenomiosi è talvolta chiamata “endometriosi uterina”. È più comune nelle donne nel periodo subito precedente la menopausa, ma può verificarsi anche nelle donne tra i 30 e i 40 anni.

Oltre ai trattamenti più invasivi, praticati maggiormente in passato ma non compatibili per le donne che vogliono ancora avere figli, ci sono altre opzioni:

  • Embolizzazione selettiva (che è mirata solo alla regione di adenomiosi e non all’intero endometrio)
  • Trattamenti ormonali con agonisti del GnRH (come il Lupron)
  • Una combinazione di trattamento ormonale e chirurgico

 

Sindrome di Asherman 

La sindrome di Asherman è caratterizzata dalla formazione di aderenze intrauterine. Si tratta di tessuto cicatrizzato che forma diversi strati all’interno dell’utero. Può essere causato da ripetuti raschiamenti, infezioni pelviche, taglio cesareo e altri interventi chirurgici all’utero. A volte, la sua causa è sconosciuta. La sindrome di Asherman può causare problemi di concepimento e aborti ripetuti. Può essere trattata durante un’isteroscopia, una procedura che consente sia la diagnosi che la rimozione del tessuto cicatriziale.

 

Infezione virale dell’endometrio 

Un’infezione virale dell’endometrio può causare infertilità e aborti ricorrenti. Sebbene sia un argomento ancora nelle prime fasi della ricerca, potrebbe spiegare alcuni casi di infertilità “inspiegabile”.

Alcune possibilità che la ricerca futura può indagare includono farmaci antivirali o trattamenti immunologici (intesi ad attenuare la risposta immunitaria naturale dell’organismo al virus, che potrebbe interferire con l’impianto dell’embrione o danneggiare l’embrione).

 

Tumore endometriale 

Provocando generalmente sanguinamento anormale, il tumore endometriale viene spesso diagnosticato rapidamente. La diagnosi precoce può consentire un trattamento che preservi la fertilità.

Meno del 5% dei tumori dell’endometrio si verifica nelle donne sotto i 40 anni, quindi non è un problema frequente nelle donne in età fertile. Il trattamento del tumore endometriale può causare infertilità, nel caso in cui sia necessario un trattamento aggressivo. La diagnosi precoce è essenziale. Inoltre, è importante comunicare al medico che vorresti continuare ad avere figli prima di discutere le opzioni di trattamento.

Ci sono modi per preservare la fertilità quando la diagnosi è precoce. Ad esempio, il trattamento ormonale (al posto del trattamento chirurgico) del tumore endometriale può preservare al meglio la fertilità.

Come affrontare emotivamente un trattamento di procreazione medicalmente assistita

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L’infertilità può comportare un terribile stress emotivo per le coppie. La delusione e il malumore possono andare avanti per anni e, quando una coppia inizia ad affrontare un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA), le riserve emotive possono essere molto basse. Decidere di tentare la fecondazione assistita è sicuramente un passo importante della vita, che può portare con sé un rinnovato senso di speranza, ma che può comunque essere un’esperienza intensa per tutte le persone coinvolte. Gestire lo stress e gli sbalzi emotivi del trattamento di fertilità non è facile, ma è possibile. Con la giusta cura di sé e il giusto supporto puoi affrontare al meglio questo percorso.

I rischi e lo stress della PMA: non sei sola

Quando si discute di qualcosa di personale ed emotivo come l’arrivo di un bambino nella propria famiglia, il classico approccio “pro e contro” nel prendere una decisione che cambia la vita può sembrare totalmente inadeguato. Tuttavia ci sono alcuni rischi che è necessario tenere in considerazione. Affrontare questa dualità non è facile. Sebbene le procedure della fecondazione assistita siano estremamente sicure, ci sono comunque diversi interrogativi che potrebbero sorgere. Dovrò lasciare il mio lavoro più tempo del previsto? Ho la possibilità di sostenere un tale investimento economico con un ritorno incerto, sebbene l’eventuale risultato sia inestimabile?  In una fase in cui avresti più bisogno di sostegno, le procedure del trattamento di PMA potrebbero mettere a dura prova anche le relazioni più forti, perché richiedono rigore e collaborazione. I familiari e gli amici potrebbero inavvertitamente fare commenti o dare suggerimenti insensibili o offensivi. Inoltre alcuni pazienti lottano con preoccupazioni morali o religiose sulla fecondazione in vitro e potrebbero affrontare lo stress e l’alienazione comportati dal fatto di nascondere questa importante fase della loro vita alla loro comunità.

