Valori dell’HCG – 10 cose da sapere sull’ormone della gravidanza

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Valori dell’ormone HCG: ammettiamolo, per chi non è del settore può essere un argomento difficile da capire. L’HCG è l’ormone della gravidanza. Potresti aver fatto un test di gravidanza casalingo ottenendo un risultato positivo e successivamente un esame del sangue per i livelli dell’HCG. Da qui inizia la confusione. I valori di HCG stanno crescendo correttamente? Un valore alto significa due gemelli? Un valore basso significa aborto? Meglio evitare calcolatori online ingannevoli e spiegazioni vaghe da parte degli amici.

Ecco le 10 cose fondamentali che dovresti sapere sui tuoi valori di HCG.

  1. Sei incinta? La conferma è nel sangue

HCG è l’abbreviazione di gonadotropina corionica umana. È un ormone prodotto dalla tua placenta dopo il concepimento. La maggior parte dei test di gravidanza casalinghi acquisisce una lettura positiva per l’HCG 11 o 12 giorni dopo che l’embrione è arrivato nell’utero. Ma un esame del sangue può rilevarlo prima.

  1. Ogni quanto il valore raddoppia?

I livelli di HCG generalmente raddoppiano ogni 48-72 ore, fino a circa 6.000 mUI/ml. Tuttavia non ossessionarti: non è una scienza esatta.

  1. Considera i valori crescenti, non quelli bassi

Un basso valore iniziale di HCG non significa che sia tutto finito. Generalmente, i pazienti che si rivolgono a trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA), che hanno l’esclusiva di sapere esattamente quando si è verificato il concepimento, sono quelli che possono commettere più errori di valutazione. Infatti spesso effettuano un test di gravidanza precocemente, trovando un valore basso. Ma ciò che conta veramente è come aumentano i valori di HCG. L’85% delle gravidanze vitali sono caratterizzate da valori di HCG che raddoppiano come dovrebbero.

  1. Pianifica la tua ecografia

Il modo migliore per verificare la gravidanza è di sottoporsi a un’ecografia. Tra la sesta e la settima settimana i livelli di HCG dovrebbero essere almeno di 2000 mUI/ml o più alti. Questo è il periodo in cui si può vedere e sentire un battito cardiaco fetale con l’ecografia. Dare troppo peso ai soli valori di HCG potrebbe creare ansie inutili, pianifica la tua ecografia.

  1. Valori bassi o alti? Potrebbe non avere importanza

Parlare di valori “bassi” o “alti”, come detto, non ha un’importanza assoluta. Ma, in generale, livelli molto bassi potrebbero suggerire un embrione non evolutivo, una gravidanza ectopica o un aborto spontaneo. Valori molto alti possono indicare invece una gravidanza molare o, più probabilmente, gravidanze multiple.

  1. Attenzione ai farmaci per l’induzione dell’ovulazione

Se hai avuto un trattamento di fecondazione in vitro con i tuoi stessi ovociti, non eseguire il test in anticipo. L’HCG esogeno somministrato per indurre l’ovulazione (ad es. Ovitrelle o Pregnyl) può rimanere nel sangue per giorni. Potrebbe risultarne un falso positivo.

  1. Un aumento repentino dei valori è la migliore situazione

Anche se i tuoi livelli di HCG aumentano del 50% o del 60% nei primi giorni non è detto che sia qualcosa di negativo. Se i tuoi valori di HCG aumentano rapidamente c’è motivo di essere particolarmente ottimisti.

  1. Calcolatore di HCG? Usare coscientemente

Evita i calcolatori dei valori di HCG online. La maggior parte sono inaccurati. Nessuno di essi può fornirti la cura e l’attenzione personale che un medico può darti. Alcuni calcolatori eseguono solo un calcolo del raddoppio, indipendentemente da quale periodo della gravidanza ti trovi. I livelli di HCG possono anche rallentare. Il calcolatore di HCG che hai trovato su Google lo tiene in considerazione? Probabilmente no.

  1. Attenzione alle gravidanze ectopiche

I valori di HCG possono evidenziare una gravidanza ectopica. Agisci velocemente se i tuoi livelli suggeriscono che potresti avere un’ectopica. 1 su 100 gravidanze sono ectopiche. Se i livelli di HCG stanno diminuendo, la gravidanza potrebbe essere conclusa. Potrebbe anche significare una gravidanza ectopica auto-risolvente. Se le HCG aumentano meno del 66% ogni 48 ore, potrebbe  trattarsi di una gravidanza ectopica, ma non è una certezza. Alcune gravidanze ectopiche sono caratterizzate da normali livelli di HCG all’inizio per poi diminuire.

  1. Normale non significa nulla.

Ricorda questa importante regola: non esistono dei valori di HCG “normali”. Assicurati che il tuo medico ti segua da vicino dal momento in cui ottieni un risultato positivo: fidati di un essere umano qualificato dal punto di vista medico, non di internet.

 

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Gravidanza ectopica – i 10 fattori di rischio più diffusi

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Per gravidanza ectopica o extrauterina si intende una gravidanza iniziata nel posto sbagliato. Quasi tutte le gravidanze ectopiche si verificano in una delle tube di Falloppio. Molto più raramente, nell’addome, nell’ovaio o nella cervice uterina.

Una gravidanza al di fuori dell’utero non può giungere a termine. Inoltre, può essere pericoloso per la vita della gestante se non viene trattato rapidamente. E’ un fenomeno abbastanza frequente: circa 1 gravidanza su 100 è ectopica. Il 30% di esse si verifica senza una causa apparente. Per il restante 70% ecco i 10 fattori di rischio più diffusi.

  1. Precedente intervento chirurgico

Se in passato hai avuto un intervento chirurgico alle tube di Falloppio, questo può aumentare il rischio ectopico. Così come possono aumentarlo altre forme di chirurgia addominale, come un parto cesareo, l’inversione di un trattamento di sterilizzazione o l’appendicite.

  1. Problemi strutturali

Avere problemi strutturali con le tube di Falloppio (ad esempio una tuba di forma insolita) può causare difficoltà. Se le tue tube sono danneggiate, possono diventare infiammate, cicatrizzate o più strette e tutto ciò rende più difficile l’eventuale passaggio di un ovulo fecondato verso l’utero. In questo modo aumenta il rischio che l’ovulo si impianti dove non dovrebbe.

  1. Fumare

Anche il fumo aumenta il rischio di gravidanza ectopica. La ricerca rivela che il fumo aumenta i livelli di una proteina chiamata PROKR1 nelle tube di Falloppio, che provoca una disfunzione delle stesse. Ciò aumenta la possibilità che l’ovulo si impianti all’interno di una tuba. Questa costituisce una delle principali ragioni per cui è meglio evitare di fumare prima e durante la gravidanza.

  1. Precedente gravidanza ectopica

Chi ha già subito una gravidanza extrauterina in passato è più a rischio di svilupparne un’altra in futuro. Ciò non significa che si avrà sicuramente una gravidanza ectopica, ma il rischio è più alto rispetto alla popolazione generale.

  1. L’età

Essere più anziani – per alcuni studi oltre i 35 anni, per altri oltre i 40 – sembra aumentare il rischio di una gravidanza ectopica. Dal momento che sempre più donne hanno figli in età avanzata, è un altro fattore di rischio da tenere in considerazione.

  1. Malattia infiammatoria pelvica (PID)

La malattia infiammatoria pelvica (PID) è spesso causata da infezioni trasmesse sessualmente come la clamidia o la gonorrea. Questa patologia può influenzare le tube di Falloppio. A volte non si scopre di avere la PID fino a quando non si inizia a cercare di avere un bambino. La PID diminuisce la capacità delle ciglia sul rivestimento delle tube di trasportare l’ovulo verso l’utero per permettere l’impianto. Inoltre la PID può causare cicatrizzazioni all’interno delle tube, altro fattore limitante al trasporto di ovuli.

  1. Endometriosi

L’endometriosi causa la crescita del tessuto endometriale e delle cellule dell’utero in altre aree del bacino. Questo tessuto è responsabile anche delle mestruazioni, che provocano la formazione di cicatrici e aderenze. Le tube di Falloppio sono comunemente colpite dall’endometriosi. Le cicatrici possono causare danni, torsioni o possono danneggiare altri organi. Tutto ciò rende più difficile il passaggio di un eventuale ovulo fecondato, aumentando il rischio di una gravidanza ectopica.

  1. Spirale intrauterina e minipillola.

Due forme di contraccettivo sono legate a maggiori rischi ectopici: la spirale intrauterina (IUD) e la pillola anticoncezionale progestinica (o minipillola). Ma bisogna tener presente che le probabilità di rimanere incinta durante l’uso di questi contraccettivi sono comunque basse.

  1. Legatura delle tube

Questo fattore di rischio non è forse così sorprendente. La legatura delle tube può aumentare la probabilità di una gravidanza extrauterina. Esistono anche procedure chirurgiche opposte di inversione della legatura tubarica che permette ad oltre la metà delle donne che vi si sottopone di  rimanere incinta. Tuttavia, in questo caso, l’intervento chirurgico può danneggiare le tube aumentando, anche in questo caso, la probabilità di una gravidanza ectopica.

  1. Trattamenti di fertilità e farmaci.

Un trattamento di fecondazione in vitro è spesso utilizzato anche in caso di problemi tubarici, in quanto permette di bypassare le tube di Falloppio. Tuttavia potrebbe anche aumentare leggermente il rischio di una gravidanza extrauterina. Se l’embrione ottenuto da un trattamento di fecondazione in vitro viene trasferito in un punto troppo alto dell’utero c’è una maggiore possibilità che possa impiantarsi in una zona non corretta. Ecco perché è importante rivolgersi a ginecologi esperti in trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) che sappiano eseguire in maniera perfetta il trasferimento di embrioni.

Anche l’assunzione di farmaci per la fertilità utilizzati per l’induzione dell’ovulazione potrebbero aumentare il rischio di gravidanza ectopica. Tuttavia gli studi sulla relazione tra farmaci per la fertilità e la gravidanza ectopica sono ancora in corso.

In sintesi, nonostante questi 10 fattori di rischio siano i più diffusi, è importante tener presente che sono solo dei potenziali rischi. Ciò non significa che in presenza di uno di questi fattori avrai con certezza una gravidanza ectopica – tuttavia le probabilità potrebbero essere leggermente superiori a quelle della popolazione generale. Quindi sii consapevole dei rischi, ma non farti prendere dal panico.

Dormire bene può migliorare la tua fertilità

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La donna contemporanea, a causa degli impegni lavorativi e casalinghi, spesso non ha un rapporto sano con il sonno. Quando il corpo di una donna viene privato del riposo, può subire aumento di peso, disturbi dell’umore e aumento dei livelli di stress. Dormire regolarmente rispettando il ritmo circadiano può migliorare la fertilità di una donna. Alcuni gesti semplici come spegnere computer, cellulari e TV almeno un’ora prima di andare a dormire potrebbero aiutarti a dormire meglio.

 

Dormire migliora il tuo livello di fertilità

Le donne nel periodo di massima fertilità (25-35 anni) hanno bisogno di 7-9 ore di sonno ogni notte durante una settimana lavorativa. La National Sleep Foundation ha scoperto attraverso studi che il sonno ha una potente influenza sul sistema ormonale riproduttivo di una donna.

 

Privazione del sonno: BMI – umore – stress

La privazione del sonno influisce negativamente sul tuo indice di massa corporea, sul tuo umore e sul tuo livello di stress. I livelli di ormone follicolo stimolante (FSH), che dovrebbero essere al loro massimo livello appena prima dell’ovulazione, sono direttamente influenzati dalla mancanza di sonno

 

Diamo uno sguardo a:

  • Sonno e BMI
  • Sonno e umore
  • Sonno e stress

Le donne con una media di 7-9 ore di sonno ogni notte hanno un livello di FSH maggiore del 20% rispetto a quelle che dormono meno di 6 ore – indipendentemente dall’età, dal BMI, dall’umore o dal livello di stress.

E’ dunque evidente che aumentare la quantità e la qualità del sonno migliora il livello di fertilità naturale.

  • Migliora il tuo indice di massa corporea
  • Migliora il tuo umore
  • Diminuisci il tuo livello di stress

Sonno e BMI

L’indice di massa corporea (BMI) di un adulto è compreso tra 18,5 e 24,9.

Le donne che non dormono abbastanza:

  • Aumentano di peso
  • Fanno scelte alimentari meno salutari
  • Mangiano cibi più ricchi di grassi
  • Mangiano cibi a basso contenuto proteico

Nel corso di cinque anni, le donne possono ottenere 2,1 punti di BMI per ogni ora di sonno persa. Perché questo è importante? Un aumento di peso, anche se lieve, può allontanare una donna dal suo BMI sano.

Il sonno è un importante moderatore della funzione neuroendocrina e del metabolismo del glucosio. La perdita di sonno porta ad alterazioni metaboliche ed endocrine.

Sonno e umore

La quantità e qualità del sonno notturno è direttamente collegata al tuo umore quando ti svegli. L’insonnia cronica aumenta il rischio di sviluppare un disturbo dell’umore – specialmente depressione e/o ansia.

I disturbi dell’umore correlati al sonno possono essere corretti da vari metodi:

  • Migliori abitudini di sonno
  • Interventi comportamentali
  • Valutazioni del sonno
  • Valutazioni del disturbo dell’umore

Ogni donna si rende conto di essere più vulnerabile a certe emozioni dopo una notte insonne: più irritabile, irascibile, stressata. È abbastanza comune rendersi conto che, se si dorme bene, l’umore si stabilizza per tutto il giorno successivo.

Uno studio condotto ad Harvard sul sonno conferma che la privazione del sonno ha un significativo effetto negativo sull’umore. Ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno scoperto che limitare il sonno a 4,5 ore a notte per una settimana provoca:

  • Stress
  • Rabbia
  • Tristezza
  • Esaurimento mentale

E non è tutto. Le variazioni di umore aumentano:

  • Ansia
  • Agitazione
  • Eccitazione

Questi effetti fanno sì che addormentarsi e riposare correttamente sia ancora più difficile.

Sonno e stress

Lo stress ci mantiene vigili ed energici. Sebbene lo stress sia una forza innata che ci aiuta a rispondere al meglio alle nostre attività quotidiane, troppa tensione e ansia possono causare la privazione del sonno. Lo stress è una risposta naturale alla vita quotidiana.

Troppo stress causa:

  • Privazione del sonno
  • Depressione
  • Tensione
  • Ansia
  • Mancanza di concentrazione
  • Apatia
  • Errori involontari

È necessario gestire lo stress per migliorare la salute riproduttiva e il benessere generale. La quantità di stress che una donna prova durante il trattamento di fecondazione assistita può essere determinante per il successo o il fallimento della gravidanza.

Non è tutto. La ricerca ha dimostrato che lo stress può ridurre le possibilità di concepire attraverso la fecondazione in vitro. Lo stress è stato collegato alla capacità di un ovocita di essere fecondato e alla capacità di un embrione di impiantarsi nel rivestimento uterino di una donna. Gli studi hanno dimostrato che le donne sottoposte a fecondazione in vitro con ansia avevano meno ovociti recuperati e meno embrioni si impiantavano con successo. Ridurre i livelli di stress può contribuire ad aumentare le probabilità di successo del ciclo di fecondazione in vitro.

Migliorare la fertilità dormendo bene

Alcuni semplici approcci possono aiutarti a dormire bene. Queste misure ti aiuteranno a rilassarti e a dormire.

  • Assicurarti di avere un ambiente confortevole per dormire
  • Ottieni un equilibrio tra nutrizione ed esercizio fisico

Attua un programma di sonno rigoroso e attieniti ad esso. Il corpo umano prospera sulla routine. Seguire un programma regolare di sonno/veglia aiuterà il tuo corpo a regolare il suo orologio interno. Mantieni il tuo programma di sonno coerente nei fine settimana e nei giorni festivi.

  • Mantieni un normale programma sonno-veglia
  • Evita caffeina, alcol, nicotina – questi interferiscono con il sonno
  • Rendi confortevole l’ambiente in cui dormi
  • Stabilisci una routine pre-sonno calmante – evita notizie o intrattenimento
  • Vai a dormire quando sei stanco – non guardare l’orologio e non procrastinare il riposo
  • Limita la tua esposizione alla luce la sera – spegni la TV, i computer, i cellulari
  • Limita il cibo e le bevande prima di andare a letto – lascia riposare lo stomaco
  • Esercitati regolarmente – almeno 30 minuti al giorno – ma non prima di andare a dormire

Dieta mediterranea: può influenzare i risultati dei trattamenti di fecondazione assistita?

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Il buon senso suggerirebbe che la salute di entrambi i partner prima del concepimento giochi un ruolo importante nel risultato di eventuali trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA). Sappiamo tutti che uno stile di vita sano e una buona alimentazione influenzano la qualità degli ovociti e degli spermatozoi nel periodo preconcezionale, aumentando quindi le possibilità di una gravidanza.

 

Che cos’è la dieta mediterranea?

 

La dieta mediterranea è uno stile alimentare che prevede un largo consumo di frutta fresca e secca, verdura, pesce e cereali integrali e povero, invece, di carni rosse, latticini, alcolici e alimenti lavorati come torte e salse tipo maionese.

Nel 2010 uno studio olandese ha dimostrato che le coppie che seguivano la dieta mediterranea e che si sottoponevano a trattamenti di PMA avevano un incremento sostanzioso delle possibilità di portare a termine una gravidanza rispetto alle altre coppie con diverse abitudini alimentari.

 

I benefici della dieta mediterranea

 

Gli alimenti a maggior contenuto di acidi grassi omega-3 sono i pesci grassi come il salmone, lo sgombro e le sardine ma anche la frutta secca, come noci e mandorle. Gli omega-3 servono come precursori di diverse prostaglandine (PG) che sono importanti nel ciclo mestruale, nella crescita e nello sviluppo degli ovociti e nell’inizio dell’ovulazione. Le PG sono implicate anche nella fecondazione.