Alcuni pazienti si sentono molto ansiosi all’inizio del ciclo di PMA. La paura di doversi auto-somministrare farmaci è comune. Assumere nuovi farmaci e sperimentare nuove procedure mediche non è facile e l’intero processo di trattamento di fertilità può sembrare invasivo. Infine, lo stress maggiore per la maggior parte dei pazienti è la paura che il ciclo fallisca. Sebbene un trattamento di PMA possa aumentare notevolmente le possibilità di ottenere una gravidanza, tuttavia non può garantirla al 100%. Non è raro che una donna compia più tentativi prima di rimanere incinta, con un notevole investito emotivo, fisico e finanziario: per cui la delusione di un ciclo infruttuoso può essere schiacciante.

Oltre a tutto questo, i pazienti possono essere molto duri con sé stessi per essersi stressati emotivamente in un momento in cui invece avrebbero dovuto essere felici, elettrizzati, eccitati e fiduciosi. Solo rendendosi conto che questa è un’esperienza comune ai pazienti che si sottopongono alla PMA ci si può sentire meno soli.

 
Come affrontare lo stress di un trattamento di PMA

Ci sono molti suggerimenti che potresti seguire per ridurre al minimo l’eventuale stress durante il trattamento. Potrebbero esserci giorni difficili, ma è possibile affrontare il ciclo di PMA sentendosi a proprio agio ed essendo speranzosi.

  • Scegli con cura il tuo team per il trattamento di PMA

L’esperienza nella PMA inizia molto prima della somministrazione della prima dose di farmaci o della prima procedura. Quando cerchi una clinica per la fertilità, inizia con alcune ricerche di base. Presta attenzione alle percentuali di successo. Quando avrai la tua prima visita, che nel nostro Centro CRIAGYN è completamente gratuita, fai attenzione a quanto ti senti a tuo agio con tutto il team. Una buona comunicazione è uno dei fattori più importanti: ti senti a tuo agio nel fare domande? Le risposte sono chiare e il team si prende il tempo necessario per assicurarsi di aver compreso le informazioni?

  • Informati

Sapere è potere. Apprendi quante più informazioni possibili sul processo di fecondazione assistita e sii pienamente informato. Sapere cosa aspettarsi in ogni fase può fare miracoli per la tua ansia. Poni al tuo team quante più domande possibili per alleviare dubbi o paure.

  • Calcola un preventivo dei vari trattamenti prima di iniziare il ciclo di PMA

Affrontare il lato finanziario dei trattamenti di PMA prima di iniziare è importante. Considera se hai la possibilità di sottoporti a un altro ciclo o trattamento se il primo non ha successo. Sarà molto più facile prendere una decisione sana e ponderata all’inizio piuttosto che in un momento in cui potresti avere a che fare con una grave delusione.

  • Anticipa le decisioni e preparati per il processo decisionale

Essere pronti ad affrontare decisioni difficili va oltre il lato finanziario. Anticipa i potenziali problemi che potrebbero presentarsi lungo il percorso e pensa a come affrontarli.

  • Se ne hai bisogno, ricorri a un supporto psicologico

Dedicare del tempo esclusivamente alla cura del lato emotivo può essere di grande utilità. Questo tipo di supporto esperto, completamente non giudicante, può aiutarti ad affrontare al meglio le emozioni, a sollevarti quando ti senti scoraggiato e a offrire la necessaria rassicurazione mentre affronti un trattamento di PMA. Se sarà necessario, la nostra psicologa clinica ti aiuterà nell’affrontare nel migliore dei modi questo percorso. La nostra prima consulenza è gratuita.

  • Metti in pratica le tecniche di gestione dello stress

Yoga, meditazione, tecniche di respirazione e massaggi sono tutti metodi molto efficaci per ridurre lo stress mentre si procede ai trattamenti di PMA. Un hobby coinvolgente può offrire una via di fuga dalla realtà e un utile svago. Dedicare del tempo alle proprie passioni e al divertimento è importantissimo.

  • Affidati agli amici e ai familiari per un supporto emotivo

Dai ai tuoi cari la possibilità di aiutarti ad affrontare questa esperienza. È importante per sentirti compreso e supportato dalle persone a te vicine.

  • Organizzati con il tuo partner

La comunicazione è vitale, così come il legame. Pianifica i momenti per parlare di PMA come i momenti in cui evitare di parlarne. Entrambi sono ugualmente importanti. La fecondazione assistita può sembrare onnipresente ed entrambi avrete bisogno di una pausa ogni tanto. D’altra parte, non mettere da parte del tempo per parlare di PMA può significare non affrontare questioni importanti. Dedicare del tempo alla coppia è un modo prezioso per rinsaldare il rapporto e le affinità, lontani dallo stress. Impegnatevi ad andare in un posto speciale, a sperimentare qualcosa di nuovo insieme e ad apprezzare l’un l’altro come individui.