 

La vitamina D sembra avere un impatto sugli esiti della fecondazione in vitro aumentando i livelli di progesterone ed estrogeni, regolando i cicli mestruali in modo da migliorare le possibilità di concepimento. Le maggiori fonti di vitamina D sono i pesci grassi e le uova.

 

Per quanto riguarda gli uomini, la vitamina D porta anche benefici alla qualità degli spermatozoi e al loro numero. Inoltre, aumenta i livelli di testosterone, incrementando la libido.

 

I livelli ottimali di vitamina D sono considerati pari o superiori a 75 nmol/l. Il dosaggio raccomandato per l’infertilità dipende dai livelli ematici. Se c’è un forte deficit, è difficile ottenere una quantità sufficiente di vitamina D unicamente dalla dieta e gli integratori sono altamente raccomandati.

 

Gli omega-3 e la vitamina D provenienti dagli integratori hanno gli stessi effetti benefici di quelli assunti dalla dieta?

 

La risposta è che non lo sappiamo ancora. Vitamine e minerali vengono assorbiti più efficacemente dalle fonti alimentari. Ci sono altri cofattori nel cibo che aumentano l’attivazione di vitamine e nutrienti nel corpo. Tuttavia, sia gli integratori di omega 3 che quelli di vitamina D hanno basse probabilità di effetti collaterali e sono sicuri prima, durante e dopo la gravidanza (fase di allattamento).

Un altro probabile beneficio della dieta mediterranea alla fertilità è il suo elevato contenuto in vitamine. La vitamina B6 e B12, così come l’acido folico, sono necessari per ridurre i livelli di omocisteina, un amminoacido presente in natura nel plasma sanguigno. Livelli elevati di omocisteina sono associati a esiti riproduttivi e gravidici sfavorevoli. Questo è il motivo per cui un’adeguata assunzione di acido folico, vitamina B6 e B12 è raccomandata per le donne che stanno cercando di concepire sia spontaneamente che tramite fecondazione assistita.

 

Come si traduce tutto questo per chi si deve sottoporre a trattamenti di fecondazione assistita?

Seguire una dieta mediterranea può aumentare le probabilità di ottenere una gravidanza attraverso la fecondazione in vitro. Gli acidi grassi omega-3 e la vitamina D svolgono un ruolo importante anche se sono ancora necessarie ulteriori ricerche per confermare questo legame.

Attualmente non ci sono linee guida specifiche sulle quantità ottimali di determinati alimenti della dieta mediterranea per mettere a punto raccomandazioni di routine. In generale i pazienti che si sottopongono a trattamenti di PMA possono beneficiare di una valutazione nutrizionale da parte di un nutrizionista che può modificare le proprie abitudini alimentari e sviluppare un piano alimentare.

Cosa può dirti la fertilità sulla tua salute generale?

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Non importa se tu voglia o meno essere genitore, la fertilità è un importante indicatore della tua salute generale. La valutazione ormonale, del ciclo mestruale e degli organi riproduttivi possono aiutarti a capire il tuo corpo e il tuo benessere generale.

Quando inizi ad informarti sulla fertilità, probabilmente sentirai parlare spesso dell’FSH. L’FSH sta per ormone follicolo-stimolante, ed è responsabile della crescita dei follicoli ovarici (le strutture cellulari che ospitano gli ovociti). Questi follicoli producono sia estrogeni che progesterone (insieme ad altri ormoni) nelle ovaie, regolando il ciclo mestruale. Controllare i tuoi livelli di FSH (attraverso un prelievo di sangue) ti fornirà informazioni sulla tua fertilità e sul funzionamento della ghiandola pituitaria (ipofisi).

Situata alla base del cervello, la ghiandola pituitaria controlla le funzioni di altre ghiandole e produce ormoni che influenzano la crescita. Proprio per questa funzione di controllo è anche definita “ghiandola maestra“. I tuoi livelli di FSH danno a te e ai tuoi medici informazioni su eventuali disturbi dell’ipofisi o squilibri ormonali. Diversi sono i fattori che possono avere un impatto sui tuoi ormoni, come ad esempio lo stress ed essere gravemente sottopeso. Se riscontri vampate di calore, sudorazioni notturne, sbalzi d’umore estremi o difficoltà a dormire durante la notte, potresti riscontrare uno squilibrio ormonale, come i cambiamenti nei livelli di progesterone e quelli di LH, ossitocina, testosterone, cortisolo, leptina, estrogeni e ormoni tiroidei.

Anche la tiroide può avere un impatto sulla tua fertilità e sulla tua salute generale. La tiroide è implicata in quasi tutti i processi metabolici del corpo. I disturbi della tiroide possono essere diversi e vanno da una ghiandola ingrossata che non ha bisogno di cure al cancro. Alti livelli dell’ormone tiroideo T4 provocano l’ipertiroidismo. Sul rovescio della medaglia, l’ipotiroidismo si verifica quando ci sono bassi livelli di T4. L’ipotiroidismo può presentarsi con un’ampia varietà di sintomi, alcuni dei quali assomigliano anche ai primi sintomi di gravidanza. Questi sintomi includono affaticamento, debolezza, aumento di peso o difficoltà a perdere peso, perdita di capelli, stitichezza, perdita di memoria e persino irritabilità. Con l’ipotiroidismo, si potrebbe anche notare un ciclo mestruale irregolare e senza ovulazione – un evento noto come un ciclo anovulatorio. Durante un ciclo anovulatorio, potrebbero esserci livelli insufficienti di progesterone, che causano una mestruazione abbondante ma senza una vera e propria ovulazione.

Anche irregolarità o cambiamenti nel ciclo mestruale possono indicare problemi di salute. Prestare attenzione a questi cambiamenti può indurti a individuare qualcosa di potenzialmente anomalo. Il tuo ciclo potrebbe non essere di 30 giorni (o 28 giorni). Se inizi a notare che le mestruazioni arrivano in giorni inattesi (o non arrivano affatto), ciò potrebbe essere un’indicazione di eventuali disordini. Un ciclo irregolare potrebbe essere un segnale di avvertimento per la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). La menorragia, ossia un flusso mestruale aumentato, che dura più di una settimana, può essere un sintomo della PCOS, così come la crescita eccessiva dei peli sul viso, sul torace e sulla schiena. Oltre alle possibili complicanze per la fertilità, la PCOS può aumentare il rischio di malattie cardiache, diabete e cancro dell’endometrio.

Il tuo ciclo può offrire anche altre indicazioni sullo stato della tua salute. Se notate perdite di sangue tra un ciclo e l’altro, non fatevi prendere dal panico. Potrebbe non significare nulla – o, potrebbe indicare un’infezione. Le perdite, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero anche essere un segno di cancro uterino o cancro cervicale. Mentre presti attenzione al sangue mestruale, assicurati di analizzarne il colore e l’odore e di individuare eventuali modifiche. Se il sangue mestruale ha un odore più forte del solito, specialmente se simile a quello del pesce, o se è acquoso ciò potrebbe essere il segno di un’infezione. I crampi sono normali, ma non dovrebbero essere troppo dolorosi; se non riesci a trovare sollievo nemmeno con farmaci antidolorifici da banco e con una borsa di acqua calda, potresti avere a che fare con qualcosa di serio, come l’endometriosi. Se avverti dei crampi quando non stai sanguinando o nel bel mezzo del ciclo, questo può anche indicare cisti ovariche. Le cisti ovariche sono sacche piene di liquido o che si sviluppano sulla superficie o all’interno del tuo ovaio. Non è raro avere le cisti, ma se si rompono possono causare dolore. Le cisti che si sviluppano dopo la menopausa possono anche essere cancerose.
In definitiva: essere fertile non significa necessariamente che tu sia sano. Detto questo, capire la tua fertilità può essere uno strumento in più per capire la tua salute e il tuo corpo. Anche se non hai intenzione di avere figli, è sempre una buona idea fare un controllo della tua fertilità. Se hai intenzione di controllare la tua salute riproduttiva, il Centro di Riproduzione Assistita e Ginecologia Criagyn può aiutarti a trovare più risposte sui tuoi livelli ormonali e sulla tua riserva ovarica. Ogni pezzo del puzzle della salute può aiutarti a vivere una vita più sana.

Infertilità secondaria: ho già un bambino, perché non riesco a rimanere di nuovo incinta?

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Hai già un bambino felice e in salute e stai provando da più di sei mesi a dargli un fratellino ma non sta succedendo nulla? Avere già un figlio è un fattore predittivo positivo per un successivo futuro concepimento, ma non ne è una garanzia.

 

Tale problematica viene indicata con il termine “infertilità secondaria“, una situazione sempre più comune per molte coppie.

 

Se ritieni che la tua famiglia non sia ancora completa, l’infertilità secondaria può essere altrettanto provante emotivamente rispetto ogni altro problema di infertilità. Potresti sentirti in colpa per non riuscire a dare un fratello o una sorella a tuo figlio o un senso di insoddisfazione perché la tua famiglia non è esattamente ciò che avevi programmato.

 

Che cosa può causare l’infertilità secondaria?

Ci sono una serie di fattori che possono contribuire al problema del concepimento. Questi possono essere fattori femminili, maschili o una combinazione di entrambi i fattori.

 

Fattori femminili che influenzano la fertilità

I fattori femminili che influiscono sulla fertilità possono di solito essere classificati come quelli relativi agli ovociti, all’utero o alle tube di Falloppio.

 

Ovociti

L’età di una donna

Una delle principali cause di problemi di fertilità è l’età della donna. A prescindere se una donna abbia concepito facilmente o meno nel passato, la quantità e la qualità degli ovociti diminuiscono con l’età. Poiché nei paesi industrializzati l’età in cui si decide di avere il primo figlio si è molto spostata in avanti, nel momento in cui si cerca di avere altri figli ci potrebbe essere una probabilità significativamente inferiore di concepire. Il declino della fertilità nelle donne è più repentino una volta superati i 30 anni.

 

Se hai concepito il tuo primo figlio a 30 anni e ci stai riprovando tra i 30 e i 40 anni, le tue possibilità di concepimento saranno notevolmente diminuite a causa del declino della qualità e della quantità degli ovociti.

 

Riserva ovarica

Avere una riserva ovarica bassa significa che il numero di ovociti residui è basso. Può darsi che il tuo primo concepimento sia stato fortunato: un ovocita di buona qualità rilasciato nelle giuste circostanze ha portato alla tua prima gravidanza. La bassa riserva ovarica è ulteriormente aggravata dall’età, che compromette sia la qualità che la quantità ovocitaria.

 

Disfunzioni dell’ovulazione

Spesso le donne sono colpite da condizioni che possono influenzare l’ovulazione, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). In questi casi, rimanere incinta potrebbe essere stato più facile la prima volta, nonostante i cicli lunghi o irregolari che rendono difficile individuare il momento dell’ovulazione. Inoltre, se hai messo su peso dopo la tua prima gravidanza, ciò può rendere difficile un secondo concepimento. Un eccessivo aumento di peso può portare a disfunzioni dell’ovulazione e influire sulla produzione di spermatozoi negli uomini. Una dieta sana e un regolare esercizio moderato possono avere un impatto positivo sulle tue possibilità di concepimento.

Fattori uterini

Le aderenze pelviche, o il tessuto cicatriziale, che possono essere causate dall’endometriosi o da un intervento di chirurgia addominale precedente (incluso un parto cesareo) possono influenzare il corretto funzionamento delle tube di Falloppio o possono indurre il rilascio di fattori che possono influire negativamente sulla qualità degli ovociti, sulla fecondazione e sull’impianto dell’embrione. Potresti anche aver sviluppato un polipo, una crescita benigna adesa alla parete dell’utero che può impedire l’impianto. Anche i fibromi e le cicatrici all’interno dell’utero potrebbero avere lo stesso impatto.

Fattori tubarici

Potrebbe esserci un’ostruzione delle tube di Falloppio dove l’ovocita incontra lo spermatozoo pronto per la fecondazione. L’ostruzione può derivare da cicatrici a causa di precedenti interventi chirurgici, da infezioni pelviche o da altre cause come l’endometriosi. L’ostruzione potrebbe essere a livello delle aperture tubulari verso l’utero o alle estremità distali delle tube. Questa ostruzione, chiamata idrosalpinge, può portare a un accumulo di liquido tossico all’interno delle tube che può influire negativamente sull’impianto dell’embrione.

 

Fattori maschili che influenzano la fertilità

Alterazioni degli spermatozoi

La fertilità di un uomo può cambiare nel tempo e sia problemi di salute che farmaci possono influenzare la qualità o la quantità degli spermatozoi. Anche se si sta provando ad avere un altro figlio con lo stesso partner, i fattori maschili che contribuiscono all’infertilità devono essere esaminati con un’analisi del liquido seminale. Nella diagnosi di coppia, lo spermiogramma è un test fondamentale per comprendere se vi siano alterazioni dei parametri del liquido seminale che suggeriscano un’infertilità maschile.

Vita con un bambino

Anche lo stress quotidiano dell’essere genitori può essere un fattore che contribuisce alla difficoltà nell’avere un altro figlio. Privazione del sonno, mutamento della stima di sé, il lavoro e le occupazioni della vita familiare possono rendere più difficile trovare momenti d’intimità nei giorni appropriati.

Come possiamo affrontare l’infertilità secondaria?

Esistono molti modi per trattare l’infertilità secondaria in base alle varie cause, tra cui semplici cambiamenti dello stile di vita, farmaci per stimolare l’ovulazione, la fecondazione in vitro, la chirurgia, il trattamento di patologie sottostanti come l’endometriosi. Sfortunatamente, avere già un figlio non è una garanzia di un secondo concepimento. Il consiglio è di consultare un medico specialista in Fisiopatologia della Riproduzione Umana se non riesci a rimanere di nuovo incinta dopo sei mesi di tentativi se hai dai 35 anni in su, o dopo un anno di tentativi se hai meno di 35 anni. Sebbene la diagnosi o il trattamento possa sembrare scoraggiante, la ricerca di un parere medico può fare la differenza. Tutto ciò che serve è un appuntamento con uno specialista della fertilità per ottenere il

Infertilità, 10 miti da sfatare

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L’infertilità, ossia il mancato concepimento dopo un anno di rapporti regolari e non protetti, è una condizione che riguarda circa il 15% delle coppie. Quando una coppia si accorge che, nonostante i tentativi, il bambino non arriva, generalmente incomincia a informarsi di più sull’infertilità. Come si sa, soprattutto sul web, si possono incontrare le notizie più disparate, compresi trattamenti miracolosi, informazioni sbagliate e falsi miti.

Per questo motivo in questo articolo vogliamo sfatare alcuni dei miti più frequenti circolanti sull’infertilità:

 

  1. Hai solo bisogno di rilassarti

Sebbene sia vero che il relax possa contribuire a risolvere quei casi in cui lo stress cronico impedisce di condurre una serena vita di coppia, l’infertilità non è puramente un problema psicologico. L’infertilità è una condizione medica. La salute fisica e riproduttiva non può essere risolta da una vacanza rigenerante o da una mentalità positiva sebbene si possano evitare alcune condizioni dovute allo stress, come alterazioni dell’ovulazione e del ciclo mestruale o modificazioni sul livello del testosterone e sulla produzione di spermatozoi.

 

     2. Devi farlo di più

Questo mito generalmente demoralizza le coppie che già hanno una vita sessuale intensa e vogliono ricorrere a trattamenti terapeutici. Se è vero che è necessario fare l’amore nel momento giusto e frequentemente per provare ad avere un figlio, non è  invece fondamentale fare l’amore tutti i giorni o più volte al giorno. Se c’è un problema d’infertilità in uno o in entrambi i partner, questo di certo non verrà risolto facendo di più l’amore.

 

    3. L’infertilità è un problema solo femminile

Nonostante le donne siano il soggetto principale degli argomenti sulla gravidanza, l’infertilità colpisce allo stesso modo uomini e donne. Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita sono i seguenti:

  • infertilità maschile: 29,3%
  • infertilità femminile: 37,1%
  • infertilità maschile e femminile: 17,6%
  • infertilità idiopatica: 15,1%
  • fattore genetico: 0,9%

 

     4. L’età influisce solo sulla fertilità femminile

Le donne sperimentano un significativo declino della fertilità, a volte fino al 50%, tra i 32 e i 37 anni. Tuttavia, le donne non sono le uniche che subiscono l’influenza dall’età. Come l’infertilità femminile, i tassi di infertilità maschile aumentano con l’età: dopo i 40 anni, un uomo può subire una diminuzione del volume del liquido seminale, del numero e della motilità degli spermatozoi e un’alterazione della loro morfologia.

 

      5. Se hai già un figlio non potrai essere infertile in futuro 

Anche se una coppia ha già un figlio, può avere difficoltà ad averne altri in futuro. Questo può accadere sia perché la fertilità maschile e femminile decade nel corso degli anni sia perché possono insorgere condizioni patologiche che possono minare la fertilità.

 

6. Uno stile di vita sano estende l’orologio biologico 

Uno dei maggiori fattori che influenza la fertilità maschile e femminile è la salute. Tuttavia condurre uno stile di vita sano, seguendo una corretta alimentazione e praticando esercizio fisico, non permette di estendere l’orologio biologico ed evitare l’inevitabile declino della fertilità femminile dopo i 35 anni.L’unica opzione che la procreazione medicalmente assistita fornisce per preservare la proprio fertilità è ricorrere alla crioconservazione degli ovociti, un trattamento che però dovrebbe essere eseguito prima di raggiungere la soglia dei 35 anni per poter “conservare” gli ovociti che non hanno subito l’effetto dell’età.

 

7. Alcune posizioni possono aumentare la probabilità di gravidanza o        influenzare il sesso del nascituro

A livello scientifico non è stata dimostrata la correlazione tra una posizione specifica durante il rapporto sessuale e una maggiore probabilità di gravidanza o per influenzare un particolare sesso del bambino. Pensare che, durante un rapporto, si possa fare qualcosa di sbagliato non può far altro che aumentare l’ansia e rovinare il momento d’intimità.