  • Non complicarti la vita

La fecondazione in vitro può sembrare un altro lavoro a tempo pieno e con le sue esigenze emotive e fisiche è improbabile che ci sia energia da dedicare ad altri progetti. Non è il momento di impegnarsi in grandi imprese al lavoro o trovare un nuovo lavoro. Assicurati di organizzare prima il tempo libero o le modifiche al tuo programma di lavoro. Riuscire a liberarsi dal lavoro con breve preavviso per dirigersi in clinica può essere difficile. Evita questa fonte di stress pianificando in anticipo gli appuntamenti con il tuo datore di lavoro.

Potrebbe non essere possibile evitare tutto lo stress della tua esperienza di PMA, ma queste misure ti aiuteranno più di quanto tu possa immaginare. La cosa più importante da sapere è che non sei sola: i tuoi dilemmi, preoccupazioni e paure sono comuni, naturali e condivise dai pazienti che affrontano la PMA in tutto il mondo. Soprattutto, ricorda che tentare un trattamento di PMA è un atto coraggioso. Non importa se ci sarà qualche difficoltà, hai preso in carico la tua vita e i tuoi sogni. Sei riuscita a fare tutto ciò che è in tuo potere per avere un figlio. Questo è qualcosa di cui andare molto fieri.

I polipi cervicali possono causare infertilità?

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Quando si hanno difficoltà nel concepimento, ci si interroga principalmente sulle cause. Ci sono molte potenziali cause di infertilità, che vanno da quelle più semplici a quelle complesse, motivo per cui un processo diagnostico approfondito per uomini e donne riveste un ruolo fondamentale. Una causa relativamente comune di infertilità sono i polipi cervicali. La buona notizia è che, una volta scoperta, questa è una condizione facilmente curabile. Ecco cosa devi sapere sui polipi cervicali e sulla tua fertilità.

 

Cosa sono i polipi cervicali?

Un polipo cervicale è una piccola formazione neoplastica benigna che origina dall’epitelio della cervice uterina e può protrudere nella vagina. Questi polipi sono come delle estroflessioni, spesso a forma di bulbo carnoso con un sottile gambo (che contiene l’apporto di sangue). Queste escrescenze sono quasi sempre benigne (non cancerose) e sono in genere piuttosto piccole, essendo raramente più grandi di 1 o 2 cm. Sebbene i polipi cervicali non siano pericolosi, possono causare problemi soprattutto per le donne che stanno cercando di concepire. Esistono due tipi di polipi cervicali:

  • Ectocervicali. I polipi ectocervicali crescono sulla superficie esterna della cervice. Questo tipo di polipo è di solito riscontrato nelle donne in post-menopausa. I polipi ectocervicali sono generalmente più larghi e di forma più corta.
  • Endocervicali. I polipi endocervicali crescono dalle ghiandole del canale cervicale e tendono a manifestarsi nelle donne in età fertile. Questi polipi generalmente hanno un gambo più lungo.

Cosa causa i polipi cervicali?

Le cause dei polipi cervicali non sono ancora completamente comprese, ma sono spesso associate a cambiamenti ormonali: ad esempio, si verificano raramente nelle giovani donne prima del loro primo ciclo mestruale e sono più comuni nelle donne tra i 40 e i 50 anni che si stanno avvicinando menopausa. Sono anche più comuni nelle donne che hanno già affrontato altre gravidanze, ma possono capitare a chiunque. Alcune delle cause sospette di polipi cervicali includono:

  • Risposta anomala della cervice agli estrogeni, che può causare una crescita eccessiva del tessuto cervicale. Uno studio condotto nel 2011 ha studiato il collegamento tra polipi uterini (crescite che appaiono nell’utero, piuttosto che sulla cervice, ma molto simili) e gli estrogeni. I ricercatori hanno scoperto che un numero considerevole di donne con polipi presentavano anche sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una condizione correlata allo squilibrio ormonale. Hanno anche scoperto che l’indice di massa corporea (IMC o BMI) delle donne con polipi era significativamente più alto delle donne senza polipi. Le donne con più grasso corporeo producono livelli più elevati di estrogeni.
  • Infiammazione cronica. L’infiammazione è una risposta immunitaria naturale a infezioni o lesioni. Se l’infiammazione diventa cronica per qualsiasi motivo, può causare problemi. L’infiammazione cronica può causare alterazioni tissutali, potenzialmente comprendenti anche i polipi cervicali. L’infiammazione cronica può essere causata da diversi fattori, incluse le patologie autoimmuni e le malattie cardiache. Sappiamo che le donne con diabete (una malattia autoimmune) e ricorrenti infezioni da vaginite sono più inclini allo sviluppo di polipi: questo potrebbe indicare la connessione tra infiammazione cronica e polipi cervicali.
  • Ostruzione dei vasi sanguigni nella cervice. Solitamente associamo i vasi sanguigni ostruiti al cuore, possono accadere in qualsiasi parte del corpo. Un vaso sanguigno congestionato può causare infiammazione e cambiamenti nelle cellule cervicali che determinano la crescita di un polipo.