 

       8. Per rimanere incinta c’è bisogno dell’orgasmo femminile

E’ una delle credenze più diffuse, quella dell’importanza del raggiungimento dell’orgasmo da parte della donna ai fini del concepimento, magari anche in contemporanea con l’orgasmo maschile. Le contrazioni vaginali dovute all’orgasmo possono favorire la risalita degli spermatozoi, tuttavia non è un meccanismo che impatta in maniera decisiva sull’ottenimento di una gravidanza.

 

       9. Il coito interrotto evita la gravidanza

E’ opinione abbastanza comune ritenere che la pratica del coito interrotto, ossia dell’estrarre il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione, sia un accettabile metodo contraccettivo. In realtà, secondo alcuni dati della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ogni anno nascono circa 100.000 bambini a causa di questa pratica. Questo sarebbe dovuto da una parte dalla fuoriuscita della secrezione pre-eiaculatoria che potrebbe contenere spermatozoi residui da un’eiaculazione precedente, dall’altra all’incapacità di avere sempre un perfetto controllo durante l’orgasmo, per cui non ci si accorge ad esempio di aver estratto il pene solo dopo aver rilasciato il primo getto di liquido seminale, ricco di spermatozoi.

 

         10. Il giorno più fertile è solo quello dell’ovulazione

E’ un errore comune ritenere che l’unico giorno in cui è opportuno avere rapporti per ottenere una gravidanza sia il giorno dell’ovulazione, ossia tra i 13 e i 15 giorni prima della mestruazione. Infatti dal momento del picco dell’LH passano solo circa 17 ore dall’ovulazione e, dopo lo scoppio del follicolo, l’ovocita resterà fecondabile per un massimo di 12-24 ore. Se si considera che gli spermatozoi possono sopravvivere anche fino a 3 giorni nell’utero è bene considerare i giorni più fertili in assoluto i due che precedono l’ovulazione e il giorno dell’ovulazione. Con i rapporti in questi giorni gli spermatozoi fanno in tempo a raggiungere le tube e attendere il rilascio dell’ovocita che, appena rilasciato, ha più probabilità di essere fecondato. Se gli spermatozoi arrivano troppo tardi, l’ovulo inizia a degenerare e perde la capacità di essere fecondato.

 

 

 

Guida di 30 giorni per il successo del percorso di procreazione medicalmente assistita: dieta, sostanze chimiche da evitare, farmaci, riposo e altro ancora

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PMA: cosa aspettarsi e cronologia

Circa 1 donna su 8 ha difficoltà a rimanere incinta. Se sei pronta a metter su famiglia ma la tanto desiderata gravidanza non arriva, un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) molto probabilmente sarà la tua prossima opzione per avere un bambino. La fecondazione in vitro è una procedura in cui l’ovocita di una donna viene fecondato con uno spermatozoo, portando alla formazione di un embrione. Quindi, l’embrione viene trasferito nell’utero della donna, sperando che si annidi e si ottenga una gravidanza. Potresti avere emozioni contrastanti mentre ti prepari, inizi e completi un ciclo di PMA. Ansia, tristezza e incertezza sono comuni quando si effettua un investimento fisico ed economico sostanziale per avere la possibilità di rimanere incinta. I 30 giorni che precedono il ciclo di PMA sono quindi importanti per preparare il tuo corpo affinché sia sano, forte e pienamente preparato per il trattamento medico. Questa è una semplice guida per permettere a te e al tuo partner di affrontare al meglio un trattamento di PMA, ma alcuni di questi consigli sono applicabili in generale a chiunque voglia condurre una vita sana.

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Esistono varie fasi di un ciclo di PMA. Ecco una ripartizione delle fasi, compresa la durata di ciascuna:

  • Preparazione (da due a quattro settimane prima dell’inizio del ciclo). È in questa fase che è consigliabile effettuare i cambiamenti di stile di vita delineati in questa guida per garantire una salute ottimale. Il ginecologo può aiutarti a regolare il ciclo mestruale per allinearlo all’inizio del ciclo di PMA.
  • Fase 1 (1 giorno). Il primo giorno del ciclo di PMA è il tuo primo giorno di mestruazione.
  • Fase 2 (da 3 a 12 giorni). Inizia la somministrazione di farmaci per la fertilità (gonadotropine, induttori indiretti) allo scopo di stimolare le ovaie, in modo da prepararle ad aumentare la produzione di ovociti.
  • Fase 3 (36 ore). Viene somministrata una singola iniezione di gonadotropina corionica umana (hCG) o un’agonista del GnRH (nel caso sia necessario vitrificare “congelare” gli ovuli o embrioni) per stimolare il rilascio degli ovociti sviluppatisi. Esattamente 36 ore dopo l’iniezione, ti sottoporrai alla procedura di recupero degli ovociti (pick-up).
  • Fase 4 (1 giorno). Il tuo partner (o donatore) fornirà il liquido seminale. Gli ovociti vengono inseminati in poche ore. Da qui inizierai a prendere il progesterone, che prepara l’utero al mantenimento della gravidanza, riducendo la possibilità di aborto spontaneo.
  • Fase 5 (3-5 giorni). Meno di una settimana dopo il recupero, l’embrione/i vitale/i sarà/nno trasferito/i nel tuo utero in una procedura non invasiva. Il trasferimento può avvenire dopo 3 o 5-6 giorni dal pick-up.
  • Fase 6 (da 9 a 12 giorni). Sarai sottoposta a test per verificare che l’embrione si sia impiantato nell’utero, il che innescherà il rilascio di ormoni della gravidanza da parte del tuo corpo.

Sotto si riportano i cambiamenti dello stile di vita consigliati che daranno al tuo corpo il miglior supporto per la gravidanza durante il tuo ciclo di PMA.

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Cosa mangiare durante il ciclo di PMA

Durante un ciclo di PMA, concentrati su pasti sani ed equilibrati. Non apportare cambiamenti importanti o significativi durante questo periodo, come adottare una dieta senza glutine. La dieta mediterranea è quella maggiormente raccomandata. La sua composizione colorata e a base vegetale fornisce un’alimentazione adeguata per il tuo corpo. La ricerca mostra che una dieta mediterranea può migliorare il tasso di successo della fecondazione in vitro tra le donne non obese che hanno meno di 35 anni. Poiché la dieta influisce anche sulla salute del liquido seminale, incoraggia il tuo partner a seguire con te la dieta mediterranea.

La dieta mediterranea:

  • Fai il pieno di frutta e verdura fresca.
  • Scegli proteine ​​magre, come quelle provenienti da pesce e pollame.
  • Mangia cereali integrali, come la quinoa, il farro e la pasta integrale.
  • Aggiungi legumi, tra cui fagioli, ceci e lenticchie.
  • Passa ai latticini a basso contenuto di grassi.
  • Mangia grassi sani, come quelli contenuti in avocado, olio extravergine di oliva, noci e semi.
  • Limitare il consumo di carne rossa, zucchero, cereali raffinati e altri alimenti altamente lavorati. Limitare il sale: meglio aromatizzare gli alimenti con erbe e spezie.

E’ possibile praticare sport durante il ciclo di PMA?

Molte donne evitano o smettono di allenarsi durante il loro ciclo di fecondazione assistita perché temono di arrecare danno alla gravidanza. Il consiglio è quello di continuare a praticare sport, con moderazione, specialmente se hai già un regime di allenamento costante. Bisogna tuttavia evitare gli sport estremi e gli sforzi prolungati, come ad esempio la corsa prolungata, che potrebbero avere effetti negativi sull’ispessimento del rivestimento uterino e potrebbero spostare l’apporto maggiore di sangue dall’utero ad altri organi e muscoli in un periodo in cui il sistema riproduttivo ne ha maggiormente bisogno. Le corritrici potrebbero sostituire la corsa con jogging leggero o camminate.

Sostanze chimiche da evitare

Considera di evitare alcuni articoli casalinghi prodotti con sostanze chimiche che possono alterare il sistema endocrino. Questi interferiscono con la salute riproduttiva e lo sviluppo prenatale. La Endocrine Society ha affermato che queste sostanze chimiche elencate causano “una significativa preoccupazione per la salute umana”.

Sostanze chimiche da evitare e dove si trovano 

Formaldeide

  • smalto per unghie

Parabeni, triclosan e benzofenone

  • cosmetici
  • creme idratanti
  • alcuni tipi di sapone

BPA e altri fenoli

  • materiali per l’imballaggio di alimenti

Ritardanti di fiamma bromurati

  • mobilia
  • capi di abbigliamento
  • elettronica
  • stuoie di yoga

Composti perfluorurati

  • materiali antimacchia
  • strumenti di cottura antiaderenti

Diossine

  • carne
  • latteria
  • argilla artistica

Ftalati

  • plastica
  • rivestimenti medicinali
  • cosmetici con fragranza 

Farmaci che possono interferire con quelli per la fertilità 

Mentre ti prepari per iniziare il tuo ciclo di fecondazione in vitro, rivedi l’intero elenco di farmaci con il ginecologo esperto in PMA. Assicurati di elencare anche i farmaci apparentemente innocui, tra cui:

  • pillole quotidiane per l’allergia
  • ibuprofene ed altri FANS
  • qualsiasi prescrizione
  • integratori

Questi farmaci potrebbero potenzialmente:

  • interferire con i farmaci per la fertilità
  • produrre effetti negativi sulla regolazione ormonale
  • ridurre l’efficacia complessiva del trattamento

In particolare, i farmaci sottostanti pongono problemi specifici. Il medico può essere in grado di prescrivere alternative durante il ciclo e anche durante la gravidanza.

Farmaci da segnalare al ginecologo esperto in PMA

  • prescrizioni e farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) come aspirina, ibuprofene e naprossene
  • farmaci per la depressione, ansia e altre condizioni di salute mentale, come gli antidepressivi
  • steroidi, come quelli per il trattamento di asma o lupus
  • farmaci antiretrovirali
  • farmaci per la tiroide
  • prodotti per la pelle, specialmente quelli contenenti estrogeni o progesterone
  • farmaci chemioterapici

Quante ore di sonno sono necessarie?

Riposo e fertilità sono strettamente connessi. Dormire adeguatamente può supportare il tuo ciclo di PMA. Uno studio del 2013 ha rilevato che il tasso di gravidanza per coloro che dormono da sette a otto ore ogni notte è significativamente più alto di quello delle donne che dormono per più o meno ore. La melatonina, un ormone che regola sia il sonno che la riproduzione, raggiunge i picchi tra le 21:00 e mezzanotte. Questo fa sì che tra le 22:00 e le 23:00 sia il momento ideale per addormentarsi. 

Ecco alcuni consigli per dormire meglio:

  • Mantieni la tua camera a una temperatura tra i 15 e i 19ºC, come raccomandato dalla National Sleep Foundation.
  • Fai una doccia calda o immergiti in un bagno caldo appena prima di andare a letto.
  • Diffondi la lavanda nella tua camera da letto (o da usare sotto la doccia).
  • Evita la caffeina dalle quattro alle sei ore prima di andare a dormire.
  • Smetti di mangiare due o tre ore prima di andare a dormire.
  • Ascolta musica rilassante.
  • Interrompi la visione di schermi luminosi almeno 30 minuti prima di andare a dormire. Sono inclusi cellulari, TV e computer.
  • Fai dei leggeri stiramenti prima di andare a dormire.

Puoi bere alcolici durante il ciclo di PMA?

Potresti volere un drink per sostenere il fardello emotivo della fecondazione assistita. Generalmente è possibile bere con moderazione. Tuttavia già un paio di drink durante la settimana potrebbero avere effetti negativi sull’esito del ciclo di fecondazione assistita. Uno studio del 2011 ha rilevato che i tassi di nati vivi erano inferiori del 21% nelle donne che consumavano più di quattro bevande alla settimana e del 21% in meno quando entrambi i partner consumavano più di quattro bevande alla settimana. Ovviamente, una volta completato il trasferimento dell’embrione, dovresti completamente astenerti dal bere qualsiasi tipo di bevanda alcolica.

 

Idee per la cura di sé durante il ciclo di PMA 

Prepararsi e attraversare il ciclo di PMA è indubbiamente un’esperienza impegnativa. Tuttavia può essere resa più facile se inizi a prenderti cura di te stessa. Questo ti aiuterà a gestire meglio, e persino a evitare, alcuni dei punti dolenti di un ciclo di PMA. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Bevi molta acqua
  • Dormi molto e concediti dei sonnellini
  • Socializza con gli amici
  • Esci con il tuo partner
  • Fai yoga o altri esercizi moderati
  • Prova la meditazione
  • Fai lunghi bagni caldi
  • Fatti fare dei massaggi
  • Fai pedicure e manicure
  • Leggi un libro
  • Vai al cinema
  • Comprati dei fiori
  • Scrivi un diario con i tuoi pensieri e sentimenti
  • Vai dal parrucchiere e dall’estetista 

Consigli per il tuo partner durante la fecondazione in vitro

Potrebbe non portare il tuo stesso peso durante il ciclo di PMA, ma tuo marito o il tuo partner è altrettanto importante durante questo percorso. Molto presto, darà il campione di liquido seminale più importante della sua vita. Anche la sua dieta, il riposo e la cura di sé sono importanti. Ecco cinque modi in cui il tuo partner può supportare i tuoi sforzi:

  • Bere meno alcolici e non fumare. Uno studio del 2011 ha rilevato che gli uomini che bevevano birra ogni giorno avevano minor successo nel ciclo di PMA. Anche il non fumare aiuta.
  • Dormire di più. Non dormire a sufficienza (almeno da sette a otto ore a notte) può influire sui livelli di testosterone e sulla qualità dello sperma.
  • Mangiare bene e allenarsi. Mettersi in forma e condurre un’alimentazione sana possono migliorare la qualità degli spermatozoi.
  • Essere solidali. La cosa più importante che il tuo partner può fare è essere lì per te. Rivolgiti a lui per parlare, coccolarsi, ottenere aiuto per la somministrazione dei farmaci e gestire gli appuntamenti.  

 

Sessualità e riproduzione: un viaggio a doppio senso

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Per l’uomo, mammifero superiore, l’associazione fra esperienza sessuale e riproduzione appare, a prima vista, così ovvia da far dimenticare che la sessualità è solo uno dei meccanismi predisposti alla propagazione della specie. Anzi, a dirla tutta, è quello di più recente introduzione e di più antieconomico dispendio energetico.

Divisione eucariotica, gemmazione, partenogenesi, ecc., sono di gran lunga meccanismi più antichi ed efficienti. L’unica problematica è quella però di generare popolazioni di individui eccessivamente omogenee e quindi globalmente esposte a potenziali nocivi.

Il maschio quindi, o comunque il genere che meno investe in tempo gestazionale e cure parentali, è comparso solo in un secondo tempo della storia evolutiva. Lo scopo principale, se non unico, è di differenziare la specie: milioni di spermatozoi con milioni di possibilità genetiche diverse sono un lusso che le specie dette inferiori non si possono permettere. Un lusso che si paga con la necessità della ricomposizione, dell’obbligatorietà di rintracciare un partner adatto e disponibile e, per i maschi, con l’aggravante della pericolosa e poliforme competizione per l’accesso al rituale riproduttivo.

La fecondazione esterna, come quella dei pesci, consente almeno una dissociazione temporale fra i partners e una concentrazione sulle complicazioni seduttive rispetto a quelle copulative. Nella sessualità più propriamente intesa, cioè quella finalizzata alla fecondazione all’interno del corpo femminile, il peso delle problematiche tecniche genitali o extragenitali aumenta. Basti pensare all’infertilità canina da lesioni agli arti posteriori o da insufficienza del nodo penieno interno.
Nella specie umana vanno considerate anche le sovrastrutture culturali che, se non riescono a spegnere completamente le pulsioni istintuali naturali, di certo condizionano l’esperienza sessuale e riproduttiva.In particolare le interferenze principali riguardano i seguenti aspetti:

L’età riproduttiva

Se per le altre specie l’accesso alla sessualità e alla riproduzione coincide con la maturità fisica, nella maggior parte delle società umane viene richiesta una serie di condizioni specifiche (di carattere economico, intellettuale, relazionale, ecc.) che determinano un deciso ritardo sui tempi.
Nelle società industrializzate, il ritardo sembra riguardare più la parte riproduttiva senza un impedimento all’accesso precoce alla sessualità; in gruppi più connotati sul piano religioso il ritardo coinvolge in via primaria la sessualità con derivata conseguente latenza sulla riproduzione. In ogni caso il desiderio riproduttivo in età avanzata è una problematica con la quale tutti gli operatori dei Centri di fertilità devono confrontarsi quotidianamente. Molte delle strategie tecniche nel campo della procreazione medicalmente assistita (PMA) sono state elaborate con l’esclusiva necessità di contrastare gli effetti negativi di questo antifisiologico gap temporale.

Accesso globale della popolazione maschile alla sessualità e alla riproduzione

Nella specie umana, in difformità rispetto ai mammiferi superiori, la competizione per l’accesso al femminile ha assunto aspetti polimorfi e sottili, perdendo quel carattere di dominanza assoluta e di esclusione del maschio perdente da ogni forma di sessualità e riproduzione. Persiste, ed è stato da tempo dimostrato, il fenomeno della “clusterizzazione”: la preferenza di molte donne per lo stesso maschio dotato di segnali espliciti di vantaggio per la prole (vantaggi estetici, economici, protettivi, ecc). Il fenomeno è però socialmente scoraggiato favorendo, al contrario, una situazione di accesso quasi generalizzata del maschio alla sessualità di coppia (pur con diverse transazioni relazionali) e alla potenziale trasmissione genica.