Quali sono i sintomi dei polipi cervicali e come vengono diagnosticati?

Molti polipi cervicali non causano alcun sintomo, mentre altri possono rendere nota la loro presenza causando diversi problemi spiacevoli.

  • Cicli mestruali irregolari o abbondanti.
  • Perdite vaginali tra un ciclo e l’altro o dopo i rapporti sessuali, che possono essere rosa, rosse o marroni.
  • Perdite vaginali maleodoranti, causate da un polipo infetto.

Per alcune donne, l’infertilità è l’unico sintomo dei polipi cervicali.

I polipi cervicali vengono solitamente scoperti e diagnosticati durante un esame pelvico, dove sono chiaramente visibili.

 

Come possono influire sulla fertilità i polipi cervicali?

La connessione tra polipi cervicali e infertilità a volte dipende da dove si trova esattamente il polipo. In alcuni casi i polipi possono bloccare l’apertura della cervice e rendere impossibile la fecondazione. In altri casi, il polipo può interferire con la produzione di muco cervicale. Durante l’ovulazione, il muco cervicale deve essere sottile e scivoloso per facilitare la risalita degli spermatozoi verso l’ovocita. Se il muco è spesso e appiccicoso può prevenire la fecondazione.

 

Quali sono i trattamenti per i polipi cervicali?

Il trattamento per i polipi cervicali è semplice e diretto. Nella maggior parte dei casi, non è molto più complicato di un pap test. Non ci sono i nervi nel polipo, quindi è improbabile che tu possa sentire dolore.

Usando delle piccole pinze, il medico afferra il polipo alla base, lo torce delicatamente e poi lo tira per rimuovere l’escrescenza. La maggior parte dei pazienti riferisce una sensazione di fastidio, ma non di dolore. Se il gambo del polipo rimane alla base, il medico provvede a grattarlo attentamente. Infine, si applica una piccola pasta chirurgica per fermare qualsiasi sanguinamento, prevenire infezioni e accelerarne la guarigione.

Potresti avere qualche piccola perdita dopo la rimozione, ma non c’è da preoccuparsi. Se i polipi fossero la causa della tua difficoltà a concepire, questa semplice procedura potrebbe essere sufficiente per ripristinare la tua fertilità. Sebbene oltre il 99% dei polipi sia benigno, il polipo rimosso verrà inviato al laboratorio per garantire che non vi siano cellule cancerose o precancerose presenti.

I polipi cervicali sono un ottimo esempio del perché sia così importante cercare aiuto quando si hanno problemi a rimanere incinta. Trovare un medico specializzato in fisiopatologia della riproduzione e infertilità di coppia e ottenere una buona diagnosi può far risparmiare anni di stress. Capire il problema è il primo passo per trovare una soluzione e, a volte, sia la diagnosi che il trattamento sono molto più semplici di quanto si possa immaginare.

E’ possibile avere un figlio con l’endometriosi?

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L’endometriosi è una delle cause più comuni d’infertilità femminile e colpisce fino al 10% delle donne in età fertile. Oltre al dolore cronico e al forte sanguinamento, l’endometriosi può anche minare la fertilità. Infatti circa la metà delle donne colpite da endometriosi deve far fronte a problemi di infertilità.

Ti è stata diagnosticata l’endometriosi e stai cercando di rimanere incinta? Avere una buona comprensione dell’endometriosi e delle sue complicanze è il primo passo intelligente da compiere. Questa breve guida ha come obiettivo proprio quello di informarti a riguardo, in modo che tu possa comprendere meglio l’argomento ed essere in grado di parlare con il tuo medico dei possibili prossimi passi.

Cos’è l’endometriosi?  

L’endometriosi è una condizione ginecologica in cui il tessuto endometriale (endometrio), che forma il rivestimento uterino, cresce in organi diversi dall’utero. Gli impianti endometriosici possono crescere ovunque nella cavità pelvica, compresi gli organi riproduttivi e intorno ad essi. Possono anche talvolta formarsi al di fuori della cavità pelvica, nell’intestino, nell’appendice e nel retto. Queste aree interessate da endometriosi, come il normale endometrio, sono regolate dai livelli plasmatici di estrogeni e di progesterone e sanguinano durante il ciclo mestruale, causando infiammazione, cicatrici e aderenze. I sintomi dell’endometriosi possono essere molto sgradevoli e includono:

  • Dolore pelvico
  • Dolore lombare
  • Mestruazioni abbondanti e irregolari
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Dolore e disagio durante i movimenti intestinali
  • Cisti ovariche
  • Infertilità

Una diagnosi di endometriosi può essere solitamente fornita con diverse metodiche, sia invasive che non. Talvolta è necessaria l’esecuzione di un’indagine esplorativa tramite una video laparoscopia, in cui le escrescenze possono essere individuate e classificate. La condizione è classificata in 4 fasi di progressione:

  • I – Minima
  • II – lieve
  • III – moderata
  • IV – severa

Le classificazioni si basano sulla posizione, sul numero, sulla dimensione e sulla profondità degli impianti endometriosici, se vi è tessuto cicatriziale e quanto estese sono le cicatrici. Lo stadio dell’endometriosi non è collegato all’intensità del dolore che una paziente sperimenta: una donna con stadio I o II può ad esempio avere un dolore lancinante mentre una con stadio IV può sperimentare pochissimi disturbi.

L’infertilità può presentarsi in qualsiasi fase, anche se sembra aumentare con la gravità della condizione. Se non trattata, l’endometriosi tende a peggiorare nel tempo con la crescita e la moltiplicazione degli endometriomi, ma questo varia ampiamente tra le pazienti.

Non esiste una cura per l’endometriosi, ma ci sono trattamenti disponibili per aiutare a gestire i sintomi.

In che modo l’endometriosi può influire sulla mia capacità di concepimento

L’endometriosi è una malattia complessa, le cui cause non sono ancora ben comprese. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che provoca molta sofferenza nelle donne che convivono con essa e che può avere un impatto grave sulla loro capacità di rimanere incinte. La ricerca sostiene che tra il 30% e il 50% delle donne con diagnosi di endometriosi lottano anche con l’infertilità. La probabilità di una donna con endometriosi non trattata di concepire ogni mese è solo del 2-10%, rispetto al 15% -20% della popolazione generale. Non è sempre facile scoprire la modalità con cui l’endometriosi stia causando infertilità per una paziente specifica, ma ci sono diversi modi con cui può complicare la concezione naturale:

  • Dolore: il dolore pelvico grave è uno dei sintomi più significativi dell’endometriosi e, purtroppo, la maggior parte dei trattamenti che aiutano a risolverlo sono incompatibili con la gravidanza. Pillole anticoncezionali, dispositivi intrauterini (spirali) e altri trattamenti ormonali sono spesso usati per rallentare la crescita degli impianti endometriosici e per ridurre il dolore. Se vuoi rimanere incinta, dovrai interrompere questi trattamenti, il che potrebbe portare al ritorno dei sintomi. Anche il dolore durante il rapporto sessuale è un sintomo comune e può peggiorare nel periodo di tempo in cui l’endometriosi non viene trattata, il che può rendere più difficile il concepimento naturale.
  • Aderenze e cicatrici: eventuali impianti endometriosici intorno agli organi riproduttivi possono influire sul loro funzionamento. Uno dei problemi di infertilità più comuni nelle donne con endometriosi è un’ostruzione di una o entrambe le tube di Falloppio, che possono interferire con l’ovulazione normale impendendo il concepimento.
  • Cisti ovariche e complicazioni: l’endometriosi può provocare la formazione di cosiddette “cisti cioccolato” (dal nome della loro particolare colorazione marrone scuro) o endometriomi sulle ovaie. Queste cisti possono interrompere l’ovulazione, bloccare il flusso sanguigno, impedire il trasporto regolare dell’ovocita dall’ovaio alle tube di Falloppio, influenzare la qualità degli ovociti o persino causare danni strutturali alle ovaie e ridurre la riserva ovarica. Ognuno di questi problemi può causare infertilità.
  • Impianti endometriosici che causano tossicità nell’ambiente pelvico (intraperitoneale): anche se non ci sono ostruzioni, aderenze o cisti che influenzano l’ovulazione, i casi relativamente lievi di endometriosi possono lo stesso causare infertilità inspiegabile. I ricercatori stanno studiando le eventuali cause e i primi risultati suggeriscono che la spiegazione potrebbe risiedere nei cambiamenti chimici che si verificano a causa della presenza di endometriosi. Un’ipotesi suggerisce che le cellule endometriali o una risposta immunitaria a quelle cellule possano produrre sostanze biochimiche come le prostaglandine che potrebbero rendere ostile l’ambiente intraperitoneale alla fecondazione e all’impianto dell’embrione.
  • Rimozione degli organi riproduttivi: in casi molto gravi di endometriosi, o se l’endometriosi causa cicatrici irreparabili e danni agli organi riproduttivi, una paziente può doversi sottoporre a un intervento chirurgico per rimuovere le ovaie e/o l’utero. Ciò ha ovvie conseguenze sulla fertilità. A seconda della tempistica di questo intervento chirurgico e di ciò che è stato rimosso, potrebbero comunque esserci delle soluzioni per avere un bambino, come il congelamento degli ovociti prima della procedura (preservazione della fertilità) o il ricorso a tecniche di fecondazione assistita eterologa, ossia l’utilizzo di ovociti di donatrici. 