Eccesso della potenzialità sessuale rispetto alla necessità riproduttiva

La disponibilità femminile alla sessualità, anche al di fuori della fase ovulatoria, segnala l’evoluzione della sessualità umana a funzioni più ampie e complesse della semplice riproduzione. Molto si è discusso su questa svolta evolutiva improvvisa dopo che la strategia aveva portato i primati ad evidenze vistosissime (basti pensare alla cromia glutea del macaco in fase ovulatoria). Il fatto sembra spiegarsi con la necessità di favorire i legami di coppia in specie (uomo ma anche uccelli) costrette all’allevamento di prole fortemente immature con necessità prolungate di accudimento.
Dalla necessità del maschio di presidiare costantemente la femmina se desidera la certezza della propria trasmissione genica (l’insicurezza maschile sulla paternità è così proverbiale da strutturarsi in battute e modi di dire) sembra derivare la sproporzionata frequenza coitale della nostra specie. Su questa già evidente anomalia naturale si innesta il fatto che ogni società o ambito culturale definisce frequenze e modi corretti di accoppiamento. Se il legame corporeo piacevole e frequente sembra quindi funzionale agli aspetti di legame di coppia, la ridotta funzionalità temporale del periodo fertile, complica però non poco le cose nella pianificazione della riproduzione.
I monitoraggi ovulatori e i più o meno diffusi sistemi di identificazione del periodo fertile cercano di ovviare a questa difficoltà.

Conoscenza indiretta delle tecniche sessuali

La specie umana è l’unica che impara la sessualità non per via osservativa diretta o esperienziale ma attraverso la comunicazione indiretta orale o scritta.Nonostante le scandalosissime rivelazioni freudiane sulla sessualità infantile risalgano all’ultimo decennio del secolo XIX, il mondo infantile o adolescenziale è, nella maggior parte delle società, escluso da ogni contatto col fenomeno sessuale. E’ infatti protetto in modo rigidissimo, sia sul versante legislativo che su quello del comune sentire, da ogni contatto diretto. Ciò che filtra fra le maglie degli interdetti sociali è condito dai pregiudizi degli adulti, dalle esagerazioni dei pari o dal sensazionalismo dei media e della pornografia. Insomma in una società così impregnata di sesso come quella tardo capitalistica, è frequente l’apprendimento dell’anomalia sessuale prima della fisiologia. Normale che la nostra specie presenti il più alto tasso di disfunzioni e variazioni sessuali e che sia elevato il numero di fraintendimenti sulle modalità sessuali ai fini riproduttivi.

Consapevolezza dell’associazione (e possibile dissociazione) sessualità/riproduzione

L’associazione sessualità-riproduzione è talmente evidente e talmente rafforzata culturalmente da essere data per scontata. Anche nelle teorie meno contaminate da aspetti antropomorfocentrici la consapevolezza di questa relazione viene limitata però alla sola specie umana e anche in questo caso considerata un fenomeno di recente acquisizione. Associare in una relazione causa-effetto un fenomeno su base istintuale come l’accoppiamento sessuale con un evento (la nascita) che si verifica molto tempo dopo (9 mesi) e soprattutto legare, in società promiscue primitive un singolo evento con un singolo partner con il concetto di paternità, è qualcosa che richiede forme di sofisticata mentalizzazione, tipiche di società già molto avanzate. Non a caso Margaret Mead considerò la paternità “un’invenzione occidentale”, una lenta conquista teorica che dalle elaborazioni più fantasiose e disparate su flussi, umori, ecc., ha portato alla scoperta dei gameti maschili (1675), di quelli femminili, e infine dei complessi meccanismi di fecondazione e di annidamento. La maturata consapevolezza dell’associazione, d’altro canto, è stata da subito accompagnata dai tentativi di separare i fenomeni.

Sessualità e non riproduzione

Oltre agli aspetti sopradescritti, anche gli elementi comunicativi, conoscitivi, di determinazione gerarchica, insomma tutto ciò che nella sessualità è poco legato alle fluttuazioni ormonali, sono fattori determinanti e noti della sessualità umana e contribuiscono ad ampliare la frequenza delle esperienze sessuali. Lo svincolarsi dell’ipertrofica sessualità dall’esclusività riproduttiva ha portato da sempre, ovviamente nella sola specie umana, a meccanismi di contenimento preconcezionale o postconcezionale delle indesiderate conseguenze generative delle esperienze di coppia.
Metodi più o meno efficaci di contraccezione sono stati elaborati anche dalle società più primitive.
Una svolta epocale è stata l’introduzione dei contraccettivi ormonali nel 1957: la maneggevolezza, l’estrema efficacia, il basso costo e la scarsa pericolosità hanno sancito in modo quasi assoluto la separazione fra sessualità e riproduzione. I metodi contraccettivi però possono avere, seppure in casi limitati, effetti deleteri più o meno facilmente risolvibili, sulle potenzialità riproduttive dei soggetti. Se l’amenorrea ipotalamica post-pillola ha una prognosi favorevolissima con l’induzione gonadotropinica, non così agevolmente sono superabili gli esiti flogistici da dispositivi intrauterini o ancor più le eventuali lesioni traumatiche da interruzione volontaria della gravidanza.

Riproduzione e non sessualità

Questo percorso è stato più accidentato e complesso. Note sono le diatribe sulla successione al trono di Enrico IV di Castiglia (sofferente di impotenza e sterilità probabilmente da tumore ipofisario) resa possibile mediante inseminazione artificiale della moglie Giovanna di Portogallo nel 1464. L’inizio, con documentazione scientifica nel senso moderno, si può far risalire agli esperimenti di Spallanzani che nel 1769 riuscì a praticare con successo l’inseminazione artificiale canina.
L’applicazione nella specie umana è documentata agli inizi dell’800. Nel 1866 Paolo Mantegazza nel suo studio “Sullo sperma umano” già ipotizza la crioconservazione gametica maschile per PMA con dissociazione anche temporale fra sessualità e concepimento. Nel 1976 poi con la prima FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento embrionale) la dissociazione fra gli eventi si fa quasi completa; quasi perché in realtà in questi casi l’assenza di sessualità non è completa dato che la produzione del seme avviene con l’orgasmo e l’eiaculazione. La scomparsa totale della sessualità va fatta risalire quindi alla prima inseminazione ottenuta con prelievo testicolare od epididimario, quindi al 1986.

Enorme impatto culturale su significati di sessualità e riproduzione

Nella società occidentale è dimostrato un maggior stress riproduttivo nel partner femminile della coppia soprattutto se la responsabilità dell’infertilità le può essere attribuito, con però maggiori elementi di sostegno familiare e sociale per questo genere. Per molte culture extraeuropee (società cinese, società musulmane ortodosse, ecc.) il valore sociale dell’evento riproduttivo è talmente elevato da oscurare completamente gli aspetti piacevoli della sessualità. Il piacere è un bene facilmente, naturalmente e rapidamente sacrificabile per l’obiettivo concezionale. Il tratto è un po’ più evidente nelle società poligamiche dove il partner femminile, più o meno responsabile delle difficoltà, può sviluppare sotto le forti pressioni sociali e familiari del coniuge, timori di legittima sostituzione. Anche nella società cinese dove la femmina è inserita totalmente nel gruppo patrilineare, i disagi dell’infertilità femminile assumono connotazioni più drammatiche. In aggiunta, l’obbligo confuciano della scarsa espressività pubblica dei vissuti interpersonali rende ancor più difficile percepire le ripercussioni della diagnosi di infertilità sull’ambito intimo. Il pensiero operativo orientale rende inoltre difficilmente comprensibili ai pazienti gli aspetti probabilistici delle tecniche di procreazione medicalmente assistita con tonalità depressive, per quanto occultate, più marcate in caso di insuccesso.

Interferenze della sessualità sull’infertilità

La preesistenza di un disagio sessuale con possibili implicazioni nella difficoltà riproduttiva è riportata nel 5% dei casi. Il dato è sottostimato per la difficoltà di ammissione di un’ulteriore (oltre all’infertilità) sintomatologia che implica disvalore sociale. L’ambito sessuologico deve quindi essere indagato attentamente in fase anamnestica dei pazienti infertili: un’indagine cauta per non suscitare diffidenze, resistenze o sospetti di immotivate curiosità e invasioni nello spazio intimo di coppia. Una particolare attenzione deve essere posta alla frequenza coitale con una verifica delle competenze teoriche e pratiche attivate per favorire il concepimento. In questa fase deve essere segnalata la disponibilità, su richiesta, a eventuali incontri separati con i due membri della coppia. Anche se una vita sessuale piena e gratificante non è un prerequisito vincolante per la capacità riproduttiva, è evidente che difficoltà maschili (di ogni tipo) che determinano una deposizione endovaginale non ottimale e difficoltà femminili che ostacolano la penetrazione assumono valenze decisive nel progetto concezionale. Le differenze di genere sono significative: senza giungere alla disarmante affermazione di Master e Johnson che “durante il coito per la donna è sufficiente giacere” è certo che l’attivazione dell’apparato genitale maschile appare più determinante. Quando, per il disagio sessuale emerso, viene esplicitata una richiesta di aiuto, è utile posporre il progetto riproduttivo alla risoluzione della problematica sessuologica. In casi meno espliciti è dubbia la necessità di forzatura medica per la risoluzione di sintomi per i quali non è stato richiesto alcun intervento; non bisogna dimenticare che spesso il personale sanitario non è competente per la gestione di problematiche così sofisticate senza assunzione di valenze giudicanti o di aspetti proiettivi.
Compito essenziale irrinunciabile è solo quello di un’introduzione delicata delle competenze teoriche sessuali utili ad ottimizzare il concepimento quando vengano verificate le scarse conoscenze e la rimozione di pregiudizi non favorenti (come l’idea che l’astinenza prolungata migliori la qualità seminale o che posizioni postcoitali antigravitazionali siano indispensabili alla risalita spermatocitaria, ecc.). Le problematiche sessuali più frequentemente interferenti con la capacità riproduttiva sono riassunte nella seguente Tabella.