 

Quali trattamenti possono aiutarmi a rimanere incinta con l’endometriosi?

Se hai intenzione di rimanere incinta o se ci stai provando da tempo senza successo, non attendere oltre prima di chiedere un aiuto medico. Per la maggior parte delle pazienti con endometriosi il tempo è un fattore importante. La condizione è progressiva e ci sono maggiori probabilità di rimanere incinta prima che la condizione si aggravi.

Qualsiasi consulto medico dovrebbe iniziare con un completo esame della fertilità. Ci sono una vasta gamma di test diagnostici di fertilità disponibili che possono far luce sull’eventuale causa che ti impedisce di rimanere incinta. L’esperto di fertilità può così elaborare un piano di trattamento specifico per il tuo caso.

La buona notizia è che esistono delle soluzioni per le donne che vogliono rimanere incinta nonostante siano affette da endometriosi. I farmaci, la chirurgia e i trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) hanno fatto la differenza per migliaia di pazienti che affrontano questa malattia debilitante e hanno permesso di realizzare il loro sogno di una gravidanza e di un parto.

  • Agonisti del GnRH prima del trattamento di infertilità: i farmaci agonisti del GnRH sono un trattamento per l’endometriosi in uso da molto tempo. GnRH sta per ormone di rilascio delle gonadotropine, un ormone naturale che controlla il ciclo mestruale. Gli agonisti del GnRH sono versioni modificate dello stesso ormone. Sopprimono la produzione di estrogeni da parte del nostro organismo, ormoni che effettivamente “nutrono” i focolai endometriosici; la soppressione di estrogeni impedisce loro di sanguinare e ne causa la riduzione. Non è possibile rimanere incinta durante l’assunzione di agonisti del GnRH, ma gli studi hanno dimostrato che un ciclo di trattamento con GnRH (in genere da 3 a 6 mesi) prima di sottoporsi a un trattamento di fertilità può migliorare significativamente le probabilità di successo di alcune pazienti.
  • Chirurgia: la chirurgia per rimuovere gli impianti, le lesioni e le cicatrici causate dall’endometriosi può essere un’altra opzione. È spesso possibile anche liberare una tuba di Falloppio ostruita. Alcuni studi riportano che il 30%-80% delle donne che si sottopongono a un intervento chirurgico di endometriosi alla fine rimane incinta. Tuttavia i risultati sono controversi. Le percentuali di successo sembrano essere direttamente legate alla gravità della malattia e all’età del paziente. In alcuni casi, l’intervento chirurgico potrebbe peggiorare la situazione provocando tessuto cicatriziale o diminuendo la riserva ovarica.
  • Trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) con stimolazione ovarica controllata (COH): le tecniche di I o II livello di PMA combinate con farmaci ormonali per la fertilità spesso sono la migliore opzione per le donne con endometriosi.  L’inseminazione intrauterina (IUI), nei casi di tube di Falloppio non ostruite, o le tecniche FIVET o ICSI, anche nei casi di tube ostruite, sono trattamenti estremamente efficaci per le pazienti con endometriosi e la prognosi è generalmente molto incoraggiante.

 

In che modo l’endometriosi può influire sulla gravidanza?

Sebbene la maggior parte delle pazienti con endometriosi abbia gravidanze sane, è necessario essere consapevoli che, secondo alcuni studi, l’endometriosi è un fattore di rischio per alcune complicazioni, tra cui:

  • Aborto Spontaneo
  • Alta pressione sanguigna (preeclampsia)
  • Sanguinamento dopo 24 settimane
  • Placenta bassa (placenta previa)
  • Parto cesareo
  • Nascita prematura

Sebbene questa lista possa sembrare intimidatoria, bisogna ricordare che la ricerca su questi argomenti è ancora nelle fasi iniziali. Nonostante siano state notate associazioni tra endometriosi e tali complicazioni, i collegamenti non sono ancora completamente compresi. La cosa migliore che puoi fare durante la gravidanza è assicurarti di ricevere una corretta assistenza prenatale. Ma non eccedere con le preoccupazioni: rimanere incinta e portare un bambino sano a termine è un risultato comune per le donne con endometriosi. L’endometriosi non può essere trattata durante la gravidanza, ma molte donne scoprono che rimanere incinta dà loro sollievo dai sintomi per la durata della gravidanza e spesso anche per un periodo considerevole dopo il parto. Vivere con l’endometriosi è difficile così come affrontare l’infertilità. Insieme con i sintomi fisici, la ricaduta emotiva di dover far fronte a tutto ciò che porta l’endometriosi può essere intensa. È quindi importante avere un forte sistema di supporto e un team in grado di comprendere la tua condizione. Soprattutto, dovresti sapere che non sei sola mentre percorri questa strada. Tante donne hanno superato questa condizione riuscendo ad avere un bambino. Con l’aiuto giusto, tutto è possibile.