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Disfunzioni sessuali in gravidanza ottenuta per risoluzione di infertilità

A volte l’equilibrio sessuale, faticosamente mantenuto durante l’iter riproduttivo o terapeutico per infertilità, si rompe dopo il concepimento. Possono emergere le fisiologiche ambivalenze iniziali sullo stato gravidico e sulla capacità d’assunzione dei nuovi ruoli, per quanto desiderati lungamente.
Nonostante la percepita iperpreziosità embrio-fetale, l’occasione di sfruttare un motivo medico per riposarsi dalle “fatiche sessuali finalizzate” senza percezione di disvalore, l’accentuarsi della marginalizzazione maschile per esaurimento del compito, ecc., sono tutti meccanismi che possono drasticamente ridurre frequenze ed efficienze. Il fenomeno è ancora più evidente in caso di poliabortività pregressa e a nulla valgono le rassicurazioni sull’assoluta non interferenza della sessualità sugli esiti gravidici. Soprattutto l’ipercontrattilità uterina postorgasmica femminile è erroneamente percepita come fattore di rischio grave. La situazione di riduzione del desiderio sessuale e della frequenza coitale è parafisiologica nel primo trimestre mentre può generare qualche attrito di coppia se si prolunga anche nel secondo; la femmina può percepire la perdita di desiderabilità sia per il nuovo ruolo materno asessuale sia per le variazioni corporee e necessitare di rassicurazioni in questo senso. Il maschio può risultare insofferente agli eccessivi processi di esclusione dalla diade madre-figlio con un risentimento per la mancata remunerazione della fatica svolta durante il periodo infertile. Gli altri aspetti psicologici positivi dello stato gravidico possono mascherare questa problematicità che però, se viene esplicitata, non deve essere trascurata, in quanto potrebbe accentuarsi e precipitare in epoca postnatale.

Disfunzioni sessuali per paura della fertilità successiva

Un accenno deve essere fatto anche alle difficoltà sessuali che possono intervenire per paura di un ulteriore concepimento in coppie che hanno concluso positivamente l’iter terapeutico per infertilità, magari con gravidanze plurime. Dopo lunghi, faticosi e stressanti periodi di sterilità, può svilupparsi una credenza eccessiva e assoluta dell’impossibilità di un concepimento naturale; l’uso di contraccettivi viene vissuto con fastidio e perplessità. La mancata protezione può determinare però tensioni più profonde con insorgenza di disfunzioni sessuali nel partner meno motivato a un evento gravidico successivo.

Miomi e infertilità: qual è la relazione?

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I miomi o fibromi uterini o anche leiomiomi, interessando il 20-50% delle donne in età riproduttiva, sono i tumori uterini benigni più comuni in questa fascia d’età. Il loro possibile ruolo nell’infertilità, anche se controverso, è, dunque, da sempre una grande preoccupazione per il medico e per la paziente. I fibromi variano in larga misura in termini di dimensioni, posizione e numero e di conseguenza varia l’eventuale meccanismo con cui possono causare infertilità.

Fattori fisici

Data la loro dimensione e posizione, non sorprende che uno degli ipotetici meccanismi d’infertilità dei fibromi sia il semplice impedimento fisico al trasporto di spermatozoi, ovociti o embrioni. Tuttavia, la dimensione microscopica dei gameti, il bilateralismo e l’elasticità del sistema riproduttivo suggeriscono che questo non sia l’unico meccanismo coinvolto nella stragrande maggioranza dei casi.

Alterazione delle contrazioni uterine

Le contrazioni uterine aumentano di frequenza nella fase follicolare precoce dal fondo alla cervice uterina mentre nella fase periovulatoria e luteale la loro direzione è invertita dalla cervice al fondo. I fibromi possono influenzare la contrattilità del miometrio e indurre una reazione infiammatoria cronica, fenomeni che possono ostacolare l’impianto embrionale.

Alcuni studi hanno riportato un aumento della peristalsi miometriale in pazienti con fibromi intramurali e sottomucosi durante la fase luteale del ciclo, sebbene ci sia stata una diminuzione nella fase periovulatoria.

Molti meccanismi sottostanti possono concorrere all’aumento della contrattilità miometriale come l’eccesso di citochine, fattori di crescita, neurotensina, neuropeptidi ed encefalina.

Il ruolo delle citochine  

Alcune citochine (molecole proteiche prodotte da vari tipi di cellule inducenti nuove attività come crescita, differenziazione e morte cellulare) intrauterine delle prime fasi della gravidanza partecipano ai processi di impianto e sviluppo embrionale precoce. Uno dei meccanismi coinvolti nell’infertilità potrebbe risiedere proprio nel fatto che è stata riscontrata una significativa riduzione dei livelli di alcune citochine (principalmente IL10 e glicodelina) a metà della fase luteale in donne con fibromi sottomucosi.

Genetica

Alcuni geni endometriali (HOXA10, HOXA11 e BTEB1) sono coinvolti nella ricettività endometriale. La riduzione o assenza del prodotto del gene HOXA10 nell’endometrio uterino porta a infertilità a causa dell’incapacità dell’embrione di impiantarsi. E’ stata dimostrata una significativa riduzione della concentrazione dei prodotti di questi geni durante la fase follicolare in donne infertili con fibromi sottomucosi. È interessante notare che la riduzione era presente in tutta la cavità uterina e non solo nell’endometrio sovrastante il fibroma. Inoltre è stato riportato un aumento nell’espressione del gene HOXA1 dell’endometrio dopo la miomectomia (rimozione chirurgica del mioma).

Infertilità e risultati riproduttivi

La base delle prove sulla relazione tra fibromi e infertilità è complessa, con presenza di dati quasi unicamente osservazionali e mancanza di studi controllati ben progettati. Inoltre, l’eterogeneità delle pazienti e delle tipologie di fibromi, oltre alla causa multifattoriale dell’infertilità, rendono difficile la pianificazione di studi su larga scala.

I fibromi uterini riducono i tassi di impianto?

È generalmente accettato che i fibromi sottomucosi abbiano un impatto negativo sulla fertilità e sulla gravidanza a causa della loro localizzazione nella cavità endometriale. In particolare, i fibromi sottomucosi che causano la distorsione della cavità uterina causano una riduzione nei tassi di gravidanze cliniche, di impianto e di bambini nati vivi, così come un aumento del tasso di aborto spontaneo. Al contrario, c’è una notevole controversia riguardo i fibromi che non causano distorsione della cavità uterina. I fibromi sottosierosi, in particolare, non sembrano essere coinvolti nell’infertilità. Una sintesi delle prove disponibili mostra una riduzione del 21% nei tassi dei nati vivi conseguenti alla fecondazione in vitro nelle donne con fibromi intramurali non distorsivi della cavità con conseguenti tassi più elevati di aborti spontanei e parti prematuri.

Il successo nell’affrontare l’infertilità dipende in forte misura dalla possibilità d’accesso all’assistenza sanitaria. Le donne che ricevono i trattamenti in anticipo hanno più probabilità di avere risultati positivi, mentre quelle con una lunga storia di infertilità hanno una prognosi peggiore, indipendentemente dal trattamento. Ci sono molte prove per le quali le donne afro-caraibiche, in cui i fibromi sono più comuni e più gravi, hanno un accesso minore all’assistenza sanitaria rispetto alle donne caucasiche e quindi sono sottorappresentate nei risultati della fecondazione assistita. I fibromi sono circa tre volte più comuni nelle donne afro-americane che si sottopongono a trattamenti di fecondazione assistita rispetto alle donne caucasiche (30,8% contro 10,7%). In correlazione a ciò, le donne afro-americane statisticamente hanno tassi più alti di aborti, rispetto alle caucasiche e si pensa che il fibroma sia un fattore che contribuisce a questa variazione. Confrontando i due gruppi di donne con fibromi, i risultati riproduttivi sono simili. In entrambi i gruppi la presenza di fibromi riduce i tassi d’impianto embrionale del 18% e quelli di natalità del 27%.

Il trattamento dei fibromi uterini migliora la fertilità?

Esistono molti studi che riportano i benefici della miomectomia. In generale si è riscontrato un aumento significativo dei tassi di gravidanza soprattutto nelle donne con fibromi sottomucosi sottoposte a miomectomia.

Non ci sono prove sufficienti per raccomandare una miomectomia allo scopo di migliorare la fertilità in caso di fibromi intramurali o sottosierosi.

I casi da gestire nei counselling devono essere considerati personalmente da caso a caso. I miomi possono causare infertilità e vanno trattati chirurgicamente solo dopo attenta esclusione di altre cause di impedimento al concepimento. Le terapie mediche non sembrano apportare miglioramenti significativi alle percentuali di successo.

La miomectomia è una procedura relativamente sicura ma essa può comportare aderenze postchirurgiche che possono aggravare invece che risolvere il quadro. Di questo la paziente deve essere informata insieme alla considerazione sulle esigue informazioni che la letteratura mette a disposizione.