Come prepararsi alla gravidanza

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Stile di vita e salute preconcezionale

Una delle prime domande che potresti farti quando decidi di mettere su famiglia è quali cambiamenti nello stile di vita dovresti adottare per avere maggiori possibilità di concepimento. Ci sono molti fattori che contribuiscono al concepimento naturale. Lo stile di vita è importante anche se ci sono fattori biologici al di fuori del tuo controllo come l’età, che può avere un impatto sulla fertilità, così come può influenzare il tempo necessario per il concepimento. Condurre uno stile di vita sano, unitamente alla comprensione del proprio ciclo mestruale e alla consultazione del proprio medico per una valutazione della fertilità, può aumentare le possibilità di gravidanza.

Valutazione della fertilità

Una volta che hai preso la decisione di iniziare una famiglia, visita il tuo medico per un controllo pre-gravidanza. Questo includerà esami del sangue come il gruppo sanguigno, il fattore Rh, la rosolia, la varicella, l’epatite B e l’epatite C, l’HIV, la sifilide e un esame emocromocitometrico completo. Il tuo medico può confermare che stai ovulando attraverso una combinazione di test, incluso un esame del sangue, che misura i tuoi livelli ormonali, e un esame ecografico. Assicurati di aver avuto un normale pap test e una visita senologica negli ultimi due anni. Se stai assumendo farmaci o sei a conoscenza di qualsiasi storia di malattie genetiche in famiglia, riferiscilo al tuo medico.

Comprendere il tuo ciclo mestruale

Il ciclo riproduttivo di una donna è controllato da meccanismi di feedback ormonale nell’ipotalamo e nella ghiandola pituitaria (ipofisi) del cervello. Il ciclo potrebbe diventare irregolare o cessare se l’equilibrio o la produzione ormonale sono alterati per qualche motivo.

La chiave per il concepimento è conoscere la tua finestra fertile. Il modo più semplice per capire il momento in cui stai ovulando è sottrarre 14 giorni dal numero di giorni totali di un tuo ciclo regolare. Ad esempio, se il periodo che va dall’inizio delle mestruazioni all’inizio delle prossime mestruazioni è di 28 giorni, è probabile che l’ovulazione avverrà intorno al giorno 14. Dovresti mirare ad avere rapporti sessuali circa 2 giorni prima dell’ovulazione e il giorno dell’ovulazione. Questo assicura che gli spermatozoi siano presenti nelle tube di Falloppio nel momento in cui l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio.

Stile di vita

 

Dieta

Persegui una dieta equilibrata. Gli alimenti ricchi di calcio, ferro e acido folico, come latticini, frutta, verdura, cereali, pane integrale, fagioli e lenticchie sono essenziali. Un multivitaminico generale può essere raccomandato e l’acido folico è essenziale sia per i tre mesi prima dell’inizio di una gravidanza sia durante la gravidanza per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Peso 

Un normale indice di massa corporea (IMC o BMI, calcolato attraverso la divisione del peso, espresso in kg, per il quadrato dell’altezza espressa in metri) compreso tra 20 e 30 è l’ideale per una donna che cerca di concepire. Essere nettamente in sovrappeso o sottopeso può creare irregolarità nell’ovulazione. Sia le donne che gli uomini possono migliorare drasticamente la fertilità riducendo il proprio peso almeno del 5%.

Esercizio 

Gli esercizi moderati come camminare, nuotare o andare in bicicletta contribuiscono tutti al benessere generale; l’esercizio fisico inoltre riduce il rischio di problemi durante la gravidanza e il parto. Un esercizio eccessivo, tuttavia, può ridurre la fertilità, quindi un allenamento moderato regolare per una media di 30 minuti, tre volte alla settimana, è quello consigliato.

Fumo

È stato dimostrato che il fumo può creare irregolarità nell’ovulazione, aumentando anche il rischio di aborto spontaneo e di parto prematuro. Alcuni studi suggeriscono che i bambini nati da fumatori possono essere a maggior rischio di sviluppare un tumore durante l’infanzia. Non c’è un quantitativo massimo di sigarette da fumare che sia privo di rischi. Se fumi, smetti! 

Alcool 

Limita l’assunzione di alcol. L’alcol può portare ad un minor peso alla nascita dei bambini e ha un effetto negativo sullo sviluppo del cervello del bambino. È noto che il consumo di alcol negli uomini influisce sulla produzione di spermatozoi, mentre gli studi indicano che il consumo eccessivo di alcol da parte delle donne durante la gravidanza può avere un effetto permanente sullo sviluppo fetale. Al momento non è stato concordato un livello sicuro di consumo di alcol durante la gravidanza.

Caffeina

Riduci al minimo l’assunzione di caffeina (caffè, cioccolato, cola). L’assunzione elevata di caffeina è stata collegata a un lieve aumento del rischio di aborto e basso peso alla nascita. Prima del concepimento si raccomanda che sia gli uomini che le donne assumano meno di 200 mg di caffeina al giorno.

Farmaci psicotropi 

Questi farmaci possono influenzare la qualità degli spermatozoi, causare un’ampia varietà di problemi durante la gravidanza e colpire i neonati. Dovrebbero essere evitati farmaci psicotropi di qualsiasi tipo.

Stress 

Sebbene sia più facile a dirsi che a farsi, ridurre lo stress nella tua vita può essere di grande aiuto. Bassi livelli di stress probabilmente hanno un impatto minimo sulla fertilità; al contrario alti livelli di stress per lunghi periodi di tempo possono essere malsani e potrebbe essere meglio chiedere consiglio al proprio medico curante.

Suggerimenti per ridurre lo stress: meditare, mangiare bene e mantenere un regolare esercizio fisico.

E soprattutto,

goditi la vita!

 

 

Avere un figlio con la sindrome dell’ovaio policistico. E’ possibile?

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) colpisce molte donne italiane, quindi ecco cosa bisogna sapere se si sta cercando di avere un figlio.

A causa dell’assenza di un ciclo mestruale regolare, non è raro che le donne affette da PCOS trovino difficile concepire naturalmente o che impieghi più tempo a farlo. L’infertilità indotta da PCOS può essere spesso invertita attraverso farmaci orali, iniettabili e in casi più difficili, attraverso la procreazione medicalmente assistita (PMA). La PCOS è una condizione ormonale complessa che colpisce fino a una donna su cinque in età fertile, dove si possono avere alti livelli di insulina e/o ormoni di tipo maschile chiamati androgeni. In alcune donne la PCOS è una condizione familiare e può essere aggravata dal sovrappeso. La PCOS è una tra le condizioni ormonali più comuni che colpisce le donne in età fertile. Tuttavia, in non tutte le donne si manifestano gli stessi sintomi.

Tra i sintomi più comuni troviamo:

  • Cicli mestruali irregolari (i cicli possono essere più brevi o talvolta più frequenti)
  • Amenorrea (assenza di ciclo mestruale)
  • Cambiamenti dell’umore (inclusi ansia e depressione)
  • Peli in eccesso sul viso, sulla pancia o sulla schiena
  • Perdita di capelli
  • Acne
  • Obesità

 

Rimanere incinta con la PCOS

Per le donne con la PCOS, il concetto di mettere su famiglia può sembrare una sfida. Molte donne con la PCOS lottano per concepire in modo naturale – o subiscono un ritardo significativo nel concepimento – a causa dell’assenza di un ciclo mestruale affidabile e tracciabile come conseguenza di una riduzione dell’ovulazione, motivo per cui vedere uno specialista nella fase iniziale del proprio viaggio della fertilità è fondamentale.

L’infertilità per chi ha la PCOS può essere generalmente superata. Ad esempio, gli specialisti possono stimolare l’ovulazione con i giusti farmaci.

Spesso il primo passo è un semplice controllo dell’ovulazione che in alcuni casi può includere un esame del sangue eseguito durante la seconda metà del ciclo di una donna, che indicherà se si sta verificando l’ovulazione. Se l’ovulazione è irregolare o inesistente può essere prescritto un farmaco che induce l’ovulazione, oppure il medico può scegliere di utilizzare un farmaco iniettabile strettamente monitorato o, nei casi più difficili, la fecondazione in vitro.

Pensa ai lati positivi 

Le probabilità di rimanere incinta naturalmente (e rapidamente) possono essere inferiori per le donne con PCOS, ma la loro fertilità non è compromessa per tutta la vita. In effetti, le donne che soffrono di sintomi della PCOS durante i loro anni più giovani possono sperimentare un miglioramento – o addirittura la remissione – della condizione man mano che invecchiano. Per un trattamento personalizzato, per un supporto e per saperne di più sulla tua fertilità, prendi un appuntamento con uno specialista della riproduzione umana